Parrot Zik 2.0, musica per le vostre orecchie

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Parrot Zik 2.0

IN PROVA – Le cuffie senza fili over ear Zik 2.0 di Parrot sono più leggere delle Parrot Zik precedenti, hanno un’autonomia raddoppiata, e un sistema di riduzione del rumore adattivo. La app per la gestione di equalizzazione e filtro dei rumori esterni è uno vero plus

Abbiamo conosciuto la prima versione di queste ottime cuffie over ear circa un anno fa, avevano lo stesso nome, si chiamavano Parrot Zik. Parrot per il Natale 2014 ha deciso di replicare con una nuova proposta e ha lavorato sull’estetica delle cuffie progettate da Philippe Starck, sull’autonomia della batteria, sui sensori e così sono nate le Parrot Zik 2.0.

Purtroppo il produttore non ha lavorato molto sul prezzo, per una proposta eccellente, che è pronta per i regali di Natale, di quelli di lusso, che non si scordano. Le Zik 2.0 costano circa 350 euro, anche online. La prima versione (Parrot Zik) si trova ora a 130 euro in meno.

Nelle nostre foto proponiamo un confronto estetico tra la prima versione e questa ultima. Dal punto di vista pratico abbiamo notato subito il peso più leggero e una migliore imbottitura dell’archetto verso la parte che poggia sul capo. Gli auricolari sono meno spessi e più morbidi. E’ stato spostato in posizione più arretrata il pulsante di accensione che è anche più grande.

Parrot Zik 2.0
Parrot Zik 2.0

Molto più protetto ed elegante l’innesto per il minijack nelle cuffie che, lo ricordiamo, sono Bluetooth e quindi funzionano benissimo senza cavi. Vuol dire poter tenere lo smartphone nella giacca e parlare al telefono senza fili, perché è possibile passare dalla conversazione alla musica e viceversa con un semplice tocco (due tocchi per rifiutare la chiamata), con una strisciata del dito sul padiglione si alza o si abbassa il volume, e una strisciata in orizzontale permette di passare da un brano a un altro.

Si impara tutto in un paio di tentativi. E Parrot Zik 2.0 con la tecnologia text To Speech segnala il nome del contatto che sta chiamando. Si possono usare Siri e il riconoscimento vocale di Google? Certo, in questo caso serve un tocco prolungato.

Parrot Zik 2.0
Parrot Zik 2.0

Tutto nuovo è il sistema di microfoni, che ovviamente non richiedono l’utilizzo del cavo. Ogni padiglione comprende due microfoni sul bordo esterno, nel padiglione auricolare di destra inoltre è presente un sensore che cattura le vibrazioni della mascella e trasmette le frequenze più basse della propria intonazione. Le Zik 2.0, quando si telefona, bilanciano l’isolamento acustico necessario (per chi ascolta con le Zik), e allo stesso tempo filtrano i rumori esterni (per chi ci ascolta), in ogni caso viene eliminato il doppio effetto per cui a volte si sente in cuffia anche la propria voce.

Non è una novità invece il sensore intelligente che percepisce quando effettivamente le cuffie sono utilizzate per ascoltare e quando sono intorno al collo, interrompendo la musica. In questo modo si risparmia la batteria, che ha aumentato la propria autonomia rispetto a quelle della prima versione.

La giornata intera di musica e lavoro non è un miraggio, mentre la durata minima in Normal mode con Bluetooth attivato, ANC e tutti gli effetti non è inferiore alle 6 ore, mentre arriva fino a 18 ore se collegate (con sistema di riduzione del rumore ANC attivati). Ultimo, ma abbastanza curioso, le Parrot Zik 2.0 integrano anche un sensore NFC, nell’auricolare sinistro e quindi è possibile anche questo tipo di collegamento. Diamo un riferimento di massima: con le cuffie cariche appena sotto il 10 percento, siamo riusciti tranquillamente ad ascoltare musica in streaming per quasi un’ora via Bluetooth. La ricarica completa avviene in circa 2 ore e mezza.

