Microsoft, nella PA si va con l’ecosistema dei partner

News
Roma@shutterstock

Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia, ribadisce che anche nella PA sono i partner a portare avanti i progetti per una trasformazione digitale concreta

“La trasformazione digitale non può essere fine a se stessa  deve portare crescita economica e sociale, e questa è possibile sono se si trasforma la Pubblica Amministrazione”.  E’ Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Pubblica Amministrazione di Microsoft Italia,  che sottoliena l’importanza delle partnership tra pubblico e privato per innescare un processo di trasformazinoe digitale anche nelle aziende pubbliche. Un percorso da fare  con l’ecosistema dei partner, i 9.000 presenti nel Microsoft Partner Network, “con i quali misuriamo la nostra presenza sul mercato”.   Non ultimo quello legato al mondo dell’education, dove l’interno è dare un contributo significativo alla crescita di cittadini con iniziative mirate.

L’occasione per intervistare Moreschini è il Forum PA che si è appena tenuto a Roma, dove emerge che l‘Italia è al 25esimo  posto nel ranking dei 29 Paesi europei secondo i dati  dell’ultimo Digital Economy and Society Index. “Un dato allarmante che mostra quanto sia necessario intervenire al più presto” precisa Moreschini, sottolineando le questioni aperte: i ritardi da sanare, le opportunità legate alla dematerializzazione , i nuovi modelli operativi e i servizi a vantaggio del cittadino. “Ecco perché è fondamentale promuovere una partnership tra pubblico e privato per supportare la PA nel proprio cammino di digitalizzazione e aiutarla a trasformare i modelli operativi e i servizi facendo leva sulle nuove tecnologie cloud. È chiaro che la PA ha un ruolo chiave nel farsi interprete di questo percorso di trasformazione digitale che porta benefici all’intero Paese, dal momento che esiste una stretta correlazione tra livello di digitalizzazione di una nazione e crescita economica e sociale”. 
Tranquillizza un dato: il 66% delle amministrazioni pubbliche oggi ha già in qualche misura adottato delle soluzioni cloud e questo denota effervescenza e voglia di innovazione. “L’importante è convogliare queste dinamiche e creare dei meccanismi per non lasciare isolate le singole inziative” precisa.

Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Public Sector in Microsoft Italia
Simonetta Moreschini, Direttore della Divisione Public Sector in Microsoft Italia

Stando a Moreschini gli ambiti di manovra che la tecnologia abilita sono quattro: la trasformazione dei processi e la loro reingegnerizzazione “per non farsi più condizionare dalle tecnologie legacy”,  la messa a disposizione dei cittadini di nuovi servizi per ottimizzare tempi e vicinanza al cittadino, l’efficientamento dei dipendenti in ottica di maggiore produttività, il coinvolgimento del cittadino in un circolo virtuso “in grado di garantire arricchimento reciproco a cittadini e alla PA”. 
“Anche lo smart working, che non è lavorare da casa ma lavorare da qualsiasi luogo, ha dalla sua parte sia il contesto normativo sia la tecnologia per poter funzionare anche nella Pubblica Amministrazione, come l’esperienza di alcuni comuni dimostra –
precisa Moreschini -. Occorre una visione più sistemica generale delle potenzialità in atto.”

 

Asi e Polizia, casi reali

Un paio di ambiti in cui Microsoft collabora con la PA  sono il progetto Office Automation  realizzato con  l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi),  e il progetto Project Premonition con  il Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Con l’Asi –  che gestisce un migliaio di iniziative all’anno principalmente in modalità cartacea, con un importanti costi di stampa, amministrazione e condivisione – si tratta di un progetto basato su Azure e  Office 365 per dematerializzare i processi, ottenendo una governance più precisa e un monitoraggio puntuale dei lavori in corso. È stato sviluppato un portale per la digitalizzazione dei processi interni,  che ha reso possibile risparmiare 12.000 ore uomo su base annua per un valore corrispettivo di circa 700.000 euro, dirottando le risorse risparmiate su altre attività di ricerca scientifica.   

Il secondo progetto realizzato con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale della Polizia Criminale nasce per la  gestione dei dati genomici, raccolti nella Banca Dati Nazionale del DNA, con l’obiettivo di semplificare l’identificazione di autori di delitti e  accelerare il riconoscimento di persone scomparse. Il progetto riduce i tempi di elaborazione dei dati grazie a miliardi di confronti genetici in poche ore, attività che in passato avrebbe richiesto  mesi di lavoro.  La mole di dati, archiviata  nel datacenter del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, viene analizzata grazie a Microsoft SQL Server 2012, con tecnologia in-memory e analytics avanzati. Con la Banca Dati del DNA, l’impronta genetica sarà associata così all’impronta digitale, per consentire l’identificazione dei soggetti durante le indagini.
E’ ora possibile elaborare enormi quantità di dati eterogenei in tempi rapidissimi trasformandoli in informazioni strategiche, il tutto nel rispetto di massimi standard di sicurezzaha aggiunto  Moreschini -. L’impegno di  Microsoft è quello di accompagnare la PA italiana nel percorso di trasformazione digitale e questo progetto evidenzia come la tecnologia possa offrire un supporto concreto nell’interesse del Paese .

 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore