La telepresenza di Tandberg diventa un asset aziendale

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I vertici della società aprono le porte della sede italiana e del nuovo Executive Briefing Center italiano

Spetta a Fredrik Halvorsen in persona ( e non in videoconferenza ), Chief Executive Officer del norvegese Tandberg , il compito di presentare nella nuova sede milanese della società il nuovo Executive Briefing Center italiano. Al suo interno, si aprono le pareti azzurre (per accentuare gli effetti tridimensionali) della sala di telepresence attrezzata per meeting ad alta definizione video e ad alta qualità audio, e dotata anche di dettagli di design italiano.

Ma il centro integra tutte le tecnologie di comunicazione a oggi disponibili e va ad aggiungersi alla rete di centri analoghi a cui Tandberg ha dato vita in tutto il mondo: Copenaghen, Dubai, Londra, Madrid, Mosca, New York, Oslo e Parigi.
Il confronto d’obbligo è con la soluzione di Cisco (“proprietaria e non standard, come la nostra”, precisa Halvorsen). Telepresence T3 è interoperabile con l’intera gamma di prodotti Tandberg , Office Communications Server e altri endpoint video e sistemi di telepresenza basati su standard. E, a proposito di T3, i vertici della società annunciano che questa soluzione è standard e interoperabile. “Stiamo pensando di realizzare queste soluzioni in ottica di system integrator e in ottica di vide oas a service. Il prodotto finale diventa un asset aziendale – spiega Michele Dalmazzoni, country manager Tandberg Italia e il cliente paga un fee per i servizi erogati da un unico prodotto installato presso la sede centrale. qualora, invece, i clienti vogliano diventari proprietari – continua Dalmazzoni – Tandberg diventa così system integrator realizzando progetti ad hoc”.

L’interoperabilità permette un’esperienza di telepresenza totale quando ci si collega con utenti dei sistemi Polycom . “Le imprese non devono essere bloccate dalla tecnologia. La nostra vision è quella di abilitare comunità aperte in cui le persone possono collaborare naturalmente indipendentemente dal modo in cui si connettono”, aggiunge Halvorsen.

Come spiega però Dalmazzoni, “ La telepresenza è solo una parte delle soluzioni di videoconferenza proposta da Tandberg, destinata a una fascia limitata di clientela. Tuttavia è un’esperienza in cui l’utente prova il massimo della qualità”.
L’obiettivo perseguito da Tandberg “ è di mettere a disposizione dell’ utente la massima risoluzione possibile con gli strumenti a sua disposizione quando entra nella conferenza, anche se utilizza strumenti di comunicazione unificata di terze parti”. Con camere e schermi Tandberg è in grado di realizzare soluzioni di video conferenza full HD anche con accessi a Internet a 2 Mbps di banda.
Il sistema di telepresenza T3 presente a Milano ha la particolarità di utilizzare uno schermo touch screen a disposizione dei partecipanti che possono così gestire la conversazione con estrema semplicità e naturalezza, anche se si nota ancora qualche difficoltà nel mantenere il contatto visivo con l’interlocutore distante.

La strategia di comunicazione dei sistemi di videoconferenza di Tandberg punta sui classici argomenti di efficienza lavorativa nella collaborazione unita alla piacevolezza e al tocco “verde”. Con un risvolto che i vendor ritengono sempre più gradito all’utenza e al bugie aziendale , quello del risparmio di emissioni di CO2 e di costi relativi a viaggi e trasferte .

Nei rapporti di collaborazione arricchita dalla presenza Tandberg tiene conto anche della variabile introdotta dalla mobilità dei terminali Tra le referenze italiane più citate nel corso della presentazione è quella di Eni che si è dotata di centinaia di sistemi di videoconferenza di Tandberg.

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