Le Pmi nell’Ict hanno ?il braccino corto’

Strategie

Tanti progetti sulla carta ma, di fatto, i rubinetti dei fondi finanziari
restano chiusi o appena aperti. Una ricerca promossa dalla school of management
del Politecnico di Milano fa il punto sul rapporto tra Pmi e tecnologie

Le Pmi si danno un gran da fare sui progetti legati all’Ict ma, quando si
tratta di spendere, chiudono o aprono appena i rubinetti.
Questo è il quadro che emerge dalla ricerca condotta nell’ambito
dell’Osservatorio sulle Ict nelle Pmi promosso dalla School of Management del
Politecnico di Milano, in collaborazione con Alcatel, Autodesk, Banca Intesa,
Hp, Intel, Microsoft e Vodafone. La ricerca ha coinvolto più di 1.300 piccole e
medie imprese italiane, analizzate attraverso due questionari e studi di casi
basati su interviste. Solo il 41% delle piccole e medie imprese italiane ha
intenzione di effettuare almeno un investimento nel corso di quest’anno nelle
aree Ict, innovazione di prodotto, di processo, valorizzazione del marchio e
internazionalizzazione. I ricercatori sottolineano come questo dato sia
condizionato dalle imprese di dimensioni minori, con un numero di dipendenti
compreso tra due e nove.
Il risultato è sensibilmente superiore per le imprese con più di 50 dipendenti,
nelle quali l’intenzione di effettuare almeno un investimento, è stata espressa
da più del 60% delle imprese.
Dall’analisi delle tipologie di investimento, emerge che le Pmi intendono
effettuare soprattutto progetti Ict, gettonati da quasi il 20% delle imprese,
seguiti da progetti di innovazione di processo (11%), progetti di innovazione di
prodotto (6%), valorizzazione del brand (5%) e internazionalizzazione (3%).

Tuttavia, dalla ricerca si evince che, nonostante l’elevato numero di progetti
Ict pianificati per quest’anno, il valore medio degli investimenti Ict su
fatturato è pari al 5%, un terzo rispetto agli investimenti in innovazione di
prodotto o di processo.
Ma il vero cavallo di battaglia dei prossimi mesi si chiama VoIp. ?Abbiamo colto
una crescente consapevolezza da parte delle imprese, sulle opportunità derivanti
dall’utilizzo dei sistemi Voice over Ip?, ha detto Stefano Mainetti,
Professore incaricato di tecnologie dei sistemi informativi presso il
Politecnico di Milano
, uno dei curatori della ricerca con
Andrea Rangone, Professore straordinario di Strategia e sistemi di
pianificazione al Politecnico di Milano
. ?Già oggi, una Pmi del settore
manifatturiero su cinque utilizza sistemi VoIp (il 7% delle Pmi utilizza sistemi
dedicati mentre il 14% ricorre ad applicazioni VoIp su Pc quali Skype mentre il
18% delle piccole e medie imprese ha intenzione di adottare questi sistemi in
futuro?, conclude Mainetti. ?Il 24% delle Pmi del manifatturiero ricorre a un
sistema gestionale evoluto – ha continuato Raffaello Balocco, insegna
gestione aziendale presso il Politecnico di Milano
– mentre più del 50%
delle imprese, soprattutto di dimensioni minori, utilizza un pacchetto
elementare per la gestione dell’amministrazione e della contabilità. I settori
più maturi, dal punto di vista dell’utilizzo dei sistemi gestionali, sono il
chimico e il metalmeccanico mentre il tessileabbigliamento e l’alimentare sono
più statici con una maggiore diffusione di sistemi realizzati ad hoc?. La
ricerca si spinge un po’ più in profondità quando analizza le imprese
manifatturiere e, in particolare, un campione di 646 imprese con un numero di
dipendenti tra 10 e 500. Nel 43% delle imprese analizzate, è presente il
responsabile It. Se si analizza questo dato sulla base della dimensione delle
imprese, emerge che il responsabile It è presente in circa il 99% delle imprese
tra 250 e 500 dipendenti mentre è presente nell’89% delle imprese con un numero
di dipendenti compreso tra 100 e 249. Per le imprese di dimensioni minori, il
responsabile It è presente nel 76% delle imprese tra i 50 e i 99 dipendenti
mentre scende drasticamente al 37% nelle imprese con un numero di dipendenti
compreso tra 10 e 49.

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