Lexmark, gli italiani e le tecnologie a casa

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Secondo la ricerca commissionata da Lexmark, le persone con più di 55 anni sanno organizzare meglio le nuove tecnologie in casa.

Chi si aspettava di vedere i giovani innanzi a tutti, ha perso la scommessa. Secondo la ricerca commissionata da Lexmark, infatti, le persone maggiormente all’avanguardia sarebbero quelle con oltre 55 anni di età. Lo studio, che ha coinvolto mille persone, si riproponeva di analizzare quanto gli italiani fossero attrezzati e all’avanguardia nell’ambito delle tecnologie da casa. Nel rapporto è emerso che il 30% degli adulti con più di 55 anni, risulta essere più efficiente e all’avanguardia. I più giovani, invece, si accontentano di avere le tecnologie, ma senza badare all’organizzazione e alle condizioni di utilizzo più comode. Il 12% degli intervistati con età dai 24 ai 34 anni ha ammesso che utilizza qualsiasi spazio libero, magari usando un laptop e ritagliandosi una parte del tavolo di cucina. Mentre le persone più mature pensano maggiormente ad ambienti home office dedicati e confortevoli. Negli altri paesi europei, le risposte sono diversificate. Nei Paesi Bassi, per esempio, il 61% degli ultra cinquantenni cerca di lavorare in spazi meglio organizzati. Mentre in Germania, solo il 18% ha dato la medesima risposta.
Analizzando l’uso dei dispositivi portatili, come i Pda, emerge che i maggiori utilizzatori sono le persone tra i 35 e i 54 anni, mentre gli all in one sono preferiti dalla fascia 16-24 anni. I laptop sono una prerogativa delle persone al di sotto dei 44 anni.
L’indagine sfata anche l’idea che la casa sia vista come comoda alternativa all’ufficio esterno. Il 12% degli intervistati che lavora con orario flessibile, dichiara di aggiungere, al normale tempo lavorativo svolto in ufficio, almeno altre 30 ore settimanali quando lavora a casa. Soprattutto nella fascia d’età degli ultra cinquantacinquenni. Dalla ricerca emerge anche l’ampliamento del telelavoro, non più diffuso solo tra i liberi professionisti e i freelance, ma anche tra gli avvocati e i lavoratori dell’information technology.