MacBook Pro con Retina display, aggiornamenti in arrivo

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Se Windows 8 con la nuova interfaccia non soddisfa pienamente le vostre esigenze di produttività, l’alternativa c’è, migliore, ma anche più costosa. MacBook Pro con Retina Display rappresenta lo stato dell’arte che coniuga semplicità, efficienza e ergonomia

A breve Apple dovrebbe aggiornare la propria collezione MacBook Pro, MacBook Air e arriveranno anche i nuovi MacPro.

L’appuntamento è per giugno, alla WWDC 2013, un’occasione in cui i più appassionati possono gustarsi le novità della Mela, ma anche una data da considerare perché nell’Apple Store non si trovano solo i prodotti di ultimo grido, ma anche i ‘ricondizionati’ ed è possibile così acquistare sia prodotti di ultima generazione, che di quella appena precedente, a prezzi più che vantaggiosi. Non c’è occasione migliore per decidere quale sarà il proprio notebook dando un’occhiata anche a questo mercato, proprio subito dopo gli annunci che saranno fatti a giugno.

Il motivo è presto detto:  i MacBook Pro sono  un punto di riferimento per qualità costruttiva e usability, sia per i fedeli di Apple, sia per chi proviene dal mondo Windows. Entrambe le categorie di utenti rimangono incantati da Retina display e dalla qualità costruttiva complessiva dei sistemi Apple. I primi  (coloro che lavorano già con un Mac) apprezzeranno, in più, una dotazione di porte semplice, ma in grado di soddisfare ogni bisogno e i secondi impareranno velocemente che lavorare con i propri programmi Windows, ma su un Mac, eventualmente ancora con Windows 7 (se proprio è necessario) è tutt’altro che complicato.

La nostra esperienza personale ci suggerisce che, nel tempo, è davvero difficile non apprezzare le possibilità in più offerte dal Mac, con una macchina che dal punto di vista del design e della configurazione non ha nulla da invidiare ai migliori notebook con Windows e un sistema operativo che chiede solo di essere conosciuto a fondo per essere alla fine preferito, certamente rispetto a Windows 8 così come è ora, almeno per lavorare.

MacBook Pro interfacce
Le interfacce su Apple MacBook Pro Retina Display

MacBook Pro, la nostra configurazione

Per la nostra prova abbiamo scelto MacBook Pro con processore Intel Core i7 a 2,6 GHz, 8 Gbyte di Ram DDR3 a 1,6 GHz, con grafica Intel HD 4000 (512 Mbyte di memoria dedicata) e Nvidia GeForce GT 650M con 1 Gbyte di memoria. Non abbiamo badato a spese nel comparto storage scegliendo un disco SSD da 512 Gbyte. Dove abbiamo ‘risparmiato’ (poco in verità)? Non abbiamo scelto il processore a 2,8 GHz che costa 350 euro in più, per picchi di potenza di cui non avevamo bisogno; ci siamo limitati alla dotazione con 8 Gbyte di Ram, aspettando a espandere il notebook fino a 16 Gbyte,  e – pur con 300 euro di spesa supplementare – ci siamo accontentati di SSD da 512 Gbyte, rispetto a SSD da 768 Gbyte  (perché 256 Gbyte per 400 euro di differenza ci sono sembrati oggettivamente troppi). Una macchina così, lo diciamo subito, non si traduce in una spesa di poco conto. Si tratta di tirare fuori dal portafoglio oltre 2.600 euro. Ed è anche per questo che consigliamo sempre di curiosare nel mercato dei ricondizionati, macchine perfette, controllate e in garanzia, ma semplicemente non fresche di fabbrica.

Il nostro MacBook Pro ovviamente ha di serie come gli altri una presa Hdmi, doppia Usb 3.0, doppia Thunderbolt, presa di alimentazione MagSafe-2  lettore di schedine di memoria SDXC e presa unica per cuffie e microfono. Non c’è il lettore ottico, e nello store non è mai proposto un Blu-ray, consigliamo però l’acquisto di qualche adattatore. Il primo di essi è certamente quello Thunderbolt/Ethernet oppure Usb/Ethernet, il secondo che consigliamo solo agli utenti Mac è un FireWire/Thunderbolt.

La prima esperienza con il Mac Display Retina è influenzata fortemente dalla risoluzione 2.880×1.800 a 220 pixel, ma vogliamo segnalare che per tutte le applicazioni non adeguate a Retina Display si possono sfruttare anche le risoluzioni scalate 1.920×1.200, 1.680×1.050 e 1.280×800. In alcuni di questi casi il desktop chiaramente sembra ancora più ampio, ma i caratteri in alcuni casi saranno al limite della leggibilità.

