Luca Rossetti (CA Technologies), l’innovazione tecnologica è responsabilità del provider

Strategie
Luca Rossetti CA Technologies

Secondo CA Technologies, il cloud è una soluzione scalabile e flessibile che si adatta alle esigenze delle aziende, ma dove previsto spetta ai provider aggiornare l’infrastruttura per offrire il meglio ai clienti che pagano proprio per questo servizio

Se la grande azienda soffre poco meno della Pmi il contesto di crisi, la sfida di portare sul cloud le piccole imprese è di questi tempi un mpegno di portata non indifferente, ma rappresenta anche una sfida avvincente. Luca Rossetti, Senior Business Technology Architect per CA Technologies, sembra aver in mano la chiave per abilitare il business anche nelle piccole e medie realtà del nostro Paese e spiega: “Per le PMI i benefici del Cloud sono quantificabili in maniera positiva nella possibilità di mantenere le competenze di governance nell’organizzazione interna sfruttando il vantaggio di riduzione dei costi con l’impiego di una infrastruttura in modalità pay-per-use e a domanda variabile. Inoltre il cloud garantisce scalabilità immediata e la disponibilità di ambienti (e.g. di sviluppo o di test), tutto questo in maniera istantanea e senza richiedere investimenti di capitale, skills e hardware”.

Proprio su questi elementi dovrebbero essere misurati i criteri di selezione dei migliori servizi: la flessibilità e la possibilità di gestire e bilanciare le configurazioni in modalità self-service, la garanzia di mettere in sicurezza tutto l’ecosistema in cui i confini fra aziendale e pubblico si muovono dinamicamente, la scalabilità e la possibilità di ampliare le risorse e le operazioni di provisioning su misura, inoltre la garanzia e l’affidabilità di una operatività continua con servizi sempre online (business continuity). Ultimo e non meno importante è l’aspetto economico: un sistema informativo, nel livello infrastrutturale, comporta spese dovute alla manutenzione, agli aggiornamenti, all’alimentazione, al raffreddamento che incidono sui costi dovuti alle risorse impiegate (e.g. giorni uomo, consumo di energia).

Prosegue Luca Rossetti: “Se da una parte i budget contenuti rappresentano ormai la normalità per la dirigenza, la richiesta di innovazioni tecnologiche non è affatto in contrazione, anzi è in aumento. Le organizzazioni lamentano la lentezza con cui le innovazioni vengono introdotte sul mercato, il modo in cui le competenze e le risorse sono disallineate e separate e come questo impedisca l’innovazione. Allo stesso tempo, il 70-80% dei budget IT è ancora allocato alla manutenzione anziché a nuovi progetti, rendendo difficile reinvestire e allocare risorse e budget su nuove opportunità di crescita”.

Il fornitore cloud deve dunque garantire un livello di qualità del servizio contrattualmente stabilito ed espresso mediante SLA (Service Level Agreement). Il contratto deve contemplare in maniera precisa i livelli di servizio, la gestione dei guasti e dei periodi di inattività, i tempi di ripristino in accordo alle esigenze del cliente e il livello di protezione e sicurezza degli apparati tale da non permettere accessi non autorizzati. Ovviamente è compito delle aziende che fruiscono del servizio verificare attentamente che le condizioni contrattuali siano in linea con le proprie esigenze e con i requisiti concordati.

In generale, per tutti i modelli di deployment del cloud (privato, pubblico o ibrido), le problematiche che principalmente frenano l’adozione sono tre: privacy, sicurezza e problemi di connettività.

Ma con qualche importante precisazione su cui Rossetti tiene ai dettagli: “Per le società più piccole, oltre a quanto evidenziato prima, ci sarebbe innanzitutto un gap culturale: da una recente ricerca commissionata da Google, infatti, emerge che il 60% delle piccole e medie imprese italiane non è dotata di una propria funzione ICT interna; in aggiunta, le realtà meno strutturate sarebbero svantaggiate da un punto di vista di terms&conditions perché le condizioni presenti nei contratti devono essere lette e interpretate da personale interno qualificato in maniera da evidenziare in maniera chiara i rischi e le aspettative legate ai servizi”.

