La Pa digitale tira i remi in barca

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Dal 2005 al 2011 la spesa Ict della Pa è passata da 6.296 a 5.578 milioni di euro. Spesa in crescita solo per la sanità

Il trend di riduzione della spesa pubblica nelle tecnologie digitali, dell’ordine del -2% annuo nell’ultimo quinquennio, ha comportato minori risorse destinate alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione per oltre 700 milioni di euro. Dalla difficoltà delle amministrazioni di comunicare fra loro, di interconnettersi , di condividere linee strategiche e modelli di governance, derivano inefficienze di sistema che pesano sui budget IT per non meno del 5% della spesa complessiva, pari a circa 156 milioni di euro. Ad alta criticità continua ad essere il rapporto con la filiera dei fornitori, con gare al massimo ribasso che portano a tariffe professionali non sostenibili, barriere d’ingresso penalizzanti per le Pmi, ritardi dei pagamenti non più accettabili, tutto ciò a fronte di un crescente ruolo dell’in-house che oggi assorbe circa 1/4 della spesa pubblica It .

Dal convegno di presentazione del primo Osservatorio Assinform sull’Ict nella Pa emerge una quadro che delinea un processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che marcia a rilento, in modo disomogeneo e frammentario, con molte esperienze di eccellenza che convivono accanto a situazioni di arretratezza, spesso in una stessa regione o addirittura all’interno di una stessa amministrazione, con progetti avviati su cui poi è difficile mantenere il controllo ed effettuare la valutazione dei risultati.

“Nel suo complesso la PA italiana appare ancora lontana dal generare una massa critica di prestazioni e servizi e innovativi, tanto da consentire al cittadino e alle imprese di avere la percezione di un effettivo progresso”, ha affermato Paolo Angelucci, presidente di Assinform nell’introdurre il convegno. In uno scenario di piena adozione della fatturazione elettronica, della PEC e della digitalizzazione del fascicolo e pratiche del personale, si potrebbero risparmiare fino a 7,5 miliardi di euro. Allo stesso tempo, il risparmio ottenibile con la completa diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico si aggira intorno ai 2,2 miliardi di euro l’anno .

Nell’occasione la sigla di un protocollo d’intesa tra il Ministero della PA e dell’innovazione e Assinform, a costo zero per le finanze pubbliche, avvia una collaborazione per l’attuazione del Piano e-Gov 2012. Un vero e proprio piano operativo è alla base dell’intesa, con un calendario di iniziative da realizzare fino a tutto l’anno prossimo

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