La tecnologia scopre il lusso e le emozioni

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Moda e tecnologia, un connubio possibile? Di più, doveroso. Lo dimostra Circle l’Associazione appoggiata dalla Camera della Moda, per far collaborare l’industria italiana con il Mit (Massachusset Institute of Technology)

Abiti luminescenti o che cambiano colore esposti alla luce del sole, giacche che danno letteralmente la scossa se ad avvicinarsi è uno sconosciuto minaccioso e poi il sarto digitale che realizza vestiti on demand. Sono solo alcune delle novità presentate all’evento Moda & Tecnologia, tenutosi a Milano il 24 gennaio scorso. Anzi secondo Nicholas Negroponte, Founder e Chairman del Mit, saranno proprio i vestiti su misura, comprati online e personalizzati, una delle applicazioni che potrebbero avere maggior successo, accanto a una serie di servizi di intrattenimento nei punti vendita. Per stimolare la collaborazione fra questi due mondi è stata presentata Circle, un’associazione, patrocinata dalla Camera della Moda, che permette all’industria italiana di accedere alle innovazioni del Mit. Ogni società che vorrà partecipare all’iniziativa si iscriverà a Circle pagando una sponsorship e periodicamente potrà vedere le novità escogitate dai Media Lab. Dal confronto fra la ricerca e i bisogni concreti dell’industria potranno nascere soluzioni che promettono di offrire un vantaggio competitivo alla moda italiana, che ne ha bisogno, visto che la Camera Nazionale della Moda parla di un calo previsto nel 2005 del fatturato delle imprese del 2,2%, un export negativo (- 2,3%) e un import che cresce del 7%. Più concreta la ricerca presentata da Ibm, sponsor dell’evento insieme a Sap, che ha coinvolto le maggiori griffe italiane. “Complessivamente il ruolo che l’industria della moda affida alla tecnologia è quello di rendere più veloce ed efficace la realizzazione delle idee dell’imprenditore, portando flessibilità alla struttura”, ha spiegato Gaetano Sodo, Ibm partner consulting. “Emerge un settore complessivamente impegnato, le industrie medio-grandi con maggiore velocità, quelle più piccole più gradualmente, a investire nell’integrazione della rete logistica e nell’apertura esterna alla supply chain, sia a monte verso i fornitori sia a valle verso i punti vendita”. E infatti negli ultimi due anni queste aziende hanno investito soprattutto per ottenere una infrastruttura più efficiente e flessibile, in seconda battuta per aprire nuovi canali e poi per l’integrazione e ottimizzazione dei processi. Mentre alla domanda che cosa vi aspettate dalla integrazione del business e dalla tecnologia: la prima risposta è quella di ridurre i costi, seguita dal controllo in tempo reale dell’andamento del business, dalla flessibilità e da un più veloce time to market”.

Autore: drosolen
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