Marketing e Web, il futuro è dei tablet

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I tablet sono i veri protagonisti del 2010: apripista per editori, sviluppatori e operatori di settore alla ricerca di nuove opportunità di business. Ma come convincere gli utenti a pagare per i contenuti? Al marketing la risposta più difficile…

Quando Steve Jobs svelò al mondo iPad, il pubblico si divise tra chi vedeva nel tablet un dispositivo “incompiuto”, una via di mezzo non necessaria e poco duttile e chi invece esaltava l’originalità del nuovo formato e già ne vedeva le potenzialità. Al solito la verità probabilmente sta nel mezzo, ma un dato è certo: come già in passato, Apple ha aperto la strada e tutti gli altri le sono andati dietro con prodotti simili. Ma il mercato come ha risposto? La popolarità dei tablet è andata crescendo nel corso dell’anno fino a farne il vero protagonista del 2010, con prospettive di crescita anche per il prossimo anno. Non tanto per il prodotto in sè, quanto per l’indotto che ha visto e vede tuttora nei tablet una possibile fonte di ricavo: dalle case editrici agli sviluppatori di app, dai distributori ai produttori di accessoristica.

L’esperienza sul Web, dopo essere passata dal computer agli smartphone, ha trovato una fruizione ideale nei tablet soprattutto per la innata mobilità dei dispositivi, ma anche per la facilità d’uso che li ha resi davvero alla portata di tutti. Forse non di tutte le tasche però, perchè restano oggetti di fascia alta, che lo stato di crisi dal quale ancora non siamo usciti sicuramente penalizza. E se a questo si aggiunge anche il tentativo di rendere disponibili contenuti a pagamento, la situazione si complica ulteriormente; gli utenti del Web sanno che la Rete trae la sua forza maggiore dalla gratuità delle informazioni e il fatto di dover pagare per avere ciò che altri regalano è qualcosa che difficilmente verrà accettato. La sfida è aperta, ma rischia di lasciare sul campo nomi eccellenti, Rupert Murdoch su tutti. Gli utenti sembrano disposti a pagare per contenuti di qualità, ma solo sui media tradizionali, ovvero la carta stampata, non sull’on line.

Apple iPad ha aperto la strada dei tablet: il futuro è nei loro… touchscreen

Ed è proprio il mondo dell’editoria che guarda con maggiore interesse ai tablet, che tuttavia da soli non potranno risollevare un settore in grave sofferenza negli ultimi anni: purtroppo non basta la qualità dei contenuti offerti per sancirne il successo, ma bisogna trovare la via giusta per comunicarli e diffonderli. I tablet, da questo punto di vista, sono una opportunità e non un obiettivo: non basta “esserci” con una propria app, ma bisogna saper attirare il pubblico, coinvolgerlo e convincerlo che vale la pena pagare per i propri contenuti. La sfida si gioca su questo terreno

In questo senso è interessante il parallelo con i social network: quando ci fu il boom di Facebook, molte aziende hanno pensato che fosse sufficiente avere un proprio profilo, fare “raccolta” di iscritti e pubblicizzare i propri prodotti per fare business: ma sul Web non funziona così e molti se ne sono accorti a proprie spese. L’utente vuole sentirsi coinvolto, vuole partecipare, vuole essere comunque protagonista: è la regola aurea del Web 2.0 e vale anche per le app sviluppate per i tablet.

Samsung Galaxy Tab è la risposta del produttore coreano all’iPad di Apple

Da questo punto di vista i tablet sono, come dicevamo, un’opportunità da sfruttare e al tempo stesso un ulteriore canale per il marketing per veicolare messaggi pubblicitari: immagini e video, testi interattivi e musica tutto in un unico dispositivo che l’utente porta sempre con sè.

Bruno Degradi, Country Manager Italia di DAY Software

I tablet dimostrano come I media digitali possono offrire l’esperienza personalizzata e ottimizzata che i media tradizionali non sono in grado di offrire – afferma Bruno Degradi, Country Manager Italia di DAY Software, azienda specializzata in applicazioni Web 2.0 e content infrastructure –. Mentre la tangibilità della carta stampata è qualcosa che non potrà mai essere replicata dai media digitali, i tablet danno alle aziende la potenzialità di offrire ai consumatori qualcosa in più e di stimolare il pagamento dei contenuti digitali. Come risultato, i tablet rappresentano il catalizzatore del cambiamento verso l’equilibrio tra la carta stampata e l’online, dove entrambi possono coesistere, essere complementari e perfezionarsi“.

Guarda la video prova di Samsung Galaxy Tab e quella di Apple iPad 3G.