Il supermercato del futuro? E’ caccia alle emozioni per una ‘spesa’ da ricordare

Retail

Partendo dall’esperienza del supermercato del futuro presentata a Expo Milano 2015 da Coop, ChannelBiz ha chiesto ad Accenture e Avanade, due dei partner in questa avventura, un parere sull’evoluzione del retail e su cosa serva per rilanciare le vendite. Ecco qualche considerazione

Può, il supermercato del futuro, essere considerato la novità o la svolta che possa riportare i consumatori nei centri commerciali della Grande Distribuzione? Forse, non si è certi di questo, intanto qualche tentativo lo si sta facendo. Se ci si ferma all’andamento, ai premi ricevuti dal supermercato del futuro presso il Future Food District a Expo 2015 da Coop, verrebbe da pensare che la novità ha soddisfatto le attese.

In altre parole, la tecnologia deve essere il mezzo per trasformare una banale spesa in un avvenimento da ricordare e da raccontare. Non ci si deve nascondere dietro al fatto che oggi, grazie a canali di vendita alternativi, come Amazon, per esempio, che di recente ha annunciato l’ingresso nel canale dei supermercati, quindi cibo e quant’altro, sta senza dubbio cambiando le regole del ‘commercio’ più tradizionale. Accenture per Coop_tavoli interattivi

ChannelBiz.it, ha chiesto il parere ad Avanade e Accenture, due delle realtà che, insieme a Coop e Carlo Ratti, hanno dato vita durante Expo Milano 2015 al supermercato del futuro. “Non esiste più una barriera fisica o digitale nel punto vendita, ma esiste solo la soddisfazione del consumatore – spiega Alberto Pozzi, Managing Director per il Retail di Accenture Italia la direzione verso cui devono puntare i retailer sono di due tipi: capire quale sia il formato e il canale di vendita appropriato, nonché l’offerta per rendere esperienziale l’acquisto e far si che l’acquisto nel punto vendita non sia solo memorabile ma ci sia un richiamo effettivo. L’avvento sempre più preponderante di altri operatori e di altre forme commerciali che propongono referenze classiche che stanno nel comune assortimento di un super o ipermercato, porta gli operatori della distribuzione di fronte a un bivio: revisionare il formato e il riassortimento per massimizzare lo spazio ai fini di un concetto ‘esperienziale’”, spiega Pozzi.

Alberto Pozzi, Accenture
Alberto Pozzi, Accenture

Grazie alle proprie competenze digitali, Accenture ha definito e concretizzato la user experience del visitatore del supermercato, gestendo l’architettura delle informazioni, l’implementazione dell’infrastruttura IT, l’analisi e lo sviluppo dei touchpoint del punto vendita. All’interno del Future Food District erano disponibili prodotti di 5 filiere (ortofrutta e vini, carne e pesce, latte e derivati, cereali e birre, caffè e coloniali), organizzati su tre diversi livelli e disposti su tavoli che seguivano un ordine: dalle materie prime (come frutta, grano, latte), ai prodotti via via più trasformati e elaborati. Nel negozio è stato rappresentato il concetto di “cibo del futuro”: alcuni video mostravano come sarà composta la nostra alimentazione nel 2020 e nel 2050.

L’area presentava ulteriori servizi rispetto a quelli destinati ai clienti: all’interno del Future Food District, Accenture ha infatti progettato e sviluppato la soluzione di Shelf Replenishment che consente all’addetto di reparto di dialogare in tempo reale con il magazzino, garantendo il riassortimento dei prodotti in tempi ottimali.

Accenture ha affiancato Coop nella scelta e implementazione delle tecnologie per consentire di vivere in maniera semplice e innovativa un’esperienza di acquisto nuova nel punto vendita. Una collaborazione che ha dato vita a un Digital Journey totalmente orientato al cliente. L’architettura applicativa e l’infrastruttura tecnologica sono basate su tecnologia Microsoft e sul cloud di Microsoft Azure.

Ugo Castellani, Avanade
Ugo Castellani, Avanade

Accenture, con l’obiettivo di offrire tutte le competenze presenti all’interno della società, si è avvalsa della collaborazione di Avanade, joint-venture tra Accenture stessa e Microsoft. Avanade ha avuto dunque un ruolo più tecnologico in questo progetto.

Abbiamo lavorato dal punto di vista implementativo sul punto vendita cercando di studiare l’esperienza che un consumatore può fare, anche da solo, all’interno di un punto vendita. Per esempio, un display super intelligente che capisca le esigenze del consumatore e lo guidi alla ricerca del prodotto giusto o dell’abbinament ocorreto”, conclude Ugo Castellani, Senior Director Mobility di Avanade.

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