iPhone 5, l’offerta non sta al passo della domanda

News
iPhone@shutterstock

Foxconn, l’azienda taiwanese produttrice di iPhone 5 in conto terzi per Apple, non riesce a stare al passo nella produzione del device di casa Apple e ammette di non riuscire a far fronte alla domanda degli iPhone 5

iPhone 5, l’offerta non riesce a stare al passo della domanda.

E’ di questi giorni la notizia che Foxconn, l’azienda taiwanese produttrice di iPhone 5 in conto terzi per Apple, non riesce a stare al passo nella produzione del device di casa Apple e ammette di non riuscire a far fronte alla domanda degli iPhone 5.

Secondo quanto riporta l’Agi, “Non riusciamo a far fronte alle richieste – ammette il presidente di Foxconn, Terry Gou – I nostri equipaggiamenti sono insufficienti, a fronte dell’altissima domanda”. Inoltre ammette che il design dell’iPhone 5 ha contribuito a creare problemi produttivi, senza fornire ulteriori dettagli.

Dal suo lancio avvenuto a settembre Apple ha venduto 5 milioni di iPhone 5. L’executive di Foxconn non ha voluto precisare se la società, che dispone di colossali impianti di produzione in Cina, intende appaltare a terzi alcuni degli ordini sull’iPhone 5.

La Foxconn è diventata tristemente famosa nei mesi scorsi, sia per una questione legata allo sfruttamento di personale, sia per cause interne che avevano portato a una maxirissa che era costata la chiusura di un impianto a Taiyuan, situato a nord della Cina. La Foxconn, che ha sede centrale a Taipei, aveva riaperto i battenti dopo i disordini che avevano portato al ferimento di oltre 40 persone: lo avevano reso noto fonti dell’azienda taiwanese, che fabbrica numerosi prodotti della Apple fra cui l’ultimo modello di iPhone.

Secondo le autorità di Pechino le violenze erano scoppiate per “motivi personali” fra gruppi di operai originari di diverse province: vi sarebbero stati coinvolti duemila dipendenti e oltre 5mila agenti di polizia sarebbero intervenuti per ristabilire l’ordine. Diversa la versione che circola su vari siti web secondo cui gli operai sono insorti durante il turno di notte in difesa di un collega picchiato perché non manteneva il ritmo di lavoro.

Foxconn è stata oggetto di numerose critiche negli ultimi anni a causa delle condizioni di lavoro eccessivamente dure imposte ai dipendenti delle sue fabbriche in Cina: nel 2010 di sono registrati almeno 13 casi di suicidio fra gli operai dell’azienda.
L’impianto di Taiyuan impiega 78mila dipendenti ed è una delle principali fabbriche di componenti elettronici per prodotti di largo consumo e automobilistici: fa parte della filiera non solo della Apple ma anche di numerose altre aziende quali la Sony e la Nokia.

QUIZ –Quanto conosci Apple?

QUIZ – Hai seguito, passo passo, l’evoluzione dell’iPhone?

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore