L’Italia tecnologica nasconde luci e ombre per l’Istat

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Dal capitolo banda larga, alle imprese i cui addetti si collegano a Internet, fino ai laureati in discipline tecnico-scientifiche per abitante. L’Istat ha rilasciato la ricerca “Noi-Italia” 2012

L’Istat ha rilasciato la ricerca “Noi-Italia” 2012 che cattura un’istantanea del paese. Luci e ombre emergono dal rapporto Istat. Nel 2007 l’Italia ha depositato all’Epo (European patent office) oltre 4.800 richieste di brevetto: meglio che nel 2000, ma lontano dall’UE15. La spesa per ricerca e sviluppo è ancora distante dai paesi europei più evoluti, ma con l’1,26% del Pil (anno 2009) si avvicina progresivamente all’obiettivo fissato a livello nazionale per il 2020 (1,53%).

Le imprese italiane con almeno 10 addetti che si collegano a Internet tramite la banda larga salgono all’incirca all’83%, in linea con la media europea (anno 2010).
Sotto della media europea (5,1), si attestano gli addetti alla ricerca e sviluppo (3,8 ogni mille abitanti, in unità equivalenti a tempo pieno), e presentano disparità territoriali.

Capitolo banda larga (già bocciata da una recente statistica targata Istat). Le famiglie italiane che si connettono a Internet vi banda larga sono al 45,8%, ma le disparità regionali sono accentuate (2011). In Italia il 51,5% dai 6 anni in su si collega ad Internet, ma solo il 28,3% con frequenza giornaliera (2011). Il numero di utenti di Internet è molto al di sotto della media europea.

Poco più di un italiano su due (54%) legge un giornale almeno una volta a settimana; scende al 39% chi legge un quotidiano cinque giorni su sette, mentre supera un utente su quattro chi utilizza Internet per leggere giornali, news o riviste.

Nel periodo 2006-2008, la quota di imprese innovatrici cresce da 27,1% a 30,7%, rispetto al triennio precedente. Poco al di sopra del valore medio dell’Unione europea. L’innovazione riguarda solo le grandi imprese del settore industriale, sia per il numero di innovazioni che per la spesa.
I laureati in discipline tecnico-scientifiche ammontano a 12,2 ogni mille abitanti tra i 20-29enni: un numero basso e per giunta inferiore alla media europea (14,3 nel 2009). Invece diminuiscono le disparità di genere, che in Italia pesano meno rispetto ad altri paesi d’Europa.

Autore: Redazione
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