Mitel: dopo Aastra la caccia alle tecnologie non finisce qui

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Dopo Aastra, Fabio Pettinari, country marketing director di Mitel, ha parlato di Polycom, sulla quale Mitel aveva messo gli occhi per il know how su videocollaboration e soluzioni di unified collaboration ma l’operazione non è andata in porto

A poco più di un anno dall’acquisizione di Aastra, che di fatto le ha aperto una porta nel nostro paese, Mitel non ha smesso di guardarsi attorno e di mettere gli occhi su altre realtà che potessero dare alla società ‘pezzi’ mancanti di un puzzle a valore aggiunto. Dopo Aastra, Fabio Pettinari, country marketing director di Mitel, ha parlato di Polycom, sulla quale Mitel aveva messo gli occhi per il know how su videocollaboration e soluzioni di unified collaboration ma l’operazione non è andata in porto.

Poche settimane fa, la società ha alzato il sipario su una nuova soluzione di comunicazione flessibile per piccole e medie imprese, ma non solo, Pettinari conferma che “Mitel ha investito e sta investendo per portare sul mercato soluzioni innovative in ambito digital transformation e smart working”, quindi di fatto sui dispositivi mobili. “Abbiamo lanciato una nuova suite applicativa di collaboration in ambito smart working che integra collaborazione ai dispositivi mobili. Molto è cambiato nelle aziende, l’approccio consumer sposa spesso quello aziendale e di fatto ha portato a un cambiamento nelle modalità di lavoro sia in ambito privato, sia in ambito prettamente più business e le soluzioni che stiamo lanciando vanno verso questo obiettivo. Abbiamo presentato una suite applicativa per collaboration e communication tra dispositivi fissi e mobili portando su questi dispositivi la stessa interface in modo che si possa accedere alla collaboration allo stesso modo di da fisso sia da mobile, con fruizione di una sola modalità e senza cambiare approccio a seconda del dispositivo usato”.

Fabio Pettinari, country marketing director di Mitel Italia
Fabio Pettinari, country marketing director di Mitel Italia

L’obiettivo che ha descritto Pettinari è unire i millenials con le persone che hanno più esperienza e consentire loro di usufruire di un sistema di comunicazioni che possa essere spalmato anche in ottica di mobilità. Entrando nel dettaglio dell’annuncio, la società ha alzato il sipario su MiVoice Office 400. Il sistema rappresenta un nuovo standard di riferimento per il settore, con applicazioni preinstallate di Unified Communications & Collaboration (UCC) attivabili in qualsiasi momento e con la possibilità di aggiungere con facilità nuovi utenti, telefoni o addirittura sedi, filiali o uffici distaccati. Il client mobile di Mitel permette di integrare perfettamente smartphone e telefoni cellulari nella rete aziendale. I dipendenti possono accedere sempre alla loro estensione interna, anche quando sono fuori ufficio, e hanno pieno accesso anche a tutte le funzioni principali, in particolare l’indicazione di presenza, gli elenchi telefonici, quelli delle chiamate.

Il concetto di “One Number” consente poi a più dispositivi finali (telefoni da scrivania, softphone e terminali DECT) di essere registrati nel sistema di comunicazione con uno stesso numero, in modo che le persone possano trasferire le chiamate da un dispositivo all’altro utilizzando le funzioni “Take” e, senza interrompere la conversazione, continuare su un cellulare una chiamata iniziata col telefono fisso in ufficio. Oltre alla crescente mobilità dei dipendenti, un altro fattore che influenza le piccole e medie imprese è il fatto che spesso gli uffici sono distribuiti in tutto il mondo, perciò è essenziale avere processi ottimizzati che tengano conto delle esigenze dei diversi gruppi di lavoro.

Con la Comunicazione e Collaborazione Unificata (UCC, Unified Communications & Collaboration), i vari mezzi di comunicazione come telefonia, e-mail, segreteria telefonica, fax, video e chat vengono combinati per formare una soluzione completa e poi integrati con funzioni aggiuntive come l’indicazione di presenza. Allo stesso tempo, l’integrazione computer-telefono (CTI, Computer Telephony Integration) permette di fondere telecomunicazioni e informatica, con il telefono che appare come softphone sul PC. In questo modo le persone possono usufruire delle funzionalità tradizionali di un telefono, come la composizione, il trasferimento di chiamata, gli elenchi telefonici, ecc, ma sono anche in grado di collegarsi con elenchi telefonici pubblici e di comporre iniziare chiamate partendo da un database.

Per Mitel, e Pettinari lo conferma, questo è stato un anno ‘abbastanza sfidante’: “Stiamo concludendo l’anno solare che coincide con quello fiscale, in linea con le attese e contiamo, con questa novità appena lanciata, di aver dato il via a una serie di ottimi feedback che si tradurranno in risultati economici per il prossimo anno. Stiamo facendo eventi, stiamo incontrando feedback positivi perché le realtà con cui parliamo vedono un unico vendor che abbraccia soluzioni di collaboration e di communication a 360 gradi su un’offerta ampia per digital transformation e smart working”, spiega.

Sul fronte del canale, Pettinari spiega che a oggi la società opera con tre distributori: Allnet Italia, Asit e Easycom che gestiscono complessivamente circa 80 rivenditori. Mitel ha appena avviato un programma di canale proprio in ottica digital transformation.

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