M. Papini (Acronis): la tecnologia corre tra Bacon e Forrest Gump

Strategie

Ritratti 4.0 – Mauro Papini è il responsabile per Acronis della region Sud Europa, Mediterraneo e Medio Oriente. Ama l’onestà intellettuale e detesta gli egoisti

All’inizio era Ingegneria Gestionale, poi l’Informatica è entrata nelle sue corde,  Mauro Papini, country manager per l’Italia di Acronis, trova affascinanti le nanotecnologie e crede che le tecnologie dei materiali possano fare ancora passi da gigante. ChannelBiz ha realizzato il Ritratto 4.0.

Chi è…Mauro Papini?
Sono il responsabile per Acronis della region Sud Europa, Mediterraneo e Medio Oriente.
In realtà ho cominciato a lavorare in Acronis come Account Manager, per cui andavo da clienti e partner, per proporre le nostre soluzioni. Ormai 9 anni fa. Le cose hanno funzionato poiché alla mia presenza si è aggiunta quella di altri colleghi, abbiamo avviato la filiale e a poco a poco abbiamo assunto la responsabilità su altri mercati. Sicuramente sono stato fortunato. Ma è anche vero che ho lavorato duramente. E la start-up è stata avviata nel peggior momento possibile.

Qual è stato il suo percorso di studi?
Scientifici. Ho sempre preferito quel tipo di materie alle altre, anche se poi ero probabilmente più portato a quelle umanistiche. Dopo il liceo mi sono iscritto a Ingegneria Gestionale, perché mi sembrava offrire più sbocchi, e non avevo le idee molto chiare. Poi mi sono orientato all’informatica per interesse, infilando nel corso di studi tutti gli esempi possibili attinenti al tema. Ho chiuso con una tesi sugli “Application Service Provider”, che all’epoca era solo una buona idea. La cosa interessante è che finalmente 20 anni dopo, con queste realtà ci lavoro.

Mauro Papini
Mauro Papini

Che tipo di adolescente era?
Ero abbastanza introverso, e non certo uno che spiccava nel gruppo per loquacità. Tuttavia avevo la fortuna di riuscire piuttosto bene in tutto, per cui ero raramente fuori contesto. Insomma avevo parecchi amici. Avevo una cultura abbastanza enciclopedica, perché ho cominciato a leggere di tutto e presto ed ho continuato a ritmi che ora definirei impressionanti. Questo mi è servito molto. MI serve tuttora, anche se ormai non ho molto tempo da dedicare a queste cose.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Mi interessava l’informatica. I computer in generale per come possono interessare a un ragazzino.
Poi ho approfondito un po’ a livello universitario. Mi sono appassionato a Linux e a quel mondo. In sostanza prima di finire l’università avevo già un lavoro. Ho cominciato come sales engineer, e comunque non ho mai avuto un profilo puramente tecnico.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Quando le cose sono andate bene, lo hanno fatto perché c’è stato parecchio lavoro dietro. Tanto. Direi che sono stato molto tenace nel sopportare momenti duri. Sono stato perseverante, anche quando sopra la mia testa le strategie andavano in altre direzioni. Che non erano quelle giuste.

Qual è il suo rapporto con la tecnologia?
Direi ottimo, ma ultimamente ho perso il filo. Le cose avvengono cosi velocemente che non riesci a stargli dietro. Per cui conto sui miei figli che da grandi mi faranno da interprete.

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
Il telefono. Questo vale per tutti. Lo diamo per scontato, ma è la sintesi degli ultimi di 40 anni di innovazione.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Pochi minuti la mattina, mentre la sera un pò di più, quando la mia famiglia dorme. Ma va a periodi.

Cosa ne pensa del rapporto IoT e sicurezza?

Mauro Papini
Mauro Papini

Penso che sia un tema centrale. Ma si fa anche molto allarmismo solo per catturare interesse. Sarebbe meglio concentrarsi sulle opportunità che offre. Il resto è tutto gestibile.

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Il mio lavoro.

Quali sono i suoi hobby?
Mi piace leggere come dicevo. E andare in montagna: ho ripreso ad allenarmi allo scopo, perché spero di tornare in alta quota, come quando ero ragazzo. Ho anche ripreso il tennis dopo anni di abbandono. E poi mi piace stare con i miei figli.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
L’onestà, che pare stia diventando merce rara. Anche e soprattutto quella intellettuale. Detesto i caratteri egoistici delle personalità. Coloro che sono dominati dal proprio “particulare” per dirla con il Guicciardini.

Direbbe grazie a…e perché?
Ai miei genitori, perché mi hanno dato la vita, mi hanno in messo in condizioni di averne una bellissima, e non mi hanno mai fatto mancare il supporto. Non sarò mai in grado di ripagare il debito. E’ troppo alto.

A chi chiederebbe scusa e perché?
A coloro che ho ferito in qualche modo, soprattutto senza averne una coscienza. A volte si è cosi distratti e presi dalle proprie cose, da ignorare gli altri. E a tutti coloro ai quali ho sottratto il mio tempo, quando ne avevano bisogno.

Mauro Papini
Mauro Papini

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Vista la stagione, direi un bel piatto di pizzoccheri valtellinesi.

Se fosse un quadro?
Mi piacciono molto i quadri di Francis Bacon, anche se possono essere inquietanti.

Se fosse un film?
Forrest Gump.

Se fosse una stagione?
L’autunno.

Se fosse una tecnologia?
Trovo affascinanti le nanotecnologie, e credo che le tecnologie dei materiali possano fare ancora passi da gigante. Per cui direi Nanotubi di carbonio.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
Prima di iscrivermi a ingegneria, ero andato a quello che adesso si chiamerebbe Open Day, per la facoltà di medicina. In sintesi ci dissero di lasciare perdere. Tanto non avremmo avuto opportunità. Pazzesco. In un paese normale adesso sarei un medico. E credo sarei stato un buon medico.

Se avesse una bacchetta magica…
Cercherei di andare 100 anni nel futuro a vedere come si vivrà. Se pensiamo a come andavano le cose 100 anni fa, e come siamo ora, credo vedrei cose fantastiche.

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