Lo smaltimento del pc

Strategie

Lo smaltimento del pc

Alla fine, come è successo agli altri comparti industriali, anche l’it si trova alle prese con lo smaltimento dei propri prodotti. Come è successo per i frigoriferi, le lavatrici, i televisori, anche per la gran massa di personal computer e, in numero minore, i notebook e i monitor, arriva la pratica della gestione del fine vita prodotto. Un atto che coinvolge utenti finali ma anche le aziende e che costringerà vendor e reseller a implementare un sistema efficiente per il riciclo e lo smaltimento dei prodotti. Un problema, quello dello smaltimento del pc, che non nasce oggi ma che fino a ora non è stato preso in considerazione seriamente. Diciamo che molte aziende hanno fatto finta che non esistesse, pensando di utilizzare le classiche discariche, un problema che invece dovrà essere affrontato a partire dal gennaio 2005, quando i vendor e i reseller, ognuno per le proprie responsabilità, avranno il compito di mettere a disposizione della collettività un sistema ecologico funzionante in grado di smaltire il ferro dell’information technology. Hardware che nei numeri si traduce – per il prossimo anno – in circa 350.000 notebook e inoltre un milione di monitor e di personal computer da avviare allo smaltimento. La direttiva europea in materia di smaltimento dei prodotti it obbliga il vendor a farsi carico dei costi di smaltimento, problema non banale visto che negli Stati Uniti hanno già calcolato che per riciclare un computer il costo varia da 85 a 136 dollari. Bisognerà vedere se questi costi verranno poi caricati all’utente finale.
In attesa di vedere cosa succederà nei prossimi mesi mi preme sottolineare l’iniziativa Ecodigitale di Cdc che già da subito mette a disposizione 230 punti vendita della catena Computer Discount, per la raccolta del prodotto da smaltire. Questi punti vendita avranno il compito di raccogliere computer, periferiche e accessori a prescindere dal loro marchio. Per riciclare o smantellare quanto recuperato, Cdc ha firmato una serie di accordi con aziende certificate, specializzate in questa attività. Chissà se in futuro potremo assistere alle campagne di rottamazione simili a quelle che sono succedute per il settore auto. Queste dovrebbero però partire dal Ministero di Lucio Stanca e potrebbero dare una spinta ai consumi e all’aggiornamento tecnologico del parco macchine nelle aziende.