Libia, Giappone e Portogallo minano la fiducia dei consumatori

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Secondo l’ultima rilevazione dell’osservatorio Findomestic gli eventi libici e giapponesi e le ripercussioni della crisi economica portoghese abbattono la fiducia negli acquisti degli italiani

Gli eventi in Libia e in Giappone e le ripercussioni della crisi economica in Portogallo mandano verso il basso le previsioni d’acquisto degli italiani. Questo almeno per i prossimi dodici mesi secondo le ultime rilevazioni mensili dell’Osservatorio Findomestic.

Nel dettaglio però le cose cambiano. Per il secondo mese consecutivo, la fiducia degli italiani cresce: i più ottimisti sono quelli che hanno l’istruzione superiore, mentre universitari e detentori dell’istruzione dell’obbligo sono più pessimisti.

L’area più positiva d’Italia è il Nord Ovest, anche il Nord Est, il Sud e le isole denotano valori in ripresa. Il centro conferma la sua fiducia in calo. La propensione all’aumento del risparmio è in lieve crescita ritornando al valore del gennaio 2010.

Il buon andamento delle previsioni a breve è tuttavia più che bilanciato da un diffuso pessimismo sulla situazione italiana a dodici mesi: a marzo si è infatti registrato il dato più negativo dall’inizio della rilevazione.

Certamente su questa variabile pesano valutazioni sulla guerra con la Libia, la sicurezza degli impianti nucleari, la riforma della governance economica e l’impatto della crisi economica politica portoghese, che rivela pericolose analogie con la situazione italiana: entrambi i paesi non sono stati oggetto di default bancari da bolla speculativa e hanno registrato un calo del Pil meno marcato che altrove, tuttavia sia Italia sia Portogallo hanno economie  incapaci di crescere e riqualificarsi su produzioni più competitive con i paesi asiatici e soffrono di un elevato debito pubblico che impatterà in maniera progressivamente sempre più negativa su una economia stagnante.

Le previsioni di acquisto a tre mesi per l’elettronica di consumo: PC e accessori sono in aumento, mentre la telefonia è in calo. Dopo il mese di febbraio, in cui gli andamenti dei due settori si erano allineati, nel mese di marzo si sono registrati andamenti opposti: previsioni di acquisto e spesa media prevista in calo per la telefonia e in crescita per pc e accessori.

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