L’aumento dell’Iva mette in ginocchio le famiglie. Ecco le reazioni

News
crisi, conti economici al ribasso@shutterstock

Le associazioni di categoria si sono affrettate a fare i conti in tasca alle famiglie italiane per capire quanto inciderà sulle loro finanze l’aumento di un punto percentuale dell’Iva previsto dal governo. Ecco le reazioni delle associazioni di categoria

L’aumento dell’Iva costerà caro alle famiglie. Secondo Codacons, con l’aumento di un punto percentuale deciso dal Governo nell’ultimo provvedimento chiamato legge di stabilità, a regome, secondo stime Codacons, si avrebbe un impatto sull’inflazione dal +0,7% al +1,10%, a seconda che ci siano o meno gli arrotondamenti.

Secondo l’Asca, in cifre significa che, se si dovessero verificare arrotondamenti dei prezzi, per una famiglia media da 2,4 componenti la stangata potrebbe passare da 273 euro (in assenza di arrotondamenti) a 378 euro, nel caso i commercianti aggiustino i prezzi e non si limitino alla mera traslazione in avanti dell’aumento dell’Iva.

L’associazione ricorda che il precedente aumento Iva avvenuto a settembre 2011, nonostante il crollo della domanda, aveva gia’ fatto schizzare l’inflazione dal 2,8% di agosto al 3,4% di ottobre, con un aumento congiunturale, da settembre ad ottobre, dello 0,6%, dovuto, come riportato dall’Istat, agli ”effetti delle misure previste dalla recente manovra finanziaria (Legge n. 148/2011) e, in particolare, dell’aumento dell’aliquota dell’Iva ordinaria al 21%”.

Da allora non si e’ piu’ scesi sotto il 3%. Ecco perchè il Codacons chiede al Governo di scongiurare almeno l’aumento dell’Iva dal 10 all’11%, che, colpendo beni essenziali come gli alimentari, graverebbe sulle fasce sociali piu’ bisognose, quei pensionati al minimo che non avranno nemmeno il vantaggio della riduzione delle aliquote Irpef, essendo gia’ esenti. In alternativa l’associazione di consumatori propone almeno di rivedere l’elenco dei beni interessati dall’aumento, in modo da gravare il meno possibile sui ceti non abbienti, togliendo dalla lista la benzina, gia’ alle stelle, prodotti farmaceutici, il latte conservato, le uova, lo zucchero e gli altri prodotti base dell’alimentazione. Ancora più pessimistica di Codacons è la previsione della Coldiretti secondo cui l’aumento dell’Iva porterà un rincaro di 500 milioni di euro nella spesa delle famiglie. Ma è la Confesercenti a tracciare il quadro più fosco, traducendo la manovra fiscale di scambio Iva con Irpef in “una inaccettabile mazzata da 1,5 miliardi di euro mascherata da taglio della pressione fiscale”.

Secondo TM News Negativo anche il parere della Confcommercio che, pur non lanciandosi in stime, ha commentato secca: “E’ il caso di dire che la notte non ha portato consiglio”. Per Confcommercio-Imprese per l’Italia si tratta, infatti, di “un duplice errore di metodo e di merito“. Di metodo, “perché gli obiettivi fondamentali dell’azione di politica economica del Governo, peraltro ribaditi anche in occasione dell’incontro con le parti sociali di ieri pomeriggio, non possono essere repentinamente rimessi in discussione“.

Di merito, “perché l’aumento dell’aliquota Iva del 10 per cento all’11 per cento e dell’aliquota Iva del 21 per cento al 22 per cento, in un contesto ancora pienamente recessivo e segnato dall’estrema debolezza della domanda interna, genererà effetti pesantissimi a carico dei consumi e degli investimenti, delle imprese e dell’occupazione”.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore