L’essere umano è pronto all’interconnessione globale?

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E’ una delle domande che si sono posti esperti e rappresentati di aziende importanti intervenuti all’ultima edizione del Customer day 2016, l’evento, ideato e organizzato da IIR (Istituto internazionale di ricerca) relativamente alla connessione tra cose, essere umano e viceversa

Quanto l’essere umano è pronto a essere connesso con tutto e tutti? E’ una delle domande che si sono posti esperti e rappresentati di aziende importanti intervenuti all’ultima edizione del Customer day 2016, l’evento, ideato e organizzato da IIR (Istituto internazionale di ricerca), si conferma punto di riferimento per condividere le nuove strategie, le tendenze e le tecnologie per l’analisi dei comportamenti del consumatore.Customer day 2016 2

Tema trainante della nuova edizione di Customer Day, evento che si è svolto a Milano, è stato il “Wearable Consumer”: l’argomento è stato scelto con l’obiettivo di fare chiarezza sulle opportunità offerte dalla Multicanalità, dai Social, dai Big Data con un occhio al potenziale dell’Internet of Things. Giuseppe Coletti, Iot advisor, si domanda e domanda come l’Iot possa essere un acceleratore della customer experience e sostiene che da Iot a Ioe tutto sarà collegato. “I dispositivi diventano wearablem, sono sempre di più gli interessati e coloro i quali indossano uno smartwatch, per esempio, in Europa, per esempio, sono la moda. Di fatto, non siamo ancora early adaptor, ma siamo vicino al mass market”, spiega.Customer day 2016

Perché l’Iot è strategico? Cosa fa la customer experience? “Prevede i bisogni dei clienti, si pensi a un elettrodomestico collegato ad Amazon che anticipa le necessità del cliente consegnando i rifornimenti prima della scadenza, oppure il pallone collegato a una app che registra i metodi di gioco e fa formazione su come giocare meglio.

Ma il pericolo di bad customer experience è dietro l’angolo. Come possono, gli Iot, migliorare la customer experience? “Solo se finalizzati alla soluzione dei problemi, se creano valore, se gestiscono gli errori in modo elegante e trasparente e offrono diversi modi e modalità operative che consentano agli oggetti interconnessi di non bloccarsi in caso di errore”, precisa Coletti.

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