Mercatone Uno deve chiudere almeno metà dei suoi punti vendita

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Il 5 febbraio 2015 si è tenuto un incontro tra Mercatone Uno e i sindacati per discutere delle difficoltà aziendali. La società ha spiegato che, ai fini del risanamento intrapreso, dovrà chiudere i negozi in perdita, che sono circa la metà. Interesse da parte di investitori industriali e fondi di investimento

Mercatone Uno deve chiudere almeno la metà dei suoi punti vendita sul territorio per poter proseguire nell’azione di risanamento. Secondo una nota della società, è questo il numero dei negozi “che non si sostengono economicamente“. Sempre ai fini di un rilancio, è necessario l’intervento di un investitore che supporti e dia continuità ai piani in corso di definizione.

Il 5 febbraio si è tenuto un incontro tra l’azienda e i sindacati per la grave situazione di difficoltà della società. Qualche settimana fa Mercatone Uno, per scongiurare il fallimento, aveva presentato al Tribunale di Bologna la domanda prenotativa di ammissione alla procedura di concordato preventivo.
Scelta imposta dalla crisi e dal perdurare di un continuo calo dei consumi, spiegava una nota della società, specie nel campo dei beni durevoli, che ha portato a un costante calo del fatturato della società, dalla ripresa autunnale delle attività. MercatoneUno_pdv

Complice di questa situazione negativa, anche la deflazione sul livello generale dei prezzi, sempre più bassi, e sempre più a danno delle marginalità del gruppo. Ora si aprono diversi punti interrogativi, specie sui 3.700 dipendenti del gruppo, presente da quasi 40 anni sul mercato, e che conta oggi 79 punti vendita per un bacino di clientela che sfiora i quasi 11 milioni di clienti.

Durante l’incontro con le organizzazioni sindacali, Mercatone Uno ha illustrato la complessa situazione economica e ha spiegato che per l’azione di risanamento “si rende necessaria una ridefinizione del numero dei punti vendita che non si sostengono economicamente che potrebbero essere circa la metà della rete attuale”.

Non sembra esserci via d’uscita per poter continuare il perscorso di risanamento intrapreso e l’attuazione del relativo piano industriale. La nota sostiene che azienda e sindacato “hanno condiviso l’importanza della salvaguardia dei livelli occupazionali e dei trattamenti in genere dei lavoratori”. La trattativa e gli incontri non finiranno a breve infatti è già stato programmato un incontro per il 16 febbraio prossimo.retail@shutterstock

Ma veniamo al capitolo ‘nuovo investitore’. A gennaio si parlava di “trattative in corso con potenziali investitori interessati”, nella nota odierna l’azienda ha ribadito alle parti sindacali che sono già pervenute “diverse manifestazioni di interesse da parte di investitori industriali e di fondi dinvestimento italiani ed esteri che saranno oggetto di attenta valutazione nelle prossime settimane”.

Insomma, per Mercatone Uno si prospetta un 2015 carico di sacrifici.

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