La Ue teme un bavaglio ai poteri dell’Agcom

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Neelie Kroes

La Ue chiede informazioni e chiarimenti sull’emendamento al decreto sulle semplificazioni che modifica le disposizioni relative all’unbundling telefonico intervenendo su competenze dell’Agcom

La Ue chiede informazioni e chiarimenti sull’emendamento al decreto sulle semplificazioni che modifica le disposizioni relative all’unbundling telefonico intervenendo su competenze dell’authority per le telecomunicazioni, Agcom.

Il commissario Ue responsabile per le telecomunicazioni Neelie Kroes ha inviato una lettera al governo italiano. La lettera non rappresenta l’avvio di una procedura di infrazione. Nel documento, infatti, è esclusa qualsiasi tipo di preoccupazione riguardo alla compatibilità con la legge europea di una norma che faciliti l’Agcom a obbligare l’operatore dominante a pubblicare offerte sufficientemente disaggregate che evitino ai concorrenti di dover acquistare servizi non necessari al servizio richiesto. La lettera, infatti, secondo l’Agi, chiede informazioni su quali sarebbero i poteri di Agcom nell’ambito della nuova legge e a quali operatori incomberebbero gli obblighi.

In pratica la Commissione Ue, nel difendere il potere decisionale delle autorità nazionali in base alle regole europee, esclude qualsiasi tipo di preoccupazione riguardo alla compatibilità con la legge europea di una norma che faciliti l’Agcom a obbligare l’operatore dominante a pubblicare offerte sufficientemente disaggregate che evitino ai concorrenti di dover acquistare servizi non necessari al servizio richiesto.

Tecnicamente la lettera è un atto amministrativo contenente una richiesta di informazioni per valutare la compatibilità con le regole telecom europee del decreto legge 5/2012 e le misura che riguardano la fornitura separata di accesso disaggregato alla rete e di servizi accessori come la manutenzione. L’informazione richiesta riguarda l’effetto della misura sulla discrezionalità dell’autorità di regolazione nazionale nel definire appropriati rimedi regolatori al problema identificato; la questione se il decreto legge imponga obbligazioni direttamente applicabili; l’identità dell’operatore che sarà soggetto agli obblighi e la relazione con gli attuali poteri dell’autorità di regolazione nazionale.

La Commissione ha indicato che, in linea generale, una misura legislativa nazionale che restringa il potere decisionale dell’Authority nazionale sarebbe incompatibile con le regole europee. D’altra parte non ci sarebbe alcuna preoccupazione riguardo alla compatibilità con la legge Ue su una norma che esplicitamente faciliti l’esercizio da parte del regolatore nazionale delle sue competenze, inclusa la competenza di obbligare gli operatori di rete dominanti a pubblicare offerte sufficientemente disaggregate per l’accesso che evitino che le aziende debbano pagare per servizi non necessari al servizio richiesto.

Autore: Channelbiz
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