Microsoft contro Linux

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Prezzi ridotti per contrastare l’avanzata del sistema open source. Tutto regolare o vendite sottocosto, illegali in Europa?

Secondo quanto riporta il quotidiano International Herald Tribune, Microsoft si sta cacciando in un percorso pericoloso per cercare di vendere i suoi prodotti a un prezzo concorrenziale, rispetto a quelli di Linux, e accaparrarsi così cospicui contratti pubblici. In una relazione interna, scritta la primavera passata e arrivata nelle mani del giornale, Orlando Ayala, dirigente delle vendite in Microsoft, aveva tracciato le strategie per mantenere la posizione leader come fornitore di desktop software.”In nessun caso – afferma nella nota – cederemo spazio a Linux”. Nella relazione si focalizza l’attenzione sui mercati del Medio Oriente, della Cina, dell’Africa e dell’India. La strategia Microsoft punta a offrire sconti particolari a quanti abbandoneranno Linux. Jim Deslerft, portavoce della multinazionale americana, ha aggiunto che nei mercati citati, l’azione di Microsoft è una risposta all’abbassamento dei prezzi già in atto. In realtà la riduzione dei prezzi ventilata da Ayala ha attirato l’attenzione delle autorità preposte alla salvaguardia della correttezza del mercato, che potrebbero ravvisare una sorta di dumping, vietata dalle leggi europee. Microsoft risponde a questi dubbi affermando che, sebbene non del tutto ortodosso, il suo ribasso rientra in quanto consentito dalle leggi.