L’ipotesi di un nuovo aumento dell’Iva ordinaria gela il mercato It

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Allo studio del governo Monti l’aumento dell’Iva ordinaria dal 21 al 23%. Quali conseguenze sulle vendite dei prodotti It? Intanto l’Istat ha studiato la dinamica dei prezzi al consumo dal 17 settembre 2011

Si torna a parlare di Iva ordinaria e non solo. L’ipotesi allo studio del governo Monti torna a far gelare i polsi ai produttori ma anche ai distributori e rivenditori di informatica.

Se l’Iva ordinaria dovesse effettivamente passare dal 21 al 23%, come previsto nella manovra che dovrebbe arrivare al consiglio dei ministri il prossimo 5 dicembre, ci si domanda quali conseguenze avrebbe sulle vendite di Pc ecc. e ci si potrebbe domandare ancora se alcune società, che in questi mesi hanno annunciato il sostegno a proprio carico dell’aggravio dell’Iva, sarebbero ancora disposte a farlo ora.

Intanto, l’Istat è intervenuta attraverso una nota che analizza la dinamica dei prezzi al consumo, dal 17 settembre scorso, data alla quale attribuire l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto che prevede la manovra per il pareggio di bilancio nel 2013.

L’Istituto spiega che l’inflazione dei prodotti soggetti all’Iva pari al 21% risente “solo parzialmente” dell’aumento dell’aliquota deciso con la manovra per il pareggio di bilancio. L’Istituto di statistica riferisce che nel mese di ottobre, quando l’inflazione è aumentata dello 0,6% rispetto a settembre (+3,4% su base annua), i prezzi dei prodotti a Iva ordinaria sono cresciuti dell’1% rispetto al mese precedente, sottolineando che il peso dei prodotti su cui grava l’Iva ordinaria ammonta al 47,8% del paniere.

“Tuttavia, la dinamica congiunturale dei prezzi dei prodotti a Iva ordinaria risulta influenzata dai forti rialzi registrati per alcuni prodotti, solo parzialmente attribuibili all’effetto dell’aumento dell’aliquota”, afferma l’Istat.

Secondo l’Istat, il trasferimento sui prezzi finali dell’incremento dell’aliquota Iva al 21% ha coinvolto un quinto delle quotazioni di prezzo osservate, con una forte variabilità tra le diverse divisioni di spesa. I prodotti soggetti a Iva ordinaria mostrano frequenze elevate di aumento nei prezzi dei trasporti (il 27,1% delle quotazioni risultano in aumento), di abitazione, acqua, energia elettrica e gas e degli altri combustibili (27,6%), delle bevande alcoliche, esclusi i tabacchi (24,5%), dei prodotti alimentari e bevande analcoliche (21,1%), dell’abbigliamento e calzature (17,6%).

Per quanto riguarda l’elettronica di consumo i casi di aumento dei prezzi si addensano, invece, intorno a valori pari a quelli dovuti al trasferimento dell’incremento dell’aliquota Iva sul prezzo finale di vendita. L’Istat sottolinea poi che che le tendenze inflazionistiche del 2011 sono “riconducibili a impulsi di origine esterna, in particolare ai rialzi delle quotazioni internazionali degli input energetici e delle materie prime industriali e alimentari”.

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