MacBook Pro mantiene un peso intorno ai 2 Kg con dimensioni compatte di 1,8×35,8×24,7 cm. Per questo si propone come macchina molto potente, adeguata sia come notebook unico da scrivania, sia per le trasferte. Per certi aspetti concorrenziale anche a MacBook Air, magari non con questa diagonale da 15 pollici. Questo anche grazie a una batteria che non delude, per circa 6 ore di utilizzo effettivo, con tastiera retroilluminata e un buon comparto audio.

MacBook Pro, esperienza d’uso e ergonomia

Gli Ultrabook con Windows vantano tra i propri pregi quello del riavvio immediato del sistema alla riapertura del guscio, e per esperienza ci sentiamo di dire che è difficile trovare modelli in grado di farlo più velocemente di quanto è possibile con un MacBook Pro configurato come il nostro in esame, tanto che c’è anche chi decide proprio di non spegnerlo mai, ma semplicemente di chiuderlo e aprirlo all’occorrenza.

In effetti è un’abitudine che si prende facilmente. Così come è facile familiarizzare con le gesture sul touchpad, ancora tra i migliori in assoluto, che permettono di accedere alla vista che contiene tutte le proprie applicazioni in modo veloce, se proprio non si vogliono utilizzare i tasti dedicati sulla tastiera retroilluminata (F3 e F4).

Chi proviene dal mondo Windows troverà comodo personalizzare lo sfondo in modo che andando con il puntatore agli angoli possano essere visualizzati – per esempio – il desktop libero dalle applicazioni aperte, e le applicazioni da lanciare. E’ una delle possibilità offerte da Impostazioni/Scrivania e Salvaschermo/Angoli Attivi. Tuttavia, chi è abituato a Windows 7 rimarrà anche inizialmente stupito da tre cose:

1. E’ praticamente impossibile visualizzare il nome completo di un file salvato sul desktop (se si usano le icone piccole), se non passando il puntatore sopra il campo relativo;

2. Mentre installare software è semplicissimo resta ancora oggi più complesso essere sicuri di disinstallarli mantenendo il sistema pulito;

3. In ultimo, non esiste un comando diretto per rinominare gruppi di file in batch , se non procedendo con Automator o con soluzioni di terze parti.

In verità per gli ultimi due problemi le soluzioni sono davvero a portata di mano: nel primo caso ci ha soddisfatto CleanMyMac 2 e per il secondo scopo abbiamo scelto NameMangler.

L’utente Windows non troverà altre particolari difficoltà, e per quanto riguarda il software si accorgerà che le soluzioni cloud hanno ancora più ridotto le distanze di disponibilità software. Anche Office Cloud 365, per esempio, è proposto per piattaforma Mac. Non solo, più si utilizza Mac Os Mountain Lion (versione 10.8.3 è la più recente), più ci si rende conto che a tutti i bisogni c’è una soluzione, magari è sufficiente cambiare un pochino il modo di pensare e pensarlo in modo più semplice.

Il problema della spesa più elevata rispetto alla proposta con Windows, resta un problema. Nel tempo la scelta di spendere inizialmente di più sarà sempre più considerata una scelta premiante, con un vero risparmio sui tempi di produttività. Sul breve periodo e in tempi di crisi l’ostacolo della spesa è reale e da considerare. Apple è tra i pochissimi vendor a proporre poche macchine, in pratica vere workstation con a bordo software e hardware nati per lavorare insieme, con materiali di valore, e quindi anche particolarmente più robuste della media delle proposte. La mancanza di un laptop touchscreen a nostro avviso non è per nulla una lacuna, anzi, rappresenta certo rispetto a Windows 8 una vera semplificazione.

Windows 8 stenta a entrare in azienda, perché ha voluto proporre un dualismo d’utilizzo di cui non si sentiva per nulla il bisogno. Ora, con Windows Blue, Redmond potrebbe risolvere parte dei guai che gli addetti del settore avevano segnalato già ai tempi delle prime Build, del tutto inascoltati. Intanto il sistema di Apple, che di per sé è certamente più chiuso, permette velocità di esecuzione in tanti ambiti decisamente più elevata, con il riconoscimento dell’hardware in genere molto meno farraginoso, rispetto a un Ultrabook con Windows. Se si tratta di semplificarsi la vita, attualmente la proposta di Apple con i suoi Mac e Mac Os è certo più convincente di Windows 8.

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