 

Luca Rossetti, Senior Business Technology Architect CA Technologies

In questo contesto le PMI potrebbero orientarsi verso fornitori di piccola o media taglia presumibilmente più disponibili a negoziare condizioni contrattuali eque; dall’altro, potrebbero trattare con i big affidandosi, per esempio, alle associazioni di categoria in modo da spuntare condizioni contrattuali migliori.

Con la modalità di Cloud Pubblica, in particolare, i reparti IT posso fruire immediatamente dei servizi software previa iscrizione e non hanno latenza operativa dovuta a implementazioni hardware e software. Inoltre, possono concentrarsi sui propri processi aziendali e sul core business poiché l’intera gestione dei sistemi è a carico del fornitore di servizi, che deve garantirne operatività e affidabilità. Anche l’innovazione tecnologica è diretta responsabilità del provider che è tenuto ad aggiornare software e l’hardware senza che le aziende clienti debbano investirvi.

Il cloud è dunque una soluzione scalabile e flessibile che si adatta alle esigenze delle aziende; ha una modalità di fruizione per gli utenti molto semplice e intuitiva che contribuisce anche all’abbattimento dei costi; permette l’accesso ai dati da remoto, mantenendo un adeguato livello di sicurezza e infine accentua il carattere di orientamento all’innovazione per chi la adotta.

Di fronte all’osservazione secondo la quale le organizzazioni sono sottoposte a pressioni continue affinché il ciclo di vita di sviluppo di un nuovo servizio IT avvenga nel giro di pochi giorni e non di mesi, Luca Rossetti entra nel dettaglio delle soluzioni SaaS di CA Technologies e spiega: “Possono aiutare le PMI a soddisfare e superare queste aspettative. La gestione dell’implementazione, della sicurezza, della manutenzione e delle prestazioni di servizi che hanno origine da fonti e da ambienti eterogenei tuttavia, resta uno dei problemi principali“. Che si tratti di erogare servizi a clienti esterni o a utenti interni, la gestione dei servizi dell’organizzazione richiede soluzioni progettate per questo specifico scopo, in grado di offrire flessibilità, scalabilità e controllo totale.

I benefici: “CA Technologies può aiutare PMI e Managed Service Providers a progettare applicazioni ed eseguirne la delivery nel giro di poche ore, semplicemente disegnando ciò cui hanno bisogno.Ricordando l’offerta SaaS spiegata precedentemente, CA può aiutare clienti e partner a proteggere le identità e gli accessi nei vari ambienti, all’interno e all’esterno del firewall. Le soluzioni di CA offrono visibilità sull’esperienza reale degli utenti dei servizi cloud, consentendo inoltre di tenere traccia dell’utilizzo e dei livelli di servizio per eseguire il chargeback in modo più efficiente e superare così le aspettative“.

 

Oltre a Nimsoft Service Desk e Monitoring, disegnati per un segmento di PMI e MSP, una menzione particolare in questa porzione di mercato riguarda sicuramente CA Clarity PPM On Demand Essentials per 50 utenti (CODE 50).

CODE 50 è una soluzione Software-as-a-Service (SaaS) di facile implementazione che mette a disposizione una gestione centralizzata di progetti e risorse, permettendo nel contempo un monitoraggio completo di costi e tempi. Grazie a questa soluzione sono disponibili, in tempi rapidi, tutte le principali funzionalità PPM.

 

– Per conoscere la prospettiva sul cloud computing per le grandi aziende leggi anche lo SPECIALE CLOUD di TechWeekEurope.

– Per conoscere la prospettiva sul Cloud computing per le piccole e media imprese, leggi anche lo SPECIALE CLOUD di ITespresso

Sei un esperto di cloud computing? Mettiti alla prova, rispondi al nostro QUIZ

 

Autore: Redazione
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore