La crisi risveglia l’attenzione dei consumatori

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L’incertezza sul futuro rende gli italiani più attenti al proprio conto corrente e più interessati a servizi finanziari per tutelare i risparmi. Meglio il fai-da te che affidarsi alle banche

La crisi ha cambiato il rapporto tra i consumatori italiani e le banche? Se lo è chiesto NCR Corporation affidando una ricerca a BuzzBack Market Research ed il dato che è emerso dall’ultima ricerca sul tema (che ha coinvolto cittadini di 16 Paesi in tutto il mondo) rivela che l’87% degli italiani dichiara di essere più attento alla gestione del proprio conto corrente rispetto a quanto non fosse prima della crisi. Ovvero maggiore interesse per condizioni più vantaggiose e disponibilità di servizi finanziari da parte degli istituti bancari.

L’attenzione verso i propri risparmi è la prima immediata e naturale conseguenza di una più generale riduzione delle spese: il bilancio familiare, così come quello delle aziende, ha visto un deciso contenimento delle uscite, ma le famiglie italiane sembrano aver fatto un passo in più: nel rapportarsi con la banca non ci si pone più come spettatori passivi o, se vogliamo, di utenti passivi, ma soggetti preparati o quantomento interessati a capirci di più. In altre parole si cercano servizi tecnologicamente avanzati che permettano di risparmiare soldi, ma anche tempo. L’87% degli italiani dichiara di preferire istituti che rendono disponibili servizi fai-da-te. Tra questi raccolgono maggiori preferenze gli sportelli bancomat (37%), chioschi self-service per il bagamento delle bollette (36%), sportelli bancomat più evoluti (35%), sportelli automatici per il deposito di assegni (27%) in modo da pote evitare la fila nelle filiali.

Più servizi “autonomi” significa maggiore partecipazione da parte degli utenti, ma al tempo stesso sottolinea una certa difficoltà, se non diffidenza, nel rapportarsi con gli operatori nelle filiali… come a dire che “chi fa da sè…”.

Sembra inoltre essere svanito il concetto di fedeltà alla propria banca, e forse la crisi ha accentuato questo aspetto: oggi il 29% degli italiani si dichiara intenzionato a cambiare l’istituto di credito per poter ottenere condizioni più vantaggiose sui propri risparmi; il 18% cerca invece migliori tassi di interesse sui prestiti e scoperto; infine il 21% vorrebbe rifinanziare il proprio mutuo o cercare altre proposte per abbassare l’importo della rata mensile.

Non cambia di molto la situazione che riguarda le carte di credito: anche in questo caso, infatti, i risparmiatori vogliono vederci chiaro per quanto riguarda le condizioni economiche e, a fronte di un’offerta migliore, più di un terzo degli italiani è disposto a cambiare (36%).