Italia Startup, lo startupper è under 50 e laureato

Mercato
Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup

Quasi il 70% ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, hanno una laurea di secondo livello, post laurea, e dottorato in oltre il 70% dei casi. E’ questa la fotografia dello startupper italiano così come viene delineato da una ricerca condotta da Italia Startup

Quasi il 70% ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, hanno una laurea di secondo livello, post laurea, e dottorato in oltre il 70% dei casi. E’ questa la fotografia dello startupper italiano così come viene delineato da una ricerca condotta da Italia Startup, l’associazione che riunisce gli operatori, fra i quali investitori, acceleratori e startup, del mondo dell’innovazione in Italia.

Dall’analisi condotta nel mese di Giugno 2015 attraverso GRS Ricerca e Strategia su un campione di oltre 400 startup di cui 2 terzi iscritte al registro delle startup innovative creato dal Ministero dello Sviluppo Economico, emergono le qualità prevalenti nelle figure dei founder di imprese il cui obiettivo è innovare nel rispettivo settore di appartenenza professionale.

69009a06-2c43-40aa-85a8-82b8243caa4d__OGli under 30 e gli over 50 numericamente tendono a equivalersi (rispettivamente 15,2% e 14,4% dei rispondenti). Questa caratteristica mette in luce l’esistenza di un periodo nel quale l’imprenditore è stato per anni impegnato a livello professionale prima di creare un’impresa innovativa. Un valore aggiunto, quello della preparazione, che in Italia si rivela importante e in netto contrasto con la percezione più diffusa che vede lo startupper come un giovane genio la cui intuizione è riuscita a cambiare un intero sistema in breve tempo.

La prevalenza di attività legate al B2B Business-to-Business (47,2%) e al B2B2C Business-to-Business-to-Consumer (34,8%) evidenzia un approccio al miglioramento del settore nel quale gli startupper hanno operato nel corso della loro vita professionale. Osservando più da vicino il livello di formazione accademica, si scopre che il 33,5% dei nuovi imprenditori ha concluso un lungo percorso di studi con una laurea di secondo livello. Il 32,9% ha conseguito un master ed è presente anche una nicchia di PhD (5,2% dei founder), un aspetto fortemente differenziante rispetto allo stereotipo che vorrebbe lo startupper molto giovane, certamente con lumi di genialità, ma senza un’esperienza corposa in ambito aziendale.d35b0bc7-0848-4658-bf82-837369f51eaa__O

Questo spaccato mostra invece un pool di “neo” imprenditori con una preparazione corposa dal punto di vista accademico e di esperienza nel proprio settore, una valorizzazione che si riflette nel fatto che in azienda vengano organizzati momenti di formazione interna per un periodo più lungo di 40 ore a dipendente per quasi un terzo delle startup.

Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup
Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup

Il profilo che emerge dalla ricerca evidenzia come i nuovi imprenditori in Italia siano radicalmente diversi dal cliché del giovane inesperto e ambizioso, nonché dal fondatore di imprese tipico del boom economico” commenta Marco Bicocchi Pichi, presidente di Italia Startup. “I nuovi founder hanno una preparazione di alto livello, messa a disposizione dell’economia del Paese. È auspicabile che l’innovazione generata da questo nuovo tessuto inneschi un circolo virtuoso nel quale queste nuove realtà possano interagire con le medie e grandi imprese italiane. Le professionalità che oggi creano impresa stanno realizzando progetti di alta specializzazione che potrebbero determinare la creazione di cluster specifici. In questo senso le grandi imprese non possono che guardare con interesse alle figure degli attuali founder non giovanissimi che verrebbero immessi in un contesto per loro naturale, per delineare un nuovo sistema di economia della conoscenza in una logica di open innovation”.

Secondo Enrico Gallorini, consigliere di Italia Startup e autore di questa ricerca, “lo stereotipo della startup va profondamente rivisto, poiché i dati sono chiari: in un sistema complesso e mutevole come quello in cui ci muoviamo, le persone, le organizzazioni e le aziende italiane hanno sempre più bisogno di partire da una preparazione e professionalità estremamente elevate, e continuare ad investire in aggiornamento e formazione per generare e garantire valore”.[Not a valid template]

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore