Oracle Partner Day 2015: è giunta l’era della digital disruption

Strategie
Fabio Spoletini, Oracle Italia

Durante la tappa milanese dell’Oracle Partner Day 2015, i vertici della società hanno spiegato a una platea di quasi 400 partner presenti le prossime mosse della società in ambito cloud

“Siete pronti alla digital disruption?” Esordisce così Fabio Spoletini, Country leader e Vp for technology BU in Oracle Italia, davanti a una platea di quasi 400 partner, in occasione della tappa milanese di Oracle Partner Day 2015.

Di ‘interruzione‘ digitale si tratta, o meglio, di un momento di ‘rottura’ per ricominciare una nuova fase di business che passi per i punti cardine della strategia Oracle: mobile, social, analitycs, big data e trovi un segnale forte nel cloud con il riposizionamento di un portafoglio best of breed. L’evento milanese ha tracciato le linee guida di un percorso e ha portato riflessioni e spunti ai partner affinchè, assieme al vendor, possano realizzare il tanto agognato risultato di business.

Fabio Spoletini, Oracle Italia
Fabio Spoletini

Abbiamo accolto i consigli dei clienti e ne abbiamo fatto tesoro per la nostra strategia. Oracle, dal 2004 ha investito 34 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo e speso 60 milioni di dollari in acquisizioni per portare i benefici della tecnologia Oracle in oltre cento aziende”. Oracle sostiene di voler puntare su un portafoglio best of breed completo e focalizzato sulle tecnologie derivanti dalle acquisizioni già consolidate come Bea Systems, Sun, Sibel che vanno a completare le acquisizioni di realtà specializzate in ambito cloud, atte a realizzare un portafoglio end-to-end. Per Oracle, come ha spiegato Spoletini “la completezza è un valore per fare vertical integration e creare punti di eccellenza sul mercato tanto che sulla vertical integration cresciamo del 180% con i sistemi ingegnerizzati. Abbiamo lanciato la più grande cloud platform perché crediamo nelle peculiarità del cloud”.

Ritornando sui punti cardine della strategia di Oracle, Spoletini spiega le soluzioni mobile e specifica come l’impegno di Oracle in questo filone sia prima di tutto legato alla sicurezza; per quanto riguarda i social, Oracle ha fatto acquisizioni in questo ambito per costruire una potente piattaforma di social e modern marketing. “Abbiamo clienti ‘tradizionali’ già attivi in Italia. Se pensiamo poi che il social sta entrando pesantemente nel processo di marketing delle aziende, possiamo anche ipotizzare che a breve il Cmo possa avere più budget da gestire rispetto al Cfo”.

E sul cloud: “Abbiamo dato un annuncio forte a ottobre scorso ma vogliamo distinguere tra annuncio e competenza interna. Il focus è spingere su strategia Paas e Saas. I numeri sul cloud hanno dato una spinta all’intero mercato dei dati che è il core per Oracle – spiega Spoletini – l’azienda ha tutti gli asset in regola per non fallire e portare ancora più valore ai clienti”. Infine un cenno alle tecnologie Erp e al fatto che fino a oggi i clienti hanno speso troppo e ora stanno chiedendo di snellire le infrastrutture.

Oracle Partner Day 2013 - Sauro Romani
Sauro Romani 

Il cloud secondo Oracle passa anche dalla capacità di accettare modelli nuovi e sconosciuti con l’idea che possano anche fallire, perché il modello di business sta cambiando. E’ Luigi Scappin, technology sales consulting director di Oracle a spiegare la strategia: un cloud ibrido, come è quello che nasce in casa Oracle e si sviluppa per una clientela che ha necessità di lavorare con i partner affinchè possano sviluppare progetti congiunti. “Nella strategia cloud di Oracle c’è il Saas, ma ci sono integrazioni in corso come le novità del momento che sono la mobility e l’IoT. A livello di data center modernization, si è alzato il sipario sulla serie x5 frutto di una attenzione anche ai prezzi e per conseguenza anche alla clientela”.

In Italia esistono circa 600 partner con sui Oracle lavora e sono l’ecosistema dei partner con un livello di competenza e specializzazione che porta valore ai prodotti della società. Sauro Romani, alliances & channels country leader, parla all’ecosistema dei partner snocciolando qualche dato. “Dai primi sette mesi dello scorso anno fiscale, abbiamo mosso circa 50 milioni di dollari realizzati attraverso i partner. In Italia abbiamo 80 partner che possono vendere sistemi”. Competenze certificate, e allo studio ci sono modelli contrattuali per il cloud dei partner, poi un progetto sul private cloud. A tutto cloud, insomma, Romani chiede ai partner di fare uno sforzo e di sviluppare sistemi di integrazione che si muovano in questa direzione.

Quiz – Oracle tra curiosità e certezze

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