Mercato digitale: tablet sempre più enterprise e cloud pigliatutto

Mercato
Agostino Santoni Cisco
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Assinform e NetConsulting cube spiegano l’andamento del mercato digitale nel primo semestre 2016 e le tendenze per l’anno in corso e sul futuro a breve. I tablet entrano in azienda facendo concorrenza ad altri device mobili e sul software middleware forte concorrenza dei servizi cloud e di outsourcing infrastrutturale

Apertura del mercato enterprise ai tablet che iniziano a fare concorrenza agli altri strumenti mobili; sul fronte del mercato del software, la componente middleware e la business intelligence sono risucchiate nei servizi in cloud, erodendo quindi la componente precedentemente acquistata in licenza. Propensione crescente delle aziende ad acquisire servizi esternalizzati e quindi che vanno a sostituire una spesa per progettualità consulenze interne alle aziende. Sono queste alcune delle prime considerazioni fornite da Giancarlo Capitani, presidente di NetConsulting cube, relative all’andamento del mercato digitale nel primo semestre 2016, rilasciate durante la presentazione presso la sede di Assinform. Sebbene, il mercato digitale abbia realizzato un +1,2% nel periodo in esame, facendo sperare che entro la fine dell’anno si possa vedere un incremento più consistente, relativamente all’andamento delle vendite di Pc e server, Capitani sottolinea come ci sia stato un incremento nelle vendite tra il primo semestre 2015 e lo stesso periodo del 2016, che ha ricevuto un impulso aggiuntivo alla crescita dei server grazie alla realizzazione di nuovi Data center, così come ci sia stato un decremento dei Pc in termini di unità ma aumento in termini di valore, grazie alle configurazioni più performanti dei sistemi; un calo invece per i Pc mobili che hanno subito la concorrenza di tablet professionali configurati per un utilizzo laptop.

Giancarlo Capitani
Giancarlo Capitani

Il mercato dei dispositivi ha comunque dato segno di tenuta, grazie alle componenti più marcatamente infrastrutturali e agli smartphone (1.570 milioni, + 9,8%), che sono nelle mani del 65% degli italiani e che nel semestre hanno generato un traffico dati su rete mobile in crescita del 52,7%. È calata la componente PC (-8% in volumi), ma non nella fascia dei PC server, che sono cresciuti, sempre in volumi, del 10,3%, a riprova della trasformazione in atto nelle aziende e del continuo potenziamento dei data center, appunto. Sul fronte Software, Capitani fa notare come la componente middleware passa a segno negativo (-0,3%) dovuto alla trasformazione in cloud di precedenti pacchetti acquistati in licenza. Anzi, Capitani afferma proprio che “Middleware e business intelligence vengono risucchiati nei servizi in cloud”.

Per quanto riguarda il software applicativo, Capitani associa la crescita del +7,1% a due importanti fattori: piattaforme per la gestione web (+15,2%) e IoT (per il manufacturing, l’energy management, l’automotive, ecc., +16,4% a 815 milioni). Il comparto del software e delle soluzioni Ict, già in ripresa da due anni e legato più di ogni altro all’innovazione, ha mostrato nell’insieme ancora più brio, raggiungendo a metà anno 2.863 milioni di euro (+4,8%). Anche qui è evidente il segno della trasformazione in atto. E’ infatti cresciuto bene software applicativo, mentre le soluzioni applicative tradizionali (-0,2% a 1.060 milioni) sono risultate sostanzialmente stabili. Hanno frenato il software di sistema (-0,4% a 246 milioni) e anche il middleware (583 milioni, -03% contro il +2,6% dei primi 6 mesi dell’anno scorso), ma non per carenza di domanda, quanto piuttosto per la migrazione di buona parte di essa negli ambiti del cloud e dell’outsourcing infrastrutturale. Iot_shutterstock_319912157
Capitani afferma che vi è una “propensione crescente delle aziende di acquisire servizi dall’esterno e quindi sostituire la spesa per progettualità con consulenze all’esterno. Ecco perché data center e cloud molto positivi, meno per consulenza, e con un aspetto dominante negli acquisiti delle imprese”. Sul fronte smartphone, Capitani afferma che sono diventati lo strumento fondamentale di accesso ad applicazioni e servizi in mobilità e, nel 2016 la stima è che saranno venduti 15 milioni in termini di unità.

Le previsioni per il 2016 e i trend
Capitali parla di sentiment, ossia di grado di percezione a livello emotivo sulle prospettive da parte delle imprese e, in Italia e Spagna, questo è calante. “Secondo gli indicatori Istat – continua Capitani – nei prossimi due trimestri si parla di decrescita o minor crescita, sia per effetto Brexit, sia per le elezioni americane, ma, sul barometro congiunturale di banda in Italia, le imprese mantengono una prospettiva di stabilità negli investimenti. Il mercato digitale – continua – diventa anticiclico e non segue più le onde cicliche dell’economia, diventando resiliente, quindi non solo esce dalla negatività, ma cresce”.

Su Industry 4.0, Capitani pone speranza, sia come fatto importante nel semestre, anche se pone sul piatto tre punti non trascurabili. “Il programma di politica industriale sarà efficace solo a condizione che i 13 miliardi di euro promessi per i prossimi anni siano inclusi del Def del governo, che vengano ridefiniti i parametri degli oggetti su cui fare iper o superammortamento perché non vorremmo che gli investimenti innovativi riguardino solo hardware avanzato come i robot, perchè in Italia c’è una filiera, quella delle piccole medie imprese che rischierebbero di essere tagliate fuori e, terza condizione la velocità. C’è il sospetto che molte aziende stiano rallentando i percorsi di investimento pianificati in attesa dell’entrata in vigore del decreto, proprio per beneficiare degli iper o superammortamenti”, conclude Capitani.Agostino Santoni
Attenzione particolare meritano l’Iot e il cloud”, ha aggiunto Agostino Santoni, presidente Assinform. “L’Iot è quanto di più potente ci possa essere per innestare le potenzialità del digitale in quelle degli altri settori chiave del made in Italy, innovandone prodotti, servizi e filiere, e offrendo spazi molto promettenti ai progetti di digitalizzazione diffusa in chiave Industria 4.0. E questo mentre i servizi di Data Center e del cloud computing danno conto di mutazioni importanti, sia sul fronte della domanda, per la facilità di accesso a capacità Ict senza investire in immobilizzazioni, che su quello dell’offerta ove l’accento si va spostando sulla capacità di fornire funzionalità anziché asset”.

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