Mobile payment: dopo Apple, Google e Samsung è la volta di Microsoft?

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Secondo indiscrezioni Ansa,. Microsoft avrebbe chiesto l’autorizzazione per gestire trasferimenti di denaro in tutti gli Stati Usa e ce n’è già uno, l’Idaho, che avrebbe dato l’ok

Dopo Apple, Google e Samsung potrebbe esserci un altro attore di peso nel mercato dei pagamenti ‘mobile.

Si tratta di Microsoft che, secondo indiscrezioni riportate dal blog di Faisal Khan, esperto del settore finanziario, avrebbe chiesto l’autorizzazione per gestire trasferimenti di denaro in tutti gli Stati Usa e ce n’è già uno, l’Idaho, che avrebbe dato l’ok. pagamenti online, mobile payment, ticket restaurant@shutterstock

Windows 10, sistema operativo vicino al lancio, supporta i pagamenti con tecnologia Nfc. Secondo l’Ansa, la piattaforma dovrebbe chiamarsi Microsoft Payments e punta a fare concorrenza diretta al sistema Apple Pay, decollato negli Usa, ma anche al Samsung Pay che sarà lanciato in estate a partire da Stati Uniti e Corea, e al sistema del Google Wallet forte della recente alleanza con Softcard e con tre operatori tlc statunitensi.

La mossa di Microsoft potrebbe essere legata proprio alla chiusura del servizio di pagamenti Softcard che poteva essere usato anche sui dispositivi con sistema operativo Windows Phone. Secondo quanto precisato dal colosso di Redmond ad Ars Technica, è tuttavia troppo presto per annunci in tal senso.

Microsoft, spiega un portavoce, “continua ad evolvere la sua offerta per venire incontro alle esigenze di clienti e utenti”, e “diventare un servizio finanziario dà la flessibilità di offrire servizi cloud nuovi e innovativi per i nostri clienti, ma al momento non abbiamo nessun annuncio”. Parlando di Apple, secondo Bloomberg, Apple Pay non sarà un flop, ma, rispetto alle sue grandi ambizioni, sta fallendo nel catturare tutti i potenziali business.comunicazioni, mobile, manager, cellulare, online, on-line@shutterstock

Da un sondaggio, condotto da Phoenix Marketing International, emerge che due terzi degli utenti denunciano problemi durante l’utilizzo del servizio.

Il 66% di utenti di iPhone 6 e 6 Plus ha attivato Apple Pay, ma la metà, quando visita un negozio etichettato come “Apple Pay merchant”, scopre di non poter accedere al servizio di m-payment perché non è ancora abilitato. Phoenix, che ha condotto l’indagine su 3000 persone, afferma che “hanno creato la domanda“, ma poi hanno generato incertezza.

Il Ceo di Apple, Tim Cook, dopo aver venduto 74.5 milioni di iPhone, registrando un incremento del 90% nel trimestre dello shopping natalizio, avendo messo la freccia su Samsung, di recente, all’evento Apple Watch, ha annunciato che Apple Pay è accettato presso 700 mila retailer e 2.500 banche.

Le principali banche e i più grandi network di carte di credito stanno spingendo Apple Pay, per accelerare l’adozione dei Mobile Payment (m-payment) e mantenere il controllo delle transazione. Il mercato vale 67 miliardi di dollari di vendite nel 2015, secondo Forrester Research.

Apple Pay, trasforma i nuovi iPhone in portafogli digitali. Anche Samsung è entrata nel mercato con Samsung Pay, che debutterà nel terzo trimestre in USA e Sud Corea. Poiché NFC (near field communication) non è diffuso (solo il 10% dei negozianti ne dispone), Samsung Pay ha adottato NFC più la tecnologia MST (magnetic secure transmission) usata dal 90% dei retailer: per confermare il pagamento, è sufficiente l’impronta digitale. Google è al lavoro su Android Pay.

Nei primi quattro mesi, l’utente di Apple Pay ha compiuto in media 2.6 transazioni in-store: più della metà ha effettuato acquisti dentro un Apple store, circa un terzo da Macy’s e il 36% da McDonald’s.

La maggior parte di chi ha scelto Apple Pay, ha detto di averlo preferito alla carta di credito perché il sistema è più veloce. Il 60% perché il sistema è “nuovo e cool”, il 58% ha pensato che fosse più sicuro.

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