Non è così difficile scrivere un sistema operativo per smarthphone!

Strategie

Progettare un sistema operativo per dispositivi mobili è più facile di quanto si possa pensare; qualcosa si muoverà anche nel mercato dei netbook. Ne parliamo con Steve Brazier, presidente di Canalys, nella seconda parte dell’intervista

La competizione tra smartphone e netbook si gioca tutta sul tentativo da parte delle aziende produttrici di ridurre il divario tra le due industrie. A sostenerlo è Steve Brazier, presidente di Canalys, nella prima parte dell’intervista rilasciata a ChannelInsider. Ora, in questa seconda parte la chiacchierata si focalizza maggiormente sui contendenti, arrivando alla conclusione che ciò che fa davvero la differenza deve essere il modello di business piuttosto che la tecnologia (netbook o smartphone?).

Steve Brazier, presidente di Canalys

Le quattro società leader nel mercato degli smartphone e cioé Apple, RIM, Palm e Nokia, hanno tutte fondamentalmente sviluppato il proprio sistema operativo – dice Brazier –. Mi pare di poter concludere che non sia poi così difficile sviluppare un sistema operativo: in particolare Palm ha fatto un ottimo lavoro, pur avendo risorse limitate“.

Tutto ciò rende evidente che per Microsoft il problema non sia di natura tecnica, ma di gestione: “La sfida di produrre un sistema operativo per smartphone a livello mondiale non sembra così difficile, se si pensa alle risorse cui può attingere Microsoft“.

Il Regno Unito è attualmente in fermento per l’arrivo della versione definitiva di Pre, un telefono molto amato e realizzato da un’azienda che molti avevano già dato per persa: Palm.. Lo stesso Brezier è entusiasta: “Guardate cosa ha fatto Palm con Pre e al prezzo di vendita. Palm non lo vende al costo di un iPhone, ma molti competitor lo guardano con invidia. Penso avrà ottimi risultati in termini di vendite nel Regno unito”.

Anche RIM ha svolto un buon lavoro per riposizionarsi, più di quanto ci si aspettasse, spostandosi dal segmento dei terminali esclusivamente professionali a quello più consumer. “Se vuoi competere con Apple non puoi farlo sul piano del fascino e del design, ma puoi fare concorrenza cercando di essere più user friendly, puntando su caratteristiche come le batterie intercambiabili e, soprattutto, sul prezzo”.

L’altro player con cui confrontarsi è Google Android: “Android ci ha colti di sorpresa – ammette Brazier – Si è rivelato migliore di quanto ci saremmo aspettati”. Google ha avuto più successo di Microsoft entrando nel mercato dei cellulari in particolare permettendo agli utenti di personalizzare i device. “Ogni telefono con Android è diverso da un altro e, se riesci a differenziare bene, puoi ottenere margini e valore”.  Google Android ha poi un altro pregio:”E’ gratuito”.

Il vero terreno su cui si confrontano oggi gli smartphone è senza dubbio il numero di applicazioni rese disponibili nei rispettivi Appstore – Apple in questo senso è di gran lunga in cima alla lista. Brazier tuttavia ritiene che sia stata sopravvalutata. “Penso che ci sia un buon numero di applicazioni di cui puoi avere davvero bisogno, ma dopo un certo numero la quantità diventa irrilevante”.

In fin dei conti gli appstore dei diversi vendor possono  avere l’effetto opposto – riducendo la differenza tra le piattaforme dal momento che gli sviluppatori creano programmi che colmano eventuali lacune dei diversi sistemi operativi: “Per chi sviluppa software è veramente complicato e penoso dover scrivere codice per tutti questi sistemi operativi, ma se ci fosse un milione di unità sul mercato, di certo lo farebbero”.

Cambiamenti sui netbook

Nonostante la resistenza al cambiamento di Microsoft e Intel, potrebbero esserci dei cambiamenti nei netbook, sostiene Brazier. In particolare potrebbero esserci nuovi sistemi operativi, accanto ad Android, come promesso da Acer: “Non sarei sorpreso di vedere altri sistemi operativi per PC, forse anche qualcuno di cui non si è ancora sentito parlare”.

Molti nuovi sistemi operativi saranno basati su Linux e questo li renderà certamente appetibili dal mercato consumer, soprattutto per quei netbook sviluppati per svolgere determinati compiti, anche se Microsoft ha del tutto eliminato Linux da qualsiasi netbook attualmente sul mercato. “Microsoft non aveva previsto questa minaccia, ma in realtà ci sono state ripercussioni in termini di entrate tanto che per la prima volta ha dovuto usare il prezzo come criterio discriminante. A Microsoft è stato dato di fatto un ultimatum: se non abbassi i prezzi, noi sceglieremo Linux” precisa Brazier..

Microsoft lancerà Windows 7 come sistema operativo per netbook, ma al tempo stesso Apple sta crescendo in visibilità, rendendo chiaro per l’utente che una scelta è possibile: “E’ un ulteriore grande rischio che Microsoft si appresta a correre”.