La stangata di Assintel

Strategie
Alfredo Gatti Nextvalue

I dati dell’Assintel Report sottolineano un trimestre del mercato IT ancora in flessione. Giorgio Rapari, presidente di Assintel, e Alfredo Gatti di NextValue snocciolano dati e scenari. In un mercato dove si vantano crediti nei confronti della PA che non paga, e questo gli operatori del canale ben lo sanno

Giorgio Rapari, presidente di Assintel, alla presentazione dell’Assintel Report è molto diretto e chiaro: “Ognuno di noi all’interno della propria azienda vede costi di dipendenti, anticipi di Iva, ammontare dell’Irpef e per far continuare a vivere l’azienda ha più volte messo mano al portafogli personale. Siamo ormai ai tempi supplementari della crisi, vediamo cosa il governo combinerà altrimenti sarà dura per le aziende italiane. Sono un deciso sostenitore del motto chi fa da sé fa per tre perché il mercato non può attendere i tempi e le incertezze della politica”. Pungente, come sempre, Rapari non depone però la fiducia verso l’Agenda Digitale.

Ma, detto ciò, è necessario prendere coscienza dei dati del mercato IT italiano che, all’interno di un’economia generale in contrazione, mostrano un peggioramento rispetto al primo semestre dello scorso anno. Ecco i numeri più significativi: primo trimestre 2012 contro primo trimestre 2011, meno 6,2%. Con l’hardware che cala dell’8,7/%, i servizi del 7,1%, il software del 3,2%. “Dal 2008 si sono persi quasi 3 miliardi di euro: tanto vale la crisi per l’IT italiana” precisa Rapari.

Ma a fronte di una domanda classica di IT in contrazione, crescono – uniche note positive del Rapporto – Cloud Computing (+ 43,8%) e tablet/smartphone (+12,3). “Non è vero che l’Italia è sempre indietro – commenta Alfredo Gatti, managing director di Nextvalue perché 24 milioni di Italiani sono connessi a Internet, e il digitale crea mercati indotti. Ma se si guarda al cloud, pur in crescita (ma che rappresenta circa il 2% della spesa IT italiana, ndr) si vede che è lento a decollare sia in Italia sia in Europa, per diverse problematiche, in primis la questione della privacy”. A dare una mano a smuovere gli investimenti delle imprese saranno i trend latenti dell’economia digitale: l’enterprise mobility, il cloud, l’information security management e il mondo social, perché se si guarda all’It classica anche i trend non rassicurano: in base all’ultimo trimestre dello scorso anno si segnala un ulteriore rallentamento sia dell’hardware (-9,7%) sia dei servizi (che peggioreranno fino a un -3,8%) con software stabile. “Il vero guaio è che il segmento della PA, sia locale sia centrale, non paga, ma non a 120 giorni, proprio non paga – sottolinea Alfredo Gatti, managing director di Nextvalue –. E gli imprenditori vantano crediti dalle in-house della PA alle quali hanno già fatturato. Una situazione insostenibile, che blocca nuovi investimenti”.

Leggi l’articolo con maggiori dati sull’Assintel Report su TechWeekEurope: Rapari (Assintel): “Aiutati che Dio ti aiuta”

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