Il tema del credito

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Il tema del credito

Da più parti si fa un gran parlare del problema del credito come “il male italico e solo italico” ma poi, almeno nei termini generali, si viene smentiti, con analisi di tipo statistico. Infatti in un recente studio curato da Dun & Bradstreet (con la supervisione di Sda Bocconi e Università Cattolica di Milano) si è presa in esame la situazione pagamenti partendo da una elaborazione di qualcosa come 100 miliardi di transazioni commerciali: ebbene da questa analisi statistica emerge come le Pmi italiane, per il 48% dei casi, pagano le proprie incombenze creditizie con regolarità, contro il 37% delle aziende europee nel corrispettivo segmento.
Un macro risultato importante che però deve essere analizzato e confrontato con gli altri segmenti, in tema di dimensione aziendale, e qui non sono tutte rose e fiori, anzi. Per esempio nello studio emerge come per la grande e media impresa il ritardo nei pagamenti di oltre i 15 giorni è ormai una consuetudine, già presente nel 2001 – l’anno preso come indicatore di confronto -, mentre nella piccola impresa, da 1 a 5 dipendenti, la situazione dei ritardi del pagamento è in leggero peggioramento.
Peggiora anche sensibilmente la puntualità nei pagamenti da parte delle grandi aziende, dove risulta rispettare il pagamento precedentemente stabilito solamente l’8,2% dei casi, contro il 21,4 del triennio precedente.
Indicatori importanti che consentono molte riflessioni su come il mondo industriale non riesca a darsi una connotazione finanziaria certa, sul ruolo delle banche, sulla sottocapitalizzazione delle micro imprese, ma anche sulla maggiore tenuta delle Pmi, aziende che sono il punto di riferimento del canale informatico e che, almeno una su due, almeno fino a oggi, paga senza problemi.