Netcomm: nel primo trimestre 2017 l’e-commerce ha acceso i motori

Strategie
Roberto Liscia, Presidente di Netcomm

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, sottolinea, durante il Netcomm Forum 2017, che i servizi sono legati alle piattaforme e ai dati e per analizzare i comportamenti, orientarli, servono modelli predittivi sempre più performanti

Pagamenti, logistica, scelta del merchant, sono solo alcuni degli assi fondamentali che fanno del rapporto tra cliente e negozio, fisico o virtuale, un punto centrale della trasformazione in atto, voluta o subita, con l’avvento del digitale. Roberto Liscia, Presidente di Netcomm, sottolinea, durante il Netcomm Forum 2017, che i servizi sono legati alle piattaforme e ai dati e per analizzare i comportamenti, orientarli, servono modelli predittivi sempre più performanti.

Roberto Liscia
Roberto Liscia

Dati alla mano, secondo il presidente di Netcomm, l’investimento del 10% del budget in It, produce un effetto quasi moltiplicatore sull’utile e sul fatturato delle aziende. Secondo Liscia, questa strategia porterebbe a una crescita del 16% dell’utile e dell’11% del fatturato, dati percentualmente più bassi, quasi la metà, nel caso non si investisse in It. E continua sostenendo che le aziende che hanno saputo investire in questo senso hanno visto nel tempo una crescita del 50%. Segno dei tempi che, va da sé, porta a un filo conduttore unico: l’importanza dei dati nell’era del digitale.È in atto un cambiamento sistemico di acquisto e offerta che coinvolge alcuni fattori importanti del commercio elettronico”, spiega Liscia. “Il digitale non è più il futuro ma intride moltissimi aspetti della vita quotidiana del consumatore. Basti pensare che nel 2016 sono stati acquistati nel mondo beni e servizi online per circa 2.600 miliardi di euro, registrando una crescita del 17% rispetto al 2015 e i consumatori che acquistano online hanno raggiunto la quota di 1,4 miliardi. In questo contesto in continua evoluzione la chiave del successo competitivo è creare un’esperienza di unified commerce dove online e offline e i diversi device si mescolano in un nuovo ecosistema esperienziale”.

La mobilità vista da Piaggio

E’ il caso, per esempio, di Piaggio Group. Davide Zanolini, Executive vice president & chief marketing officer, ha sottolineato i cambiamenti che la mobilità sta portando al mondo. “La mobilità è ormai integrata alla nostra vita ed è complessa e rappresenta un tema fondamentale che condizionerà il futuro nei prossimi 15 anni. Cosa significa tutto questo per la Piaggio? Sono tre gli elementi che influenzeranno la mobilità del futuro: la nuova mobilità, i veicoli e il problema dell’ultimo miglio sia per le persone sia per le cose. La mobilità cambia, ci si muove con più mezzi e molti non sono più di nostra proprietà, facendo cambiare testa e cultura delle persone stesse. I giovani d’oggi non vogliono più il tradizionale motorino perché non lo considerano più uno strumento rilevante, come status symbol per essere considerati dalla società e, inoltre, lo considerano un momento di disconnessione dalla realtà (social, Instagram, ecc.). Se questo è il futuro, arriveremo in un futuro a pensare che anche i nostri mezzi di trasporto saranno interconnessi, magari scompariranno i cruscotti di moto e motorini, al posto dei quali ci saranno i device personali. Tutto questo, potrebbe succedere proprio nel 2019. Nel 2018 Piaggio sta sperimentando la bici elettrica, una formula sperimentale che nel futuro replicheremo su altri mezzi”.Netcomm, Piaggio

Zanolini spiega poi che Piaggio non crede alle auto senza conducente come formula per pensare alla mobilità nel futuro. “Oggi – continua Liscia – che siamo entrati a tutti gli effetti nell’era dell’omnicanalità comincia una nuova fase che definisco di e-commerce conversazionale, in cui l’offerta di acquisto supera le suddivisioni tra fisico e virtuale. Il consumatore è alla ricerca di esperienze e di vissuto più che di acquisti e transazioni e le aziende hanno finalmente la possibilità di cambiare per sempre il loro rapporto con il cliente finale, evolvendo da un processo di vendita commerciale e una vera e propria conversazione che durerà nel tempo. Le imprese italiane che vogliono eccellere devono ripensare alla propria relazione con l’utente, offrendogli un’esperienza in cui è lui stesso il protagonista del processo decisionale”.

I dati 2017 dell’Osservatorio eCommerce B2c Netcomm – School of Management del Politecnico di Milano il valore degli acquisti online da parte dei consumatori italiani arriverà nel 2017 a quota 23,1 miliardi di euro, con un incremento del 16% rispetto al 2016. Gli acquisti e-commerce di prodotti cresceranno nel 2017 del 25%, a un tasso più che triplo rispetto a quello dei servizi (+8%). Per la prima volta nella storia dell’eCommerce italiano, il mercato online dei prodotti varrà tanto quanto quello dei servizi.

Il mercato online in Italia

La domanda e-commerce nel 2017 sarà dunque trainata dai Prodotti e in particolare tra i più performanti troviamo due settori particolarmente rappresentativi del made in Italy, ossia il Food&Grocery (+37%) che da 593 milioni di euro del 2016 passa a ben 812 milioni e l’Arredamento & Home Living a quota 847 milioni (+27%). Vanno molto bene anche l’lnformatica & Elettronica con 3.695 milioni (+26%), l’Abbigliamento con 2.384 milioni di euro (+23%) e l’Editoria che sfiora gli 800 milioni (+18%). Nell’ambito dei Servizi il Turismo continua la sua crescita, sebbene leggermente ridotta rispetto al 2016, registrando un incremento del 9% con un valore della domanda pari 9.347 milioni di euro, seguita dalle Assicurazioni che crescono del 6% sfiorando 1.300 milioni.

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