Parrot Zik 2.0
Parrot Zik 2.0 a sinistra e Zik a destra. Il pulsante di accensione più grande era un miglioramento necessario

Ecco, ci saremmo invece attesi un miglioramento per quanto riguarda la modalità di acceso alla batteria, possibile semplicemente rimuovendo il coperchio dell’auricolare sinistro, mossa però fin troppo semplice però. A noi è di nuovo ricapitato, riposte nello zaino le cuffie alla rinfusa, di dovere cercare la copertura. Era un problema anche della prima versione.

Ancora una nota. Parrot Zik 2.0 è anche il nome della app proposta per i sistemi iOs, Android e Windows Phone. Un’applicazione per nulla accessoria, perché consente un’ottima equalizzazione, in modo intuitivo semplicemente spostando un cerchio colorato verso la tipologia di musica di quel momento (come si vede in foto), oppure sfruttando l’equalizzatore a cinque bande; ma ancora più interessante è la possibilità di poter gestire il controllo del rumore esterno e la sua soppressione a piacere, così come impostare la percezione della sorgente del suono a seconda degli ambienti e orientando la provenienza del suono stesso (Parrot Concert Hall), oppure impostare uno specifico preset di impostazioni, con la possibilità già di scegliere tra alcuni predefiniti (per esempio quello voluto da Philippe Cohen Solal per i Gotan Project!). I preset che ognuno crea possono essere condivisi con gli altri utenti.

Parrot Kit 2.0
Parrot Kit 2.0, un dettaglio del software semplificato di equalizzazione nell’app per smartphone

E arriviamo a ciò che più conta per giustificare un acquisto così importante: la qualità del suono e l’ergonomia complessiva. Certamente il form factor over ear a nostro avviso è quello che più soddisfa l’esperienza acustica, sia rispetto agli auricolari in ear (a volte persino dolorosi), sia rispetto al form factor on ear, migliore, che però con quasi lo stesso ingombro rappresenta una soluzione di compromesso. Zik 2.0 è una proposta molto elegante, anche per un manager, comunque restano cuffie portabilissime, ma l’assenza di cavi è certamente il fattore determinante nella comodità complessiva.

Il sistema di riduzione del rumore gestibile in autonomia elimina anche il limite di non poter gestire il necessario rumore ambientale in determinate situazioni, ed evita l’effetto isolamento che è invece necessario in studio.

Per tutte le informazioni specifiche, i manuali e la compatibilità vi rimandiamo direttamente alla pagina Parrot Zik 2.0.

Qui vogliamo partire da pochi dati di targa per raccontare la nostra esperienza. Gli altoparlanti sono al neodimio, con diametro da 40mm, la frequenza del segnale di uscita è tra 20Hz e 22 kHz e l’impedenza è di 32 Ohm. Le cuffie sfruttano un convertitore analogico digitale integrato 192kH – 24 bit, DSP a 32 bit. E’ impressionante il sistema di riduzione del rumore (cha da analogico è diventato adattivo) e contribuisce ad esaltare la profondità del suono, soprattutto quando si predilige un’equalizzazione che vuole sottolineare i bassi.

Quando si agisce sull’equalizzazione, anche senza forzare troppo la mano, è sempre possibile raggiungere il corretto balancing, non abbiamo registrato distorsioni con nessuno dei nostri dispositivi mobile. E il controllo volume interno delle cuffie consente una regolazione perfetta in uscita, indipendentemente dalla gestione del volume con il dispositivo. Il tutto ulteriormente esaltato da un’ergonomia eccellente, basti pensare anche solo alla comodità, in bicicletta, di non isolarsi completamente regolando l’ingresso di parte del rumore del traffico, con la certezza però che il nostro interlocutore al telefono sentirà solo noi e non i rumori esterni. Il connubio tra qualità audio e strumenti di gestione tramite la app è il vero plus di questa soluzione. Il prezzo a nostro avviso resta comunque elevato, giustificabile però se si prevede un utilizzo intenso e quotidiano in mobilità.

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