Innovaway: con Ibm ha preso la strada dell’internazionalizzazione

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Antonio Giacomini, ceo Innovaway

Tre livelli di offerta per Innovaway, la società che amplia la posizione mel mercato dell’erogazione dei servizi di service desk multilingua. Grazie alla partnership con Ibm la società mette un ulteriore tassello al suo sviluppo internazionale, ma non chiamatela call center. I vertici della società ne hanno parlato

Innovaway non chiamatela call center.

La società ha una lunga tradizione alle spalle, ma è dal 2014 che la società Cesaweb, nata a Napoli nel 1998 e inizialmente focalizzata nella fornitura di outsourcing di servizi di contact center e di back office che ha poi ampliato l’offerta con lo sviluppo e la manutenzione di software applicativo web-based, servizi di assistenza sistemistica e di facility management di infrastrutture Ict, realizzazione e gestione di piattaforme di e-commerce e gestione di campagne di web marketing e web advertising, è stata ribattezzata Innovaway.

A ogni modo, oggi la società si distingue e vuole ampliare la propria posizione nel mercato globale dell’erogazione di servizi di service desk multilingua in progetti di outsourcing internazionali. E infatti, Augusto De Castro, business development, marketing & strategy di Innovaway, parlando dei livelli di offerta della società inizia subito spiegando i servizi centralizzati che contano per l’80% del fatturato dell’azienda e per realizzarli, la società si avvale di tecnici e di personale, 250 persone di provenienza mista e dalle competenze differenti grazie a un accordo di collaborazione con la facoltà di lingue dell’Università di Napoli, dalla quale Innovaway attinge soggetti stranieri per prepararle ad erogare appunto service desk tecnico.

Augusto De Castro, Innovaway
Augusto De Castro

De Castro spiega che “circa due terzi di queste persone sono laureati o laureandi ma ci tengo a precisare che non siamo un call center. Lavoriamo su settori di mercato in cui è richiesto il supporto al cliente finale. Lavoriamo con le banche, con il mondo applicativo, il mondo retail in particolare nel fashion, diamo servizi nel luxury e gestiamo i negozi sparsi nel mondo”. La novità sulla quale i vertici di Innovaway si sono soffermati è la partnership a livello internazionale con Ibm e in particolare sul ruolo di system integrator che la società campana avrà per i clienti di Ibm.  In particolare, Innovaway supporterà Ibm nelle specifiche attività di service desk, con attenzione all’analisi dei problemi riscontrati su tutta l’infrastruttura remota distribuita a livello mondiale e la loro risoluzione evitando costosi e impegnativi interventi di manutenzione onsite.

Queste attività saranno possibili grazie al Multilanguage Competence Center (MCC) situato a Napoli. MCC è un Service Desk certificato secondo lo standard “Information Technology Infrastructure Library“ (ITIL) v.3, che garantisce la corretta gestione dei rapporti tra aziende e clienti, in modalità Contact Center e Help Desk.  MCC è anche un IT Operation Management per la configurazione dei sistemi, il supporto tecnico specialistico, il monitoraggio dei processi e altri servizi centralizzati.

Antonio Giacomini, ceo Innovaway
Antonio Giacomini, ceo Innovaway

Innovaway fornisce i propri servizi con una copertura di 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno, in oltre 20 lingue, tra cui arabo, cinese, ceco, norvegese, ungherese, russo, svedese e tailandese. I servizi saranno forniti anche nell’ambito di progetti internazionali di IT outsourcing che Ibm gestisce, attraverso la propria organizzazione di Global Delivery Center, per conto di  clienti con sedi in tutto il mondo.

Oltre ai servizi centralzizati, i livelli di offerta di Innovaway presentati da De Castro sono: personale della società (150) che opera presso le sedi dei clienti in flessibilità. Attraverso tam di progetto che realizzano attività oppure singoli o gruppi di competenza utilizzati dai clienti stessi e De Castro nomina, per esempio Vodafone, Borsa Italiana e Fendi. Il terzo livello è relativo all’area di sviluppo applicativo. In questo caso il cliente tipo sono gli enti locali che utilizzano il software per il catasto energetico. Questi ultimi due livelli pesano in media per circa il 10% ciascuno sul fatturato della società. Per l’anno in corso e per quello a venire, la strategia è stata preparata. Sia De Castro, sia Antonio Giacomini, ceo di Innovaway, spiegano che gli investimenti verteranno sull’IoT, il collegamento va subito alle smart city, e sui big data.

Sulle strategie Giacomini mette nero su bianco quattro punti fermi. “Amplieremo le partnership con gli operatori, integreremo l’offerta con nuovi player, come reti di impresa o consorzi, focus sulla pubblica amministrazione per lavorare con la quale abbiamo già costituito un consorzio e a fine 2015 dovremo vedere i primi risultati. Faremo investimenti sulle risorse – spiega – essendo una società di servizi il capitale è dato dalle risorse e dalla formazione al personale; avremo nuovi ingressi in società con un piano di crescita con una cinquantina di nuovi ingressi di cultura tecnica e sempre grazie alla collaborazione con l’Università di Napoli, che saranno inserite in azienda nel corso del 2015. Inoltre, investiremo sul brand, rafforzandolo attraverso un processo di comunicazione e infine ci internazionalizzeremo, non sappiamo se per l’anno in corso o il successivo ma per ora stiamo facendo scouting dei paesi. Per quanto riguarda il presidio commerciale la strada più logica sarebbe quella di aprire in Germania e in Francia mentre per quanto riguarda l’est Europa valuteremo in seguito”, conclude Giacomini.

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