Nasce l’Advisory Council di Infor: partner in simbiosi per il risultato

Strategie

Annunciato oggi a Baveno durante l’Emea Channel Partner Conference 2009, l’Advisory Council for Emea Channel Partner formato da dieci partner che cambieranno ogni anno. Franco Dama, Channel Director spiega le novità

Favorire la comunicazione tra Infor e i partner su più livelli, fornire input per la gestione del canale, cioè le iniziative rivolte ai partner in termini di marketing e ottimizzazione dei processi.

Sono questi alcuni degli obiettivi che Infor vuole raggiungere attraverso l’Advisory Council for Emea Channel Partner che è stato presentato oggi a Baveno nell’ambito dell’Emea Channel Partner Conference 2009. “Il Council è un organismo che è finalizzato a saldare i rapporti tra Infor e i partner su un piano articolato a più livelli. Da un lato – spiega Franco Dama, Channel Director di Infordare ai partner l’accesso alle informazioni per lo sviluppo futuro dei prodotti e, di conseguenza, ricevere da questi partner l’input dall’altro capire quello che potremmo fare meglio, in termini di sviluppo e rilasci, per i loro clienti”.

Franco Dama, Channel Director di Infor

Il Council è un organismo che raggruppa una decina di partner a livello Emea. “Oggi in area Emea abbiamo 350 partner e i dieci che formeranno il Council potranno ruotare con frequenza annuale. In questo modo daremo spazio e voce a tutte le country. Il Council si riunirà trimestralmente con i responsabili del team dei partner e con i vari membri di Infor che saranno coinvolti a seconda delle tematiche trattate. I dieci partner, che formano il Council, potranno essere scelti a seconda dell’area geografica di competenza e per tipologia di busines trattato, in linea con le tipologie di prodotto che Infor offre: dall’Erp alla supply chain al performance management”.

I partner che entreranno nel direttivo del Council avranno dunque quattro trimestri per sviluppare l’attività. “Nella prima tornata non ci sono aziende italiane tra i partner – spiega Dama – ogni partner che entra nel direttivo non rappresenterà solo se stesso ma deve farsi portavoce delle esigenze del network”.

Dama è convinto che il Council potrà esere talmente gratificante da essere un ulteriore elemento di fidelizzazione dei partner verso Infor. “Il Council nasce come risposta a una serie di esigenze che arrivavano dai nostri partner e chiedono di essere in contatto tra loro e fidelizzati con noi e per Infor questo significa avere input dal tessuto dei partner per governare la base installata dei clienti”.

Cosa si aspetta Infor dall’Advisory Council? “Il partner ha tre tipi di esigenze. Quella di avere una prospettiva futura sullo sviluppo dei prodotti che tratta; il secondo elemento è la possibilità di sviluppare nuovo business, quindi chiedono al vendor contributi nel marketing, nella lead generation e iniziative congiunte in termini di interessi e potenziali clienti. Infine – spiega Damail terzo aspetto è legato all’operatività nel senso che il partner vuole un rapporto semplificato con il vendor, in termini di gestione operativa del business. Allo stesso tempo, anche Infor si aspetta questo dai partner: che investano di più sui nuovi prodotti, che sviluppino le competenze. Durante l’Emea Channel Partner Conference 2009 abbiamo ribadito speso questo concetto e sottolineato ai partner di mantenere elevato il livello di certificazione e accreditamento dei prodotti partecipando agli educational”.

L’edizione 2009 dell’Emea Channel Partner Conference 2009, la numero tre, ha visto 230 partner registrati e ha portato al cospetto dei partner presenti il flex Program, programma già annunciato lo scorso giugno. Si tratta di un programma articolato che fa crescere e da opzioni ulteriori per fare l’upgrade elle versioni dei prodotti.

Nell’area dedicata all’offerta – spiega Dama – abbiamo presentato una sessione dedicata alla services oriented architectures e la novità di quest’anno è che gran parte dei nostri pdodotti sono abilitati a questa architettura. I partnwer, dal canto loro, si devono attrezzare per promuovere questo salto tecnologico”, conclude Dama.

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