Osler segue dall’Estonia il commercio estero di Wildix

Strategie
Stefano Osler

Stefano Osler, amministratore delegato di Wildix, spiega le strategie alla convention di Bologna. Avviata dallo scorso anno la sede in America, oggi ha deciso di seguire l’espansione commerciale all’estero direttamente da Tallin. Italia cresciuta del 17% di fatturato

Stefano Osler, amministratore delegato di Wildix, definisce l’Estonia, Tallin in particolare, come “la California Europea”, un luogo simile alla Silicon Valley. Per questo, a giugno scorso, l’amministratore delegato ha deciso di trasferirsi e di seguire dall’Estonia lo sviluppo del commercio estero, definendo questa nazione come un paese “più business friendly nel quale, circa una decina di anni fa, ha deciso di puntare tutto sull’It, tanto che, addirittura la Costituzione dell’Estonia parla di connessione per ogni cittadino. Di Tallin – prosegue – ci interessava la propensione tecnologica e il fiorire di startup, per noi forza e sviluppo”.Wildix convention

Osler precisa che la scelta di Tallin è frutto di una selezione fatta attraverso Gartner, “con la quale abbiamo un rapporto di consulenza It e strategia commerciale, che ci aveva suggerito, oltre alla stessa Tallin, anche Londra e l’Olanda. Wildix diventa sempre più internazionale: un magazzino in Olanda, apertura di sedi in Europa e, dallo scorso anno anche negli Stati Uniti, in Ohio, dove sono già presenti Robert Cooper, che segue la sede e ha avuto un’esperienza nella vendita indiretta di Aastra come direttore e presso una startup dedicata al mondo della comunicazione unificata. “Oggi Cooper segue il nostro ufficio a Columbus insieme a un tecnico di origine bulgara e la sede americana vede già una decina di partner attivi”, spiega Osler.

L’occasione per parlare con il management Wildix arriva dalla convention di due giorni a Bologna che ha raccolto circa 400 persone, 24 espositori, tra cui system integrator specializzati nelle telecomunicazioni. “Abbiamo chiuso il 2016 con un incremento dell’89% in Germania e 600 mila euro di fatturato. In questo paese siamo ancora in fase embrionale anche sulla creazione del canale, con alcuni system integrator fidelizzati al brand. In Francia la crescita è stata del 57% con 2 milioni di euro di fatturato, grazie a grandi clienti come H&M, Intersport e una catena di asili nido, circa 80, chiamati ‘Le petit Chaperon Rouge’ tutti collegati con Wildix. In Italia abbiamo avuto una crescita del 17% con 4,7 milioni di euro di fatturato, con clienti del calibro di Autostrade e alcuni progetti con la pubblica amministrazione”.

Cristiano Bellumat, Wildix
Cristiano Bellumat

Cristiano Bellumat, direttore commerciale, spiega gli accordi con grandi system integrator. “Non ci aspettiamo di fare numeri eclatanti, ma vogliamo far passare il brand Wildix come attore di primo piano tra i system integrator che operano nella Pa”. Oltre a questo, Bellumat ha in programma di sostenere i partner a impegnarsi in anticipo, attraverso un accordo programmato di sviluppo del budget, pianificando, incontrando i partner, per poi realizzare il risultato prestabilito e raggiungerli per trovare insieme soluzioni. Come mai alcuni partner non riescono a rispettare gli accordi?

Secondo Osler per mancanza di focalizzazione. “Mi batto per avere un ecosistema unito di partner che sviluppi competenze e partnership”, spiega Bellumat. “A inizio anno chiedo una pianificazione, che incentivi i partner a essere concentrati per un supporto formativo sia tecnico sia commerciale e su come interagire con le tecnologie dei loro clienti. Ai primi di aprile avremo un corso di certificazione in Unification e collaboration sales specialist per tutto il canale e i system integrator; ai primi di ottobre avremo una certificazione in Unification and collaboration technical specialist. Sul cloud la tecnologia è pronta da anni e stiamo preparando il canale per acquisire le quote di mercato che non hanno: andremo a coprire i millenials, i giovani per rafforzare l’offerta commerciale”, spiega Bellumat.

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