In Italia l’ecommerce B2C in battuta d’arresto

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Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano è la prima volta dal 1999. La causa è frutto di due fenomeni contrastanti: l’aumento del numero di ordini (+13%) e la riduzione del valore medio dello scontrino

Durante il Convegno “eCommerce 2009: segnali positivi, nonostante la crisi” organizzato dall‘Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano sono stati presentati i risultati di una ricerca che valuta il mercato italiano dell’eCommerce B2C nel 2009, e analizza le principali evoluzioni in atto.

L’eCommerce B2C in Italia, inteso come il totale delle vendite realizzate da siti italiani, dovrebbe superare di poco i 5,8 miliardi di euro nel 2009 restando sostanzialmente stabile rispetto al 2008.

È la prima volta, a partire dal 1999, che l’eCommerce B2C nel nostro Paese non cresce con tassi a due cifre.
La sostanziale stabilità del fatturato complessivo è in realtà l’esito di due fenomeni contrastanti, la crescita nel numero di ordini (+13%) – e quindi di atti di vendita online – e la contestuale riduzione del valore medio dello scontrino (-10%).

Disaggregando a livello di macroaree, le vendite di prodotti B2C – informatica ed elettronica di consumo, libri, abbigliamento, alimentari – aumenteranno del 17% circa superando gli 1,1 miliardi , mentre le vendite dei principali servizi – biglietti, viaggi, assicurazioni – chiuderanno il 2009 a circa 3,5 miliardi, in calo del 2%.

Luci e ombre sull’insieme dei settori minori, in calo complessivamente del 4% circa rispetto al 2008: vi sono comparti con andamenti positivi (ad esempio il Made in Italy, le ricariche telefoniche, il ticketing) e altri che fanno registrare una flessione (ad esempio le vendite nel canale consumer to consumer).

Tra i comparti merceologici, quello con il tasso di crescita più elevato è l‘Abbigliamento con un +42% rispetto al 2008. “Nonostante la sostanziale stabilità del mercato – ha dichiarato Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio – nel 2009 verranno evasi oltre 21 milioni di ordini, il 13% in più rispetto al 2008. Nel complesso questo dato dimostra comunque una crescente propensione ed abitudine da parte del consumatore italiano all’utilizzo del canale online. Si riduce, però, lo scontrino medio La spesa media annuale online di un web shopper italiano, non lontana dagli 800 euro , è inferiore del 15% circa alla media europea . I web shopper in Italia, 8 milioni circa pari al 19% degli Internet User, sono ancora in numero molto contenuto” se paragonati a quelli degli altri paesi europei.

Secondo Roberto Liscia, presidente di Netcomm, Consorzio del commercio elettronico italiano, “le evidenze dimostrano una diretta correlazione tra diffusione della banda larga e sviluppo del commercio elettronico e tra questo e competitività del sistema Paese”.

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