Italtel, fatturato in crescita del 13%

Strategie
Stefano Pileri, Italtel

Guarda al mondo enterprise Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel, che commenta la crescita del fatturato del 13% dopo anni difficili e presenta la tecnologia Collaboration at Work per velocizzare i processi di comunicazione, razionalizzare i costi, gestire la flessibiltà dei device

Risale a più di un  mese fa l’approvazione del bilancio 2013 da parte del Consiglio di Amministrazione di Italtel, che registra un fatturato pari a 374,2 milioni di euro, in crescita del 13% rispetto ai 331,4 milioni di euro del 2012.

Fa il punto Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel da settembre 2010, in un periodo in cui l’azienda  “ha compiuto una riflessione sulla propria strategia” con  90 anni di storia sulle spalle. Per la prima volta in miglioramento l’indebitamento finanziario netto (che scende a 181,6 milioni di euro da 266 milioni di euro del 2012) e positivo il patrimonio netto consolidato per 74,4 milioni di euro (pur in presenza di un utile netto negativo principalmente a causa degli oneri di ristrutturazione).

Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel
Stefano Pileri, amministratore delegato di Italtel

Un annopositivoin un processo di focalizzazione dell’azienda lungo due direttive: lo sviluppo di prodotti di telecomunicazione (realizzando reti e servizi grazie a un forte investimento in ricerca e sviluppo) e la trasformazione di Italtel in un integratore di tecnologie  che la porta ad essere non solo un’azienda che sviluppa reti di nuova generazione, ma anche servizi di ingegneria e di comunicazione su reti Ip.  “Sono stati due anni assai complicati ma con i 2013, dopo un 2012 difficile,  posso dire che Italtel sia ripartita o meglio rifiorita, grazie anche una rifinanziamento avvento a fino 2013, che ci ha permesso di crescere del 13% sia in Italia che all’estero nel 2013. In Italia il fatturato dello scorso anno è stato di 218 milioni di euro”.

Sicuramente il percorso di riduzione strutturale dei costi industriali e il nuovo assetto finanziario che vede Unicredit con una quota del 34,4 del capitale hanno portato liquidità. Oltre a Unicredit, oggi 1/3 di Italtel rimane nelle mani salde di Cisco (32,7%), 1/3 terzo di un pool di banche, e solo per il 3% in quelle di Telecom.

 Il 58% del fatturato viene raccolto in Italia e Europa, mentre il 42% all’estero con una crescita significativa in America Latina. “Le Tlc, così come è avvenuto molto anni prima con l’IT, stanno trasformando tutti gli elementi di reti e la spinta verso una rete sempre più definita dal software (software defined network) sta permeando tutte le reti mondiali” precisa Pileri.  Gli investimenti fatti in Ricerca e Sviluppo hanno trasformato Italtel in un integratore che lavora nel campo dei servizi professionali, con due partner tecnologici molto forti:  Cisco, che da dieci anni ha scommesso sulla trasformazione di Italtel nel mondo enterprise, e Microsoft per la quale Italtel è risultata essere la prima azienda europea a certificare l’interoperabilità del proprio Session Border Controller, NetMatch, con Microsoft Lync.

Il traffico IP triplicherà entro il 2017 e il traffico mobile crescerà di 13 volte tra il 2012 e il 2017 con una esplosione del numero di device e una richiesta sempre maggiore di affidabilità, data-rate e ottimizzazione dei tempi di latenza. “Stiamo mettendo le basi per definire le reti 5G entro il 2020, che interessano non solo le reti pubbliche ma che impatteranno anche sulle reti enterprise delle aziende private che hanno esigenze crescenti sia in termini di comunicazione sia di analisi dei dati.  La necessità di integrazione delle aziende spinge le nostre tecnologie per soddisfare le richieste di reti sicure, virtualizzazione dei data center, byod e software defined network” precisa Pileri. –  Scommettere in Ricerca e Sviluppo in un momento difficile  conferma la capacità di fare innovazione è da sempre un punto di forza di Italtel, con la sua struttura di R&D dedicata esclusivamente alla ricerca di prodotti e soluzioni d’avanguardia nelle tecnologie più innovative quali SDN, NFV, WebRTC”  ha precisato Pileri.

Dal punto di vista del portafoglio, Italtel punta sulla nuova soluzione  Collaboration At Work, per risolvere problemi di interoperabilità tra tutti gli strumenti di comunicazioni esistenti in azienda e l’accesso in mobilità senza vincoli di localizzazione.

  “La nostra soluzione integra le tecnologie presenti in azienda, ne aggiunge di nuove basate sulle tecnologie del Web ed innova decisamente l’interconnessione alle reti pubbliche consentendo un risparmio in termini di costi complessivi per i servizi di telecomunicazioni dell’ordine del 50%” ha precisato Maurizio Tondi, market development Emea di Italtel. Una soluzione (basata su IP-PBX Cisco che intelavora con Microsoft Lync) che cerca di coniugare tutti gli strumenti di collaboration, con quelli di communication, con attenzione particolare anche alla mobilità e al social network. “La multicanalità  è uno dei fattori che incide sulla collaboration in modo importante – ha commentato Stefano Mainetti, Co-Direttore Scientifico dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service del Politecnico di Milano e impatta sugli ambiti della Unified communication e collaboration”.

Caratteristica principale di Collaboration At Work è la semplicità d’uso, perché la video comunicazione è veloce e facile, ogni utente è univocamente identificato da un singolo numero, con la possibilità di commutare la chiamata su qualsiasi dispositivo e  fare videoconferenze che coinvolgono tecnologie e video terminali diversi.

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