Osservatorio Findomestic: Gli italiani venerano lo smartphone e i beni durevoli

Mercato

L’Osservatorio di Findomestic Banca analizza l’andamento dei beni durevoli. Segni positivi in generale mentre in Lombardia i prodotti informatici hanno perso oltre il 2%

Nel 2016 il mercato dei beni durevoli è tornato a riprendere quota guadagnando, sostanzialmente, parecchi segni positivi. Unico neo è il settore dei prodotti informatici che, in Lombardia, ha registrato una flessione del 2,7% rispetto al 2015, mentre a livello nazionale ha visto una leggera crescita dello 0,7%. Sono questi alcuni dei dati della ventitreesima edizione dell’Osservatorio di Findomestic Banca, presentati da Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic e da Simona Viscusi, responsabile comunicazione corporate. Balza all’occhio il dato sui prodotti informatici ma con una precisazione. Bardazzi spiega subito che nel dato con segno negativo non rientrano i telefonini e gli smartphone che, di fatto, vanno a compensare la caduta dei prodotti informatici.

Claudio Bardazzi e Simona Viscusi, Findomestic
Claudio Bardazzi e Simona Viscusi, Findomestic

Bardazzi spiega che la caduta nelle vendite di tablet ha visto come contraltare un’impennata nelle vendite di smartphone, per i quali, i consumatori farebbero di tutto. Il modello nuovo fa sempre un certo colpo e i consumatori non badano certo al prezzo, pur di accaparrarsi il modello più accattivante e tecnologicamente performante, facendo impennare anche i fatturati delle aziende. Se i telefonini hanno dato una spallata ai tablet, certo non si può dire che i Pc desktop e notebook abbiano aiutato il segmento dei prodotti informatici, di fatto sgonfiando il comparto, così come nell’accezione dell’osservatorio di cui si sta parlando. Quest’anno, secondo Baldazzi, l’andamento di questo segmento sarà come lo scorso anno.
Nel 2016 la spesa complessiva per beni durevoli in Lombardia ha raggiunto i 12.176 milioni di euro, riportando un incremento del 6,9% sull’anno precedente: si tratta di una crescita superiore a quella media nazionale, che si è attestata al 6,4%.

I settori di spesa

Ottimi risultati per il comparto delle auto nuove, che cresce in termini di spesa familiare di +15,5% punti rispetto al 2015 (con 3.941 milioni di euro di spesa). La Lombardia è la regione del Nord-ovest, dopo la Valle d’Aosta, a evidenziare la più ampia crescita in questo settore. Bene anche il segmento dell’usato, che cresce in valore del +4,2%, con una spesa di 3.415 milioni di euro. Percentuali positive anche per i motoveicoli, che fanno registrare una crescita dei consumi delle famiglie del +8,0% rispetto al 2015 (con 284 milioni di euro di spesa).
I lombardi nel 2016 hanno speso 2.726 milioni di euro per acquistare mobili e complementi di arredo. La percentuale di crescita è la più alta in Lombardia (+2,1%) rispetto al resto del Paese (+2,0%). Segno, secondo l’osservatorio, che gli incentivi hanno fatto la loro parte.
Rendimento buono per il comparto degli elettrodomestici, che fa registrare uno dei migliori risultati sul panorama nazionale. Con un incremento dei consumi del +5,7% e 990 milioni di euro di spesa, la Lombardia supera di molto la media italiana, ferma a +3,2%. Bene anche l’elettronica di consumo, che si riprende dopo la flessione del 2015: passa dal -4,1% al +0,8% con una spesa di 443 milioni di euro. Il comparto delle Tv ha sottolineato una crescita dovuta, secondo Bardazzi, agli ultimi avvenimenti sportivi, ma che è pronta a replicarsi nei prossimi anni grazie anche al nuovo segnale digitale terrestre. La spesa delle famiglie per quanto riguarda il comparto dell’Information Technology è stata pari a 377 milioni di euro, con una flessione del -2,7% rispetto al 2015. Secondo l’Osservatorio, molto ha fatto l’aumento del credito al consumo e il sistema di incentivazione, in generale. In particolare, per esempio, gli incentivi sui mobili per le giovani coppie anche senza la necessità della ristrutturazione, ha portato bene a questo comparto.

Provincie
La differenza di reddito pro capite nelle diverse province lombarde resta ancora molto alta, a cominciare dai 29.929 euro di Milano che distanzia Sondrio, seconda provincia con 19.881 euro. Lodi, la provincia con il reddito più basso, si attesta intorno ai 14.386 euro, un valore inferiore alla media del Paese di 18.658 euro. Cremona è terza in classifica, con un reddito pari a 18.195 euro, seguita da Pavia con 17.696 euro, Mantova con 17.623 euro, Varese con 17.082 euro, Bergamo con 17.006 euro, Lecco con 17.002 euro, Brescia con 16.607 euro e Como con 16.012 euro.

Anche in questa Regione, come nel resto d’Italia i consumatori hanno giorno un atteggiamento molto selettivo ed esigente: ben sette su dieci sono disponibili a premiare le aziende che investono in sostenibilità, pagando di più i loro prodotti.

Come ha sottolineato Viscusi, per contro, qualora un’azienda si dimostrasse non sostenibile, sono disposti a boicottarla astenendosi dall’acquisto (nel 64% dei casi), oppure sconsigliandolo a parenti e amici (nel 45%).
In effetti la qualità intesa in senso lato (61%) è oggi il valore guida degli italiani quando fanno acquisti davanti al prezzo (58%) e alle promozioni (40%), capovolgendo un paradigma che spesso vedeva il fattore economico come elemento discriminante; l’indagine rileva poi come ben l’87% degli intervistati sceglie marchi di fiducia, possibilmente italiani, meglio se con una buona reputazione.
Per il 53% degli intervistati il concetto di sostenibilità è intrinsecamente connesso alla variabile ambientale: l’attenzione alle risorse limitate è notevole, mentre la sostenibilità ormai non è più una dichiarazione, ma uno stile di vita sempre più diffuso (87%).

Simona Viscusi, Responsabile comunicazione corporate Findomestic
Simona Viscusi, Responsabile comunicazione corporate 

I settori considerati più virtuosi sono, secondo Viscusi, quelli alimentari, energetico e automobilistico, anche grazie alla ingente comunicazione di prodotto che è stata effettuata, facendo cardine sui temi della sostenibilità. Per quanto concerne il terziario, e più in particolare banche e assicurazioni, la sostenibilità viene misurata dalla vicinanza ai clienti che attraversano momenti di difficoltà (40%), da una comunicazione chiara e trasparente (35%), dall’offerta di prodotti e servizi adeguati e non sovradimensionati (33%).

Sul versante aziendale gli investimenti in sostenibilità vertono principalmente sulla governance, sulla sostenibilità sociale ed ambientale. L’80% delle società intervistate dichiara che l’impegno nella sostenibilità si traduce in una migliore performance economica finanziaria nel medio/lungo periodo. Tuttavia la mancanza di ritorno immediato unita a quella di incentivi di mercato, sono elementi che rallentano lo sviluppo della sostenibilità all’interno delle aziende, secondo circa un’azienda su quattro tra quelle intervistate dall’Osservatorio.

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