Innovare e crescere insieme a Ibm

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L’edizione 2006 del Kick Off dei business partner Ibm, organizzata a Bologna, ha avuto come filo conduttore il tema “Innovare e crescere. Insieme”

Oltre 1000 business partner, 255 persone certificate, 16 sessioni parallele, 72 incontri one to one, 18 relatori che sono intervenuti nel corso della sessione plenaria. Questi sono alcuni numeri che hanno contraddistinto l’edizione 2006 del Kick Off dei business partner Ibm, svoltasi a Bologna, che ha visto il passaggio di Paolo Degl’Innocenti al ruolo di Vice President Small and Medium Business di Ibm Italia e di Giacinto Damiani a Vice President of Business Partner Organization di Ibm Italia. Il Kick Off, articolato su due giornate, ha avuto come motivo conduttore il tema: “Innovare e crescere. Insieme”. Innovare, portare valore, aggregarsi per competere sono stati indicati da Andrea Pontremoli, Presidente e Amministratore Delegato di Ibm Italia, come elementi vincenti all’interno della strategia da concretizzare nell’anno in corso. E perché il 2006 possa essere un anno vincente è importante l’impegno di tutti: di Ibm, dei suoi business partner, dei clienti, per creare una rete in cui le idee e le competenze possano essere davvero vincenti per tutti gli attori coinvolti. “Ciascuno, indipendentemente dal proprio ruolo, deve portare il proprio valore come persona”, ha affermato Pontremoli. Ma l’aggregarsi, il porre insieme le competenze sono elementi fondamentali per essere vincenti. Se Ibm e i business partner sapranno farlo, se sapranno confrontarsi potranno portare valore ai clienti e a tutto quanto il Sistema Paese. Importante sarà però anche non perdere di vista quanto avviene nel mondo: la globalizzazione deve diventare un aspetto positivo su cui puntare per competere. Se in altri Paesi la crescita Ict dovesse essere superiore a quella italiana, strategico sarà agganciarsi alla globalizzazione, rompendo le tradizionali regole del gioco, innovando e portando valore.

Come ha evidenziato Maurizio Cuzari, Amministratore Delegato di Sirmi, nel convegno “Channels 2006. I segreti del successo: leadership, innovazione, sinergia”, organizzato da Sirmi e Ibm all’interno del Kick Off, è cambiato lo scenario Ict: oggi più che di Information & Communication Technology è diventato sempre più strategico parlare di Digital Technology, fusione di più mercati, in cui sono compresi ogni tipo di prodotto e tecnologia digitale e i servizi correlati. Nel 2005 è stato il segmento consumer a trainare il mercato, mentre le aziende in molti casi hanno puntato solamente sulla riduzione dei costi, altre invece si sono focalizzate sui migliori clienti e progetti e hanno prestato più attenzione alla qualità. E il 2006 sarà un anno vincente se i business partner sapranno utilizzare il linguaggio giusto per interagire con i clienti. Lo ha precisato Francesco Sacco, Docente dell’Università dell’Insubria, Varese – SDA Bocconi, Milano. Secondo Sacco, come ha evidenziato un articolo pubblicato qualche tempo fa da ‘The Economist’, il mondo è suddivisibile in tre categorie di persone: gli analogici, contrari all’innovazione (il 70% circa delle persone, ma in Italia potrebbero essere anche l’80%), che si sentono a disagio di fronte alle nuove tecnologie; gli immigrati nel mondo digitale (il 15%), che usano la tecnologia un po’ per sfida e un po’ per necessità, gli indigeni del mondo digitale (il 15% ma in Italia potrebbero essere solo il 5%), giovani o meno giovani che vedono la tecnologia come intrinsecamente positiva e non potrebbero farne a meno. Questa situazione, probabilmente, cambierà nel tempo: tra vent’anni saremo una platea si tutti indigeni o immigrati nel mondo digitale, perché invecchiando gli analogici tendono a trasformarsi per evitare l’isolamento. Ma perché gli imprenditori di oggi possano credere maggiormente nell’opportunità rappresentata dall’uso dell’Ict, sarà importante che vendor e rivenditori sappiano parlare la lingua del loro business. Il concetto è stato ribadito anche da Paolo Degl’Innocenti, Vice President Small and Medium Business di Ibm Italia: “A volte esiste una disconnessione tra il linguaggio dei partner e il linguaggio dei clienti”, ha dichiarato Degl’Innocenti. Spesso i partner hanno portato avanti l’uso di un linguaggio tecnologico in cui la logica era quella di sottolineare l’importanza di utilizzare strumenti sempre più potenti. Ma oggi questa logica è inadeguata: bisogna invece parlare con i clienti sapendo comprendere quali sono i problemi connessi ai loro processi aziendali e quali le soluzioni per risolverli.

Un aspetto importante, per far crescere il Sistema Paese, è quello dell’aggregazione, soprattutto per le Pmi. Secondo Enrico Bocci, della Commissione Economia Digitale di Confindustria, non è facile parlare di competitività in una realtà, come l’Italia, in cui le imprese sono in gran parte di piccola dimensione. Spesso manca la mentalità e la cultura necessaria per far fronte adeguatamente ai problemi della globalizzazione. Ci sono difficoltà legate alle infrastrutture, manca una cultura dell’e-government, il mondo dell’Università e della ricerca è ancora slegato dalle Pmi. In un mondo globalizzato e internazionalizzato bisogna saper crescere; sarà la media impresa e non la piccola a giocare un ruolo significativo. Per questo sarà necessario sapersi aggregare e sempre più strategico sarà il ruolo delle associazioni di categoria che potranno intercettare per prime gli elementi di innovazione, per aiutare le imprese a procedere nella giusta direzione. Significativo sarà anche il ruolo dei vendor Ict se sapranno fornire alle imprese in evoluzione le soluzioni e i servizi giusti per competere. Nel corso del dibattito Duccio Campagnoli, Assessore alle Attività Produttive per la Regione Emilia, ha sottolineato l’importanza dell’innovazione nella Pubblica amministrazione “I partner Ict – ha affermato Campagnoli – non devono solo pensare a come far crescere la domanda. Devono capire che c’è bisogno di architettura, progettazione, cultura e che è importante comprendere qual è la via migliore da intraprendere per aiutare Pa e Pmi a organizzarsi e seguire la via dell’innovazione. Per quanto riguarda la Pubblica amministrazione e le piccole e medie imprese occorre organizzare sistemi produttivi, filiere e Reti. Possibile è mettere in campo nuove forme di globalizzazione, contando su un sistema organizzato, sulle risorse rappresentate dalle tecnologie informatiche e realizzando un confronto con il sistema delle imprese”. Infine, una carta sempre più importante da giocare sarà quella della formazione. L’e-learning potrà diventare sempre più strategico come strumento non solo per apprendere, ma anche per imparare a utilizzare le tecnologie