Modernizzare il data center? Si! E se virtualizzato è meglio. Lo dice Veeam

Mercato
0 0 Non ci sono commenti

Secondo il report di Veeam Software, sono aumentati del 2%, nel 2015 rispetto al 2014, i responsabili It che ammettono di soffrire di un ‘Availability Gap’, ovvero di un divario tra ciò che l’It può offrire e le richieste degli utenti in termini di disponibilità di dati e applicazioni. Questo si traduce in costi

Le aziende non prestano sufficiente attenzione alle esigenze dei propri utenti, nonostante i numerosi e gravi episodi di downtime accaduti durante lo scorso anno.

Si sta parlando della consapevolezza (o no) delle aziende circa la continuità del business garantita dalla tecnologia. Tutto questo è frutto di uno studio di Veeam Software, dal quale emerge questa poca consapevolezza.

Secondo il report, sono aumentati del 2%, nel 2015 rispetto al 2014, i responsabili It che ammettono di soffrire di un ‘Availability Gap’, ovvero di un divario tra ciò che l’It può offrire e le richieste degli utenti in termini di disponibilità di dati e applicazioni. Ciò costa alle aziende fino a 16 milioni di dollari l’anno in perdite di fatturato e di produttività, e provoca un impatto negativo sulla fiducia dei clienti e sull’integrità del marchio (in particolare secondo il 68% e 62% degli intervistati).

Dati allarmanti che fanno capire come oggi e soprattutto nel medio lungo periodo, le cose potrebbero peggiorare se non si pone un freno al fenomeno e se le aziende non intervenissero adeguatamente. Si pensi che, sempre secondo il report, questa cifra è aumentata di 6 milioni di dollari in 12 mesi, nonostante quasi tutti gli intervistati abbiano dichiarato di aver messo in atto misure tese a ridurre incidenti legati alla disponibilità di dati e applicazioni e di aver classificato come mission-critical il 48% di tutti i carichi di lavoro (nel 2017 salirà fino al 53%).

Albert Zammar, country manager di Veeam Italia
Albert Zammar, country manager di Veeam Italia

Albert Zammar, country manager di Veeam Software Italia, ha spiegato questi trend ripercorrendo le tappe di un periodo storico particolarmente complicato ma anche interessante, se preso per il giusto verso. Siamo nell’era del trionfo della mobilità in cui sempre più spesso ci si confronta con ciò che c’è fuori dagli uffici delle aziende, dando sempre più spazio agli ‘uffici mobili’ che di sicuro non fanno dormire sonni tranquilli.

Zammar traccia quelli che sono i punti oscuri per le aziende. Gli utenti esigono supporto in tempo reale per le operazioni (63%) e l’accesso globale 24/7 ai servizi It a supporto del business di livello internazionale (59%). Le principali caratteristiche necessarie per la modernizzazione dei data center sono il ripristino ad alta velocità (59%) e l’eliminazione della possibilità di perdita dei dati (57%). Tuttavia, costi e mancanza di competenze inibiscono il cambiamento. Nel corso degli ultimi due anni le aziende hanno aumentato i requisiti di livello di servizio per ridurre al minimo i tempi di downtime delle applicazioni (96%) o per garantire l’accesso ai dati (94%).

Ciò nonostante l’Availability Gap rimane. Gli intervistati hanno dichiarato che le loro aziende stanno modernizzando il data center o hanno intenzione di farlo in un prossimo futuro. Virtualizzazione (85%) e backup (80%) sono tra le aree più comuni da aggiornare a questo proposito. Rimane alta la necessità di coprire il divario che per la maggior parte dei casi si traduce nell’anmmodernare il data center.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore