Mercatone Uno, entro il 15 giugno chiudono 35 punti vendita

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Dopo l’incontro tra le parti del 27 maggio 2015 è stata preannunciata la sospensione temporanea delle attività di circa 35 punti vendita e l’adozione della cassa integrazione straordinaria per i lavoratori dei Mercatone Uno coinvolti

Entro il 15 giugno 2015 saranno sospesi temporaneamente (di fatto saranno chiusi) 35 punti vendita Mercatone Uno e si darà il via alla procedura di cassa integrativa straordinaria per i lavoratori coinvolti in questa sospensione. Questa decisione è emersa durante l’ultimo incontro, che si è tenuto il 27 maggio scorso presso il Ministero dello sviluppo economico, con le organizzazioni sindacali e i commissari straordinari, nominati dallo stesso ministero nell’ambito della procedura di amministrazione straordinaria, avviata lo scorso 7 aprile 2015, e riguarda sei delle società che fanno capo al Gruppo Mercatone Uno. retail, negozi, punti vendita@shutterstock

Già l’11 maggio 2015 si era già svolto un altro incontro precedente presso il Ministero del lavoro, durante il quale era stato sottoscritto l’accordo per la concessione della cassa integrazione straordinaria agli oltre 3 mila dipendenti della società M. Business, che gestisce 78 punti vendita dell’insegna Mercatone Uno sul territorio italiano.

Dunque, tirando le fila del discorso, la situazione si complica ulteriormente. Già in passato si faceva cenno alla necessità di chiudere i punti vendita economicamente insostenibili, a causa della profonda crisi finanziaria mentre oggi ci sono altri punti vendita che dovranno ‘temporaneamente sospendersi’ in attesa che qualcosa di positivo possa accadere.

L’evoluzione che dovrebbe portare un po’ di ossigeno alle casse del Gruppo si chiama nuovo investitore e, fino a poche settimane fa, sembrava che dietro l’angolo ci fosse un interessato, ma a oggi tutto tace, anche se una frase contenuta nel comunicato della società, fa pensare che entro la fine del 2015 qualcosa possa succedere. meeting, difficoltà, problemi, crisi, discussione, decisione@shutterstockLa frase in questione recita così: “I commissari, tuttavia, ritengono che, subordinatamente all’auspicato reperimento delle necessarie risorse finanziarie, possa riattivarsi, entro la fine del corrente anno, una consistente parte dei punti vendita che verranno sospesi e ritrovare così un equilibrio di cassa tale da consentire una gestione economica degli stessi”. L’auspicata cessazione della sospensione dei negozi, entro la fine dell’anno, fa pensare che entro questo termine si possa chiudere una trattativa che porti la famigerata boccata d’ossigeno.

In ogni caso, la situazione si fa pesante, la crisi di liquidità è sempre più pesante, ma la nota della società chiude con un impegno. Il collegio commissariale vuole mettere in atto tutte le iniziative per garantire la continuità del Gruppo, lavorando alla salvaguardia dei livelli occupazionali. Su questo punto, solo i giorni a seguire potranno dire come stanno veramente le cose.

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