L’affare Microsoft-Nokia: resta il nodo partner storici come Samsung

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Secondo un analista di Canalys la potenzialità di Microsoft di spingere le vendite dei prodotti Nokia nei canali di vendita può minacciare gli altri partner come Samsung che ha basato una linea di dispositivi proprio sul sistema operativo di Microsoft

Microsoft si è portata a casa dispositivi e servizi di Nokia: ma come la mettiamo con i suoi partner storici? Quali rapporti si potrebbero innescare tra la stessa società e partner asiatici come per esempio Samsung? Sono queste alcune delle considerazioni che l’Ansa riporta, parafrasando un’analisi del Wall Street Journal, a poche ore dall’annuncio dell’acquisizione della divisione cellulari dell’azienda finlandese.

L’acquisizione crea incertezze per i partner hardware che già lavorano con Microsoft”, riferisce l’analista di Canalys Rachel Lashford al quotidiano. La potenzialità dell’azienda di Redmond di spingere le vendite dei prodotti Nokia nei canali di vendita può infatti minacciare e mettere in secondo piano altri partner come Samsung che ha basato una linea di dispositivi, la Ativ, proprio sul sistema operativo di Microsoft. Steve Ballmer, Microsoft@shutterstock

L’acquisizione di Nokia, ”rende ancora più necessario per Samsung il bisogno di sviluppare un proprio sistema operativo”, aggiunge l’analista. Il quotidiano economico fa poi notare come Microsoft, attraverso l’acquisizione di Nokia, si stia potenziando sulla parte hardware, quella dei dispositivi. Una mossa già percorsa da Google con l’acquisizione nel 2011 di Motorola Mobility che ha poi portato al lancio dello smartphone Moto X in agosto. Intanto, sempre l’Ansa precisa che l’amministratore delegato di Nokia, Stephen Elop, lascia l’incarico.

In seguito all’accordo con Microsoft, Elop lascia l’attuale ruolo per diventare vice presidente esecutivo della divisione ‘Devices & Services’. Al suo posto Risto Siilasmaa, che avrà l’incarico di amministratore delegato ad interim. Secondo indiscrezioni, Elop potrebbe essere candidato a sostituire Steve Ballmer, l’amministratore delegato di Microsoft che ha annunciato che lascerà la società entro 12 mesi.

Nel mondo post-PC, e nel bel mezzo di una guerra all’interno dell’ecosistema, Microsoft ha finalmente comprato Nokia. Questo accordo non riguarda tanto i dispositivi, quanto la piattaforma Windows Phone. Per poter avere rilevanza in questa nuova era, Microsoft deve sviluppare un ecosistema forte – dinanzi all’attuale 4% della quota di mercato, ha ancora molta strada da fare. L’acquisizione consente a Microsoft di raddoppiare nuovamente i propri sforzi per Windows Phone e di usare il marchio Lumia per innovare concretamente la piattaforma. Microsoft è ora in grado di controllare l’intera esperienza dell’utente, fatto che aiuterà ad evitare la frammentazione del sistema operativo (come è avvenuto per Android) e rendere più semplice attirare gli sviluppatori verso questa piattaforma. Inoltre, adesso Microsoft è posizionata molto meglio per riconquistare alcuni dei clienti enterprise che ha perso come risultato della logica BYOD e della consumerizzazione. Ora può offrire ai clienti un portafoglio completo di hardware, software e servizi”, spiega Adrian Drozd, Research Director, ICT Europe di Frost & Sullivan.

La domanda che sorge in seguito all’acquisizione è che cosa Microsoft intenda fare con la piattaforma Windows Phone ora che possiede un OEM. La sua lunga – continua – storia con i diversi partner suggerisce che difficilmente seguirà l’esempio di Apple, permettendo che la propria piattaforma sia usata esclusivamente su dispositivi Nokia. Per aumentare la quota di mercato, Microsoft dovrà continuare a supportare Samsung e HTC, e dovrà alleviare le preoccupazioni che dovessero emergere come risultato dell’acquisizione. Microsoft può sfruttare Nokia come strumento per l’innovazione concreta della piattaforma, come Google sta facendo con Motorola. Tuttavia, per avere successo dovrà assicurarsi di mantenere buone relazioni con i partner.”

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