Intel: La sesta generazione di processori Core vPro guida lo smart working

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Carmine Stragapede, Intel
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Al centro della presentazione i nuovi processori Intel Core vPro di sesta generazione. Uno sguardo sulla digital transformation e un occhio su come queste novità possano cambiare gli ambienti di lavoro. Presentati i risultati di una ricerca Idc commissionata da Intel e Microsoft sull’evoluzione del ruolo della tecnologia nelle imprese

La trasformazione delle aziende e del cuore delle stesse. Cloud computing, social business, big data e analytics, mobility, sono i fattori che stanno ancora portando modifiche alle modalità di concepire il lavoro.

Si è svolto a Milano l’Intel business summit, l’evento dedicato ai sistemi tecnologici, con un occhio al tessuto imprenditoriale, durante il quale si è parlato dei processori di sesta generazione Intel Core vPro e del loro ‘utilizzo’ proprio nelle imprese e fuori dalle stesse.

L’evento è stato l’occasione per dimostrare come i nuovi processori, combinati con Windows 10 Pro ed Enterprise possono effettivamente trasformare l’ambiente di lavoro. Come cornice a questo piatto forte, una ricerca di Idc che supporta l’idea del cambiamento nel luogo di lavoro e quali sono i punti fermi che stanno modificando le modalità di lavoro nelle aziende e fuori dalle stesse.

Carmine Stragapede, Intel
Carmine Stragapede

Carmine Stragapede, direttore generale Intel Italia ha sintetizzato l’arrivo della sesta generazione di processori come “una guida per lo smart working. Ci sono segnali e studi che dimostrano quanta efficienza e produttività in più ci sia da parte del personale, così come ce ne sono che dimostrano come la trasformazione del posto di lavoro possa portare dei vantaggi”.

Della stessa idea è Paola Cavallero, direttore marketing & Operation di Microsoft Italia, che ha sottolineato come “Il mondo del lavoro sta cambiando e le imprese italiane guardano con il sorriso e convinzione al cloud e alla mobility. In questo scenario, la sicurezza e la protezione dei dati rivestono un ruolo strategico. Attraverso l’introduzione di Windows 10, Microsoft risponde a questa esigenza mettendo a disposizione delle imprese una piattaforma in grado di adattarsi a tutti i dispositivi e in sicurezza ovunque”, afferma.

La sicurezza è sempre un fattore imprescindibile. E lo sa bene Andrea Luiselli, Enterprise Technology specialist Intel Italia che dal palco è intervenuto anche sul tema della sicurezza e delle password. “Abbiamo trattato la tecnologia per renderla più sicura – spiega Luiselli – agendo sul fattore autenticazione. Abbiamo agito attraverso un riconoscimento attraverso impronta digitale con nuovi sensori di riconoscimento molto simili a quelli dei telefonini e così anche facilitare l’utilizzo dei propri device anche in ambiente enterprise”.

Andrea Luiselli, Intel
Andrea Luiselli

Intel ha presentato una nuova soluzione di sicurezza, Intel Authenticate, che permette alle aziende di avviare al loro interno la fase di testing e qualificazione. Intel Authenticate è una soluzione di autenticazione a più fattori, ottimizzata tramite hardware, che rafforza la protezione delle identità nei Pc, rendendolo meno vulnerabili agli attacchi che mirano alle credenziali di identità e sicurezza. Intel Authenticate verifica le identità utilizzando contemporaneamente una combinazione che può contare fino a 3 fattori rafforzati: un’informazione nota all’utente, come un numero di identificazione personale (Pin); un dispositivo dell’utente, ad esempio un cellulare; una caratteristica fisica dell’utente, come un’impronta digitale. I reparti It possono scegliere tra molteplici fattori rafforzati o sistemi di autenticazione basati sulle policy dell’azienda e non sono più costretti a fare affidamento sul fatto che i dipendenti debbano ricordarsi password complicate. Intel Authenticate è compatibile con Microsoft Windows 7, 8 e 10 ed è disponibile in anteprima per i clienti.

