Intel, nel futuro distributori automatici che leggono i gesti

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C’è un processore per ogni device e anche per i distributori automatici sono previsti cambiamenti. Intel svela i risultati di un sondaggio commissionato a Redshift Research. La situazione del mercato italiano

Sono oltre 4,5 milioni i distributori automatici in Europa e l’Italia è il maggior produttore europeo, anche se la maggior parte della produzione italiana è per l’export, perché nel nostro Paese le macchine installate sono in proporzione sensibilmente meno di quelle presenti sul territorio tedesco e francese. Gli italiani sono però utilizzatori più assidui (e il numero degli utilizzatori assoluto è salito di 3 punti percentuali anno su anno), con una percentuale superiore al 37 percento ogni settimana per oltre 2 milioni e 400mila macchinette installate e 6 miliardi di consumazioni erogate.

Il mercato della distribuzione automatica del Bel Paese vale oltre 2,5 miliardi di euro ma anche in questo settore il 2012 è un anno in chiaroscuro. Il cosiddetto Vending chiude il 2012 in sostanziale stabilità (-0,3%, ma il dato si fa pesante fino a -3,9% escludendo le nuove installazioni e i nuovi mercati aperti nel corso dell’anno). Si contraggono anche i consumi e in calo più di bevande calde e fredde, nel food, sono gli snack con -5,1%. (Fonte Confida).

Distributori automatici, lo scenario tecnologico

A parte i dati economici a fotografare lo scenario tecnologico e sociale dei distributori automatici è un sondaggio commissionato da Intel a Redshift Research tramite interviste online in undici Paesi dell’area Emea e negli Usa, su un campione di oltre 6mila persone. Proprio a partire da un immaginario collettivo che associa quasi sempre a queste macchine sensi di frustrazione come di appagamento molto forti.Intel@shutterstock

Alla base del sondaggio c’è un dato di fatto: anche nei distributori automatici è presente almeno un microprocessore. Il prossimo step consentirà di avere distributori automatici intelligenti e interattivi, in grado di offrire esperienze di acquisto personalizzate e funzionalità legate ai social media.

Che i distributori automatici abbiano bisogno di essere ripensati è praticamente fuori di dubbio perché se l’88% degli intervistati ritiene i distributori automatici utili e pratici, molti di essi considerano queste macchine  antiquate e a volte frustranti. Chi non ha sentito almeno una volta l’amico lamentarsi per il resto mancato o la merenda non erogata (49%), le macchine fuori servizio (48%),  la selezione limitata e invariata di prodotti (46%).

Ovviamente  è la modalità di pagamento a suscitare il maggior numero di lamentele. Oltre la metà degli intervistati (52%) si adira quando i distributori accettano solo l’importo esatto di monete, il 49% si arrabbia quando il denaro viene rifiutato e il 44% segnala di aver perso soldi senza ricevere alcun prodotto. Ne seguono colpi, pedate scossoni di ogni tipo per la merenda ferma sul bordo della spirale prima di cadere nel cestello di raccolta.

Lo scenario del futuro dovrebbe essere completamente diverso: arrivano touchscreen (richiesti dal 73 percento del campione) e interfacce più intuitive, i ‘futuristi’ (25 percento) vorrebbero le macchinette a comandi vocali.  Infine, un italiano su tre – si sa che parliamo anche con le mani – vorrebbe gestire l’ordine gestualmente.

La maggioranza del campione si accorda in verità su esigenze più concrete: oltre la metà richiede sconti fedeltà, quasi la metà vorrebbe avere informazioni sulla ‘reputation’ di un distributore (la roba è fresca? funziona tutto?) e quando il distributore è fisso in azienda le richieste cambiano ancora tanto che un terzo del campione vorrebbe trovarci già memorizzate le proprie preferenze.

Negli Usa ci sono distributori che vendono di tutto: i caricabatterie, le custodie per iPhone, i lettori Mp3. Un panorama difficile da immaginare in Italia, eppure oltre la metà degli intervistati apprezzerebbe come servizio la ricarica per il cellulare, il WiFi gratuito o la possibilità di stampare foto e documenti da schede di memoria (la domanda sorge spontanea: “ma perché allora Kodak non ha trovato terreno fertile nel nostro Paese?”).

Intel si è messa al lavoro per accontentare tutti con i principali operatori di distributori automatici e i brand global più conosciuti al mondo. La sua proposta si basa sui processori Intel Core e sulle soluzioni Intel Audience Impression Metric Suite già integrate tra l’altro nelle soluzioni di cartellonistica con funzionalità di riconoscimento del contesto e strumenti di misurazione e Intel Active Management Technology per il monitoring dell’inventario, la gestione del riassortimento e la diagnostica.

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