JDA Software, la supply chain su misura per retail, e-commerce e manufacturing

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Franck Lheureux, group vice president CEE, middle East e Africa e Stefano Scandelli, vice president sales Southern Europe di JDA Software spiegano strategie e sviluppo della società sbarcata in Italia dieci anni fa. Spazio alle novità di In-Store Picking e forse qualche nuova acquisizione

JDA Software, dieci anni in Italia, all’insegna della supply chain nel retail e manufacturing. Franck Lheureux, group vice president CEE, middle East e Africa e Stefano Scandelli, vice president sales Southern Europe hanno aperto le porte della società sottolineando sempre l’importanza che ha la specializzazione.

La società, fondata nel 1985 e aperta in Italia proprio da Scandelli, ha un portfolio di soluzioni in ambito supply chian management, retail merchandising, store operations, e all-channel commerce e sono dedicate ad aziende attive nel settore retail, manifatturiero e distributivo. La storia di JDA Software cavalca una strategia per acquisizioni di società.

Come hanno riferito i due vice presidenet, i tempi corrono e “per sviluppare novità da zero ci vuole tempo. Acquisendo cresciamo, prendiamo valore che possiamo trasmettere ai clienti, a noi e a tutti i nostri dipendenti”, spiega Scandelli.

Nel marzo 1996, JDA Software diventa una società pubblica e inizia a percorrere un processo di acquisizioni: nel 2000 arriva Intactix, a settembre 2001 è la volta di E3 Corporation, a luglio 2006 acquista Manugistics (e inizia a sviluppare per il mercato manifatturiero), a gennaio 2010 è la volta di i2 Technologies e, per finire, nel 2012 c’è la fusione con RedPrairie e la contestuale uscita dalla Borsa valori e il ritorno a essere una società privata, come ha sottolineato Lheureux. Franck Lheureux jda

JDA sviluppa soluzioni ‘per il dietro le quinte’ dei negozi, dei punti vendita, delle catene della distribuzione, ma anche si preoccupa di andare incontro alle esigenze di ottimizzazione nella lavorazione e nella velocizzazione delle procedure che impattano sul ciclo produttivo delle aziende manifatturiere.

Scandelli ha sempre ribadito il concetto di tempo e denaro che, per esempio, per le catene della grade distribuzione, rappresentano due variabili fondamentali. Ecco che JDA, con le sue soluzioni, si preoccupa di velocizzare le procedure di approvvigionamento a scaffale, per esempio, oppure di ottimizzazione del magazzino, oppure ancora di gestione dei dati raccolti sul comportamento d’acquisto dei consumatori, solo per citarne alcuni. Crescere per acquisizioni è l’obiettivo posto da Scandelli, “Dal 2003 la società ha sede a Milano operiamo nel mondo del retail, della distribuzione e nel manifatturiero. L’obiettivo di JDA in Italia – spiega Scandelli – è consolidare ed espandere nel mondo del retail e della distribuzione. L’e-commerce sta prendendo piede e, per avere successo, deve avere alle spalle una buona soluzione di supply chian perché il cliente che decide di acquistare on line deve ricevere l’acquisto perfettamente. Jda opera sui clienti sia direttamente, sia con partner sia con system integrator”.

E, di recente, la società ha presentato la soluzione JDA In-Store Picking , progettata per facilitare l’evasione degli e-commerce facendo leva sulla rete di negozi, disponibile dal 26 dicembre 2013. Alle prese con enormi volumi di acquisti online, i rivenditori di alimentari, elettronica, elettrodomestici e abbigliamento sono alla ricerca di soluzioni per gestire efficacemente gli ordini on line, per offrire ai clienti la possibilità di acquistare, ricevere e restituire i prodotti ovunque e in qualsiasi momento. JDA In-Store Picking accetta ordini provenienti dal canale e-commerce, li distribuisce e li raggruppa, in modo efficiente.

I grocer possono scegliere l’attivazione vocale o dispositivi basati su browser per scegliere i prodotti da mettere nel carrello e portare i carrelli in aree di gestione temporanea, prima che vengano caricati per la consegna a domicilio, o destinati alle aree di consegna sui punti vendita. Gli addetti alla raccolta degli ordini  (picker) sono invitati in negozio a prendere i prodotti negli orari più idonei, per arrecare il minor disturbo sul punto vendita e per essere puntuali con le consegne a domicilio o per l’orario di ritiro concordato presso il punto vendita. La soluzione permette di attivare diverse strategie di reso,  a seconda degli impegni presi dal rivenditore. Ai rivenditori di elettronica ed elettrodomestici, il sistema non solo offre un’operazione di raccolta efficace, simile a quella di un grocer, ma è anche in grado di elaborare gli ordini effettuati in un negozio o centro di distribuzione che devono essere ritirati in uno specifico punto vendita.  Questo permette ai rivenditori di ipotizzare la riduzione dello stock di tutti i negozi e centri di distribuzione, anziché aumentare lo stock di sicurezza per consentire la distribuzione tramite e-commerce.

Nel caso delle catene di abbigliamento, spesso i prodotti che devono essere raccolti non sono dove dovrebbero essere per l’evasione ottimale dell’ordine. La soluzione in-store picking può indirizzare  gli addetti alla raccolta (picker)  verso le i punti vendita dove è più probabile che si trovino gli articoli e può anche supportare la spedizione direttamente dal negozio con servizi a valore aggiunto per il cliente.

Se i supermercati dispongono di dark store (magazzini pensati per la gestione e l’evasione degli ordini on line)  la soluzione massimizza il volume e la velocità di raccolta. Per i dark store, la soluzione gestisce le operazioni di ricezione e il rifornimento degli scaffali e tiene traccia di ogni movimento del prodotto, consentendo il conteggio delle scorte, l’approvvigionamento degli scaffali e la gestione delle scadenze per garantire che vengano offerti i prodotti più freschi per la consegna a domicilio. La soluzione dark store si collega anche a sistemi automatizzati per il  trasportare dei pacchi alle zone di smistamento. Scandelli spiega che la società si è specializzata sulla supply chain riuscendo così ad approcciare mercati verticali. Stefano Scandelli jda

La supply chain è cambiata molto nel corso degli anni – spiega – basti pensare a come sono cambiate le modalità di acquisto in questi ultimi anni con l’avvento dei device mobili o meglio dell’Internet delle cose. L’evoluzione della supply chian va di pari passo con l’evoluzione dell’offerta del consumatore finale. L’offerta diventa personalizzata e interagisce attraverso diversi canali e device e per questo, la supply chain diventa fondamentale”.

L’evoluzione di JDA si misura anche attraverso la crescita del fatturato annuale complessivo. Come ricorda anche Lheureux, dal 2009 al 2012 il fatturato annuale è passato da 382 milioni di dollari a 691 milioni di dollari.

Tornando alle competenze, Scandelli spiega che la società copre dal magazzino alla logistica. “Per il retail stiamo analizzando e creando offerte specifiche per piazza, mentre per il manifatturiero i trend riguardano la proliferazione dei marchi, e le aziende del comparto si chiedono quali regole seguire soprattutto per quanto riguarda gli stock di magazzino per evitare proprio di avere merce in giacenza e invenduta. Nel mondo retail configuriamo la distribuzione all’interno della supply chain e se penso al mondo della distribuzione food, JDA è entrata nell’area del category management (ottimizzazione degli assortimenti, aree di rifornimento della catena, agire come meglio acquistare dai fornitori)”.

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