Paola Cavallero
Paola Cavallero

“Windows 10 mette a disposizione delle aziende un’unica piattaforma che spazia dall’Internet of Things ai dispositivi personali, fino al portafoglio di servizi cloud. Oggi – spiega Evita Barra, Direttore della Divisione Windows e Devices sentita durante l’evento Intel – il cuore di Windows 10 è garantire produttività in movimento e l’accesso da luoghi differenti è sempre garantito, basterebbe chiedere al ministero della difesa degli Stati Uniti”, commenta.

Evita Barra, Microsoft
Evita Barra

Oggi è evidente che siamo immersi in dati e informazioni che non riusciamo sempre a gestire ma ci dobbiamo preoccupare perché nei prossimi anni, l’input e l’output dei dati si moltiplicheranno e le aziende al passo con i tempi dovranno essere sempre al passo nella gestione di questi dati”, conclude Barra.

Un aspetto curioso che è in linea con l’idea di sfruttare i nuovi processori e l’apporto di Microsoft per dare un impulso allo smart working arriva da Stragapede che, passando la parola a Luiselli, ha alzato il sipario su un aggiornamento a Intel Unite e sul concetto di sale riunioni intelligenti. Il modo in cui le aziende collaborano a livello globale sta cambiando, anche se gli strumenti delle sale riunioni che dovrebbero consentire meeting efficaci non hanno tenuto il passo con una forza lavoro sempre più dislocata geograficamente. Intel ha introdotto una serie di aggiornamenti di Intel Unite, per abilitare un modo più intelligente e connesso di fare riunioni nell’ambiente di lavoro.

Gli aggiornamenti comprendono funzionalità di visualizzazione estese affinché i partecipanti non debbano più cercare il giusto adattatore o dongle. Sia i partecipanti in sede che quelli in remoto possono visualizzare e interagire in tempo reale con i contenuti in maniera più efficace e sicura. “Per collaborare e condividere contenuti con colleghi da remoto – spiega Luiselli – è facile collegarsi attraverso un codice di sicurezza, un pin”. I dipendenti possono avviare immediatamente le riunioni utilizzando schermi o proiettori nuovi o esistenti. La disconnessione automatica e l’integrazione di Skype for Business offrono ai clienti un’esperienza fluida durante i meeting.

Tirando le fila di tutto questo ragionamento, Idc ha sottolineato che siamo di fronte a un profondo cambiamento in termini di digital transformation. Secondo Sergio Patano, research & consulting manager Idc Italia, “si avrà una vera trasformazione quando tutta la componente business prenderà coscienza che la terza piattaforma (cloud, big data e Analytics, social business e mobility) è già realtà e ci sono fattori di accelerazione verso la trasformazione digitale”.

Il cuore di questa trasformazione è rappresentato dalla mobility, il fattore che impatta maggiormente le interazioni tra utente e azienda e la produttività personale di ogni lavoratore. I risultati della ricerca evidenziano infatti come il 43% delle realtà intervistate abbia già implementato una propria strategia mobile e come il 34% stia attraversando una fase di implementazione.

Per questo, all’interno di un processo evolutivo che vede strettamente legati business e IT, le imprese considerano prioritario il tema della sicurezza, che deve evolvere di pari passo con la tecnologia, ma anche con le esigenze di accesso alle informazioni aziendali. Un’azienda su tre tra quelle che hanno adottato una strategia mobile dimostra infatti di essere consapevole della necessità di rendere sicuro il device ma anche l’accesso alle informazioni, garantendo la sicurezza dei dati senza limitare la produttività.

Nel corso degli ultimi mesi le aziende italiane hanno maturato una maggiore conoscenza delle nuove features di Windows 10 e della tecnologia del processore Intel Core vPro che si traduce in un incremento della propensione ad anticipare l’aggiornamento al sistema operativo (70% tra chi ancora non lo ha adottato) e l’eventuale abbinamento al rinnovo del parco hardware (20%).

 

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