L’open source secondo Sun

Strategie

Java Open Business, ovvero un portale (www.javaopenbusiness.it) e una comunità di sviluppatori creati da Sun per portare applicativi open source alle piccole e medie imprese

È il momento dell’open source, almeno Sun ne è convinta, così come crede questo modello di sviluppo software possa contribuire alla crescita dell’intero Paese e in particolare delle Pmi, che sempre più costituiscono una parte preponderante del prodotto interno lordo. E questa convinzione si è recentemente trasformata in azione con la creazione di Job, ovvero Java Open Business, un portale nato per stimolare la nascita di una comunità open source che sviluppi applicativi per la piccola e media impresa. “La grande maggioranza delle aziende italiane sono piccole e piccolissime imprese, che investono poco e investono sempre meno, anche a causa di un’offerta inadeguata”, ha spiegato Mauro Banchero, amministratore delegato e direttore generale Sun Microsystems Italia. “Dall’altra parte abbiamo migliaia di software house nel nostro Paese, molte delle quali non navigano in buone acque, perché non hanno le risorse per mantenere e sviluppare la propria offerta. Per risolvere il problema abbiamo pensato di creare qualcosa di nuovo, un movimento basato sul modello open source, che crei applicativi dedicati alle Pmi, efficaci e a basso costo, visto che non esistono licenze da pagare e che i costi dello sviluppo vengono condivisi. Le software house devono quindi cambiare modello di business dalla vendita di prodotti ai servizi”. Tutto girerà attorno al portale Job (
www.ja vaopenbusiness.it
), fulcro dell’intero progetto alla cui guida è stato messo Giovanni Vota, direttore responsabile Java Open Business, che nel passato ha già creato all’interno di Sun uno strumento di collaborazione e sviluppo fra i vari comparti dell’azienda. Sarà innanzitutto un laboratorio dove saranno messi a disposizione software selezionati, come Erp o Crm, principalmente basati su Java, anche se non mancheranno altri prodotti open source, che ognuno potrà sviluppare e localizzare per arricchire la propria offerta. Un’altra area del sito sarà invece la vetrina delle soluzioni fra cui le Pmi nostrane potranno scegliere, certe di non dover pagare licenze e alti costi di sviluppo. All’iniziativa, che è nata in collaborazione con la direzione generale dei sistemi informativi del ministero dell’Istruzione, con il Tedis center della Venice International University e con il patrocino delle università di Torino e Trento, hanno già aderito alcuni partner che ben rappresentano la realtà italiana. Si va da società conosciute come Formula, che non metterà a disposizione per il momento il suo intero Erp ma alcuni componenti basati su Java, a start up come Mayking, impegnata nella localizzazione dell’Erp statunitense Compiere. Altro partner è Icteam, un system integrator specializzato in e-business che renderà disponibile la versione open di Psf, il loro prodotto per la creazione di portali web; Met Sogeda mette a disposizione le proprie competenze per implementare un progetto pilota; Sinapsi la soluzione di supporto alla forza vendita chiamata SalesOp; Tai il supporto al mantenimento e alla personalizzazione di Hipergate, piattaforma dedicata al lavoro collaborativo e al content managemente; WebSysco infine ha messo sul portale la suite J.net che copre le aree Erp, Crm e gestione documentale. Come si vede non si tratta di soluzioni banali perché si parte dall’assunto che piccola impresa non sia sinonimo di azienda semplice. Per i primi mesi il focus sarà tutto sullo sviluppo delle soluzioni e sul recruitment di nuovi partner. Mentre i mercati verticali presi principalmente in considerazione saranno la meccanica, il settore casa arredo e il tessile. Per Sun che sull’open source sta puntando molto il vantaggio è quello di creare un’ecosistema in grado di creare la domanda, così dopo Java e StarOffice ha deciso di rendere open anche l’ultima release di Solaris, il proprio sistema operativo Unix. Licenze gratis e interoperabilità con Linux, questi gli ingredienti del nuovo software, destinato a entrare nei grandi data center computerizzati, banche e uffici governativi. Solaris 10 è costato anni di sviluppo e 500 milioni di dollari in ricerca. Ci saranno più di 600 nuove funzionalità tra cui sistemi che isoleranno le applicazioni per proteggerle da eventuali errori; Dtrace, un sistema di diagnostica e analisi delle prestazioni; ZFS, un sistema per la gestione e la manutenzione del file system; un nuovo framework per la sicurezza e la crittografia. Questa mossa non dipende solo dall’amore per l’open source ma dalla volontà di riguadagnare terreno rispetto ai sistemi Gnu/Linux che negli ultimi anno hanno eroso quote di mercato. La possibilità di far girare i programi per Linux senza alcuna modifica né perdita di performance va proprio in questa direzione.