Lte di quarta generazione, Wind, Huawei e Sirti lanciano il progetto

Strategie
Maximo Ibarra, Wind

Sarà realizzata da Wind, in partnership con Huawei e Sirti, una rete di telefonia Lte di quarta generazione, in un piano dalla durata di cinque anni con un finanziamento di un miliardo di euro

Sarà realizzata da Wind, in partnership con Huawei e Sirti, una rete di telefonia Lte di quarta generazione, in un piano dalla durata di cinque anni con un finanziamento di un miliardo di euro. A Roma, Maximo Ibarra, amministratore delegato di Wind, con Roberto Loiola, vice president di Huwaei, e Stefano Lorenzi, amministratore delegato di Sirti hanno dettagliato l’investimento che avrà l’obiettivo di coprire l’intero territorio nazionale, con una rete 4g con velocità di 100 Mbit/s in download e 50 Mbit/s in updload. Un accordo che comprende la tecnologia per reti di telefonia Lte di quarta generazione,  fornitura di nuovi servizi di connettività, infrastruttura.

Maximo Ibarra, amminstratore delegato di Wind
Maximo Ibarra, amminstratore delegato di Wind

“Wind impiegherà un miliardo di euro – ha precisato Ibarra, somma che va ad aggiungersi all’investimento già sostenuto per l’acquisto delle frequenze Lte, con l’intento di rispondere alla crescente domanda di capacità legata al mondo Internet e al traffico dati mobile. I ricavi dell’azienda sono cresciuti nell’ultimo anno e la qualità della rete è un aspetto fondamentale per avere attrattività nei confronti dei clienti e delle aziende”. Da qui la scelta dei partner Wind: Sirti per la realizzazione delle Infrastrutture e Huwaei come partner per gli apparati di telecomunicazione.

Per Huawei, azienda giovane sul mercato italiano ma che ha già realizzato il 50% delle reti Lte a livello mondiale, è una grossa opportunità in ottica di partnership. “Questo accordo – precisa Loioladimostra il nostro impegno sul territorio italiano, per una azienda che ha visto crescere  il suo fatturato globale del 20% anno su anno, appoggiandosi anche ad alleanze importanti”. Lte segna una discontinuità rispetto al passato: si stima che se oggi siano 80 milioni i clienti Lte nel mondo, entro il 2016 dovrebbero essere 800 milioni: il numero dei consumatori aumenterà di dieci volte. L’investimento sulla rete Lte diventa così vincolante in tutti i Paesi, anche se sarebbe importante riuscire a portare la fibra anche “oltre” le città per contribuire a sanare il digital divide, forte piaga in particolare italiana.

Precisa Ibarra: “Questo accordo in ambito Lte per noi ha tre valenze: tecnologica, aziendale e a vantaggio dei clienti. Tecnologica per capacità e qualità della rete che andremo a realizzare. Aziendale perché ci permette di difendere posti di lavoro sia in Wind sia in Sirti, dando anche a Huawei l’opportunità di investire nel centro di ricerca e sviluppo di Milano. Per la clientela perché ci permette di ragionare sul servizio minimo garantito, un approccio diverso da quello dei nostri competitor, ma che per noi significa garantire schiettezza e trasparenza”.  Una significativa componente del rollout della rete sarà implementata grazie a soluzioni che sono state realizzate in Italia nel centro R&D di Huawei a Mialno, che studia tecnologie microwave.

Anche le ragioni per Sirti  riguardano  il modello innovativo della partnership che vede la collaborazione tra un vendor tecnologico internazionale e una azienda italiana di servizi radicata sul territorio,  entrambe con una relazione stretta con la clientela, per portare la rete 4G ovunque.  “In Italia non esiste un catasto delle infrastrutture – sottolinea Lorenzi – mentre Sirti ha conoscenza approfondita della fibra stesa sull’intero territorio, una mappa che ci permette di muoverci con agilità e competenza. La conoscenza capillare del territorio crea le condizioni per ottimizzare la rete di backhauling, consentendo la razionalizzazione dello sfruttamento delle infrastrutture esistenti e una ottima interconnessione dei siti radiomobili ”. Sirti vanta  25 sedi logistiche e tempi di rispetto degli Sla molto stringenti, oltra alla capacità di gestire e di controllare i processi. “Sirti – precisa  Lorenzi – intercetterà più della metà del miliardo di euro investito da Wind e questo ci permette di gestire un appalto importante che salverà posti di lavoro. Dai 1000 cassaintegrati di quest’anno si passerà a 500”. Lo scorso ottobre anche Wind aveva evitato la cessione di 1.700 dipendenti mantenendo interna le attività di gestione e manutenzione della rete, considerate strategiche per la propria efficienza.

La partnership tra le tre aziende è già operativa, anche se gli investimenti sul 4g più significativi partiranno con il prossimo anno. Intanto rimane aperto l’appello recentemente lanciato da Ibarra per la condivisione delle infrastrutture delle reti mobili, un appello che spinge la strategia di condivisione dei “tubi” per portare la fibra ovunque, creando sinergie tra gli operatori.  “Sarebbe una condivisione che non farebbe  venire meno la capacità di differenziazione delle offerte dei singoli operatori” conclude Ibarra. Ma al momento è solo un appello.

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