Leggi e regolamenti locali spaventano l’ecommerce oltreconfine

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Accenture ha analizzato 146 retailer in Europa e, dallo studio, è emerso che il 68% considera l’espansione del commercio elettronico in Europa un mezzo o una strategia prioritaria per la crescita, tuttavia molti faticano a destreggiarsi tra le varie leggi, regolamenti e pratiche locali

Il 25% dei retailer europei ritiene di poter aumentare del 25% le proprie entrate migliorando le vendite online oltre il confine del proprio Paese. Questo è quanto risulta da uno studio condotto da Accenture per la European Retail Round Table (ERRT).

Lo studio Accenture è stato condotto intervistando 146 retailer con entrate annuali superiori ai 100 milioni di Euro in sei diversi settori di vendita (alimentari, prodotti per la casa, elettronica di consumo, abbigliamento, cosmetici e prodotti per il tempo libero) in sette paesi dell’Unione Europea: Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito.

Due terzi (68%) considerano l’espansione del commercio elettronico in Europa un mezzo o una strategia prioritaria per la crescita, tuttavia molti faticano a destreggiarsi tra le varie leggi, regolamenti e pratiche locali. Il desiderio crescente dei consumatori europei di utilizzare i canali digitali per i propri acquisti sta spingendo i retailer a ottimizzare le operazioni necessarie per la vendita online, aumentando al contempo le aspettative di crescita in questo mercato.

Una relazione della Commissione europea del 2011 indica infatti che già il 40% degli acquirenti dell’Unione europea utilizza internet per acquistare beni e servizi, una propensione confermata dallo studio di Accenture. In particolare più di tre quarti (76%) dei retailer intervistati rileva una maggior propensione alla spesa nei clienti che utilizzano più canali di acquisto, anziché uno solo.

Secondo i partecipanti alla ricerca le principali difficoltà per effettuare con successo vendite online oltre il confine nazionale sono sia le diverse leggi sulla restituzione della merce, sia le difficoltà a gestire efficientemente dei resi merce. Allo stesso tempo, i costi legati all’osservanza delle diverse norme nazionali in materia di transazioni commerciali con i consumatori, quali la vendita a distanza o il trasferimento di dati e le diverse leggi sul lavoro e normative fiscali, così come il rispetto delle diverse aliquote Iva.

Autore: Redazione
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