Passepartout vuole più ‘gruppo’ dal suo canale e li sfida con gli emoticons

Strategie

Durante la convention Passwor(l)d 2016, Passepartout lancia una Customer satisfaction online per l’espressione della soddisfazione da parte del cliente finale attraverso emoticons e BusinessPass diventa PassCom per i commercialisti

Commercialisti, ma anche retail e…Un canale sul quale interrogarsi. Passepartout ha aperto la convention annuale dedicata al canale dei partner, Passwor(l)d 2016, con novità, con un nuovo logo aziendale e un rinnovamento dei loghi di tutti i suoi prodotti, proprio per dare il via a una nuova storia aziendale. Una nuova storia che coinvolge appunto il canale. Stefano Franceschini, presidente, Barbara Reffi, amministratore delegato e Corrado Rossi, direttore commerciale, uno per uno, hanno messo sul piatto ciò che a loro non va nella gestione sia delle soluzioni sia nel rapporto con i clienti finali. Non è definibile come la classica ‘strigliata’, ma un mettere i puntini su ciò che forse il canale, a detta di Franceschini, dovrebbe ritrovare.Passepartout 2016

“Passepartout è cambiata – dice – non chiedo mai l’esclusiva ai partner ma non amiamo la dispersione e, rispettando l’autonomia del partner, non ci si deve dimenticare che siamo un gruppo. Vorremmo che il rapporto fosse con più spirito di appartenenza al gruppo stesso perché molti partner sono con noi da 30 anni e se qualcuno non non è convinto, me lo dica, ma seguiteci perché non basta più la presenza sul territorio o conoscere un prodotto alla perfezione, ci vuole una strategia”.

Rossi e Reffi, a loro modo, fanno sapere che il mondo retail non è poi così differente a una piccola e media impresa e i partner attivi sulle Pmi non possono permettersi di trattare il retail, un po’ sotto gamba. Passepartout vuole essere più presente nella vita dei partner e vuole avere maggiormente sotto controllo le attività e la soddisfazione dei clienti. Ed ecco che Franceschini parla di un sistema di Customer Satisfaction Online inserito in tutti i prodotti gestionali per la Pmi e i commercialisti. Un sistema che si avvale di emoticons e consente all’utente, all’avvio della procedura software o quando lo desidera potrà comunicare direttamente a Passepartout il suo stato di soddisfazione sull’utilizzo della procedura in uso.

Stefano Franceschini
Stefano Franceschini

Con questo sistema Passepartout vuole fare un salto di qualità nella relazione con il cliente, stabilendo un contato diretto senza la mediazione di un partner, non solo per intercettare criticità di assistenza o supporto ma per conoscere le esigenze effettive e i clienti. Insomma, una stoccata nei confronti dei partner in generale ma soprattutto dei partner un po’ dormienti o coloro i quali devono essere sollecitati affinché colgano opportunità, dato che fino a ora le informazioni da parte degli utenti venivano raccolte attraverso un numero verde o uno specifico indirizzo email e reindirizzate al partner o al reparto sviluppo o assistenza.

Franceschini sposta l’attenzione sul mondo dei commercialisti, a suo dire, un po’ lasciati da parte a causa di un canale che non sapeva come approcciarlo. BusinessPass è la ‘creatura’ dedicata a questo mondo e Franceschini si rammarica del fatto che questa soluzione gestionale non abbia avuto quell’ampia diffusione che si sarebbe aspettato. “E’ preoccupante la differenza tra le soluzioni che convertiamo, facciamo assistenza sui nostri server, rispetto all’avvio, all’assistenza e lo sbarco su altri server da parte dei partner”, spiega Franceschini. “Questa situazione si traduce in mancati avviamenti e abbandoni. Ecco che BusinessPass diventerà PassCom per il commercialista e si tratta di una soluzione convertita, avviata e assistita sui nostri server e basta. Questo sarà quello che venderemo”, dice. Si tratta di una rivoluzione e di una evoluzione che porta al passaggio da prodotto a servizio perché verrà proposto in modalità Saas.

Barbara Reffi
Barbara Reffi

Sull’area Horeca, invece, è Reffi a prendere la parola e spiegare che oggi sono stati superati i 3 mila clienti attivi che hanno portato a una crescita anche di prodotti Horeca, grazie anche al fatto che molti partner attivi sulle Pmi si sono “avvicinati in modo serio al settore. I partner che si sono dedicati con costanza a questo mondo e hanno avuto successo nella catene di franchising oggi vendono Mexal dove installa retail e molti nuovi partner Pmi sono diventati bravi dopo aver avuto esperienza in Horeca. Il settore retail è in gran fermento – dice Reffi – ci sono nuovi e skillati partner che si sono uniti a noi e questo ci da un indizio su come siamo percepiti sul mercato. Quando iniziammo alcuni partner hanno creduto e la costanza è stata premiata. Oggi, le competenze di chi si avvicina per la prima volta a questo mercato sono solo dei partner che possono risolvere le problematiche, non possiamo sostituirci a voi e dovete sapere che anche nel retail il grado di informatizzazione è differenziata a seconda del tipo di realtà: un conto è installare un gestionale in una boutique del lusso a una cassa, un altro conto è pensare a un ipermercato con una barriera casse enorme. Quello che voglio dire è che i partner non possono prendere sotto gamba il mondo retail solo perché sono abilissimi con le piccole e medie imprese”.

Reffi, infine, parla di un nuovo modello di sito per i partner. Dopo aver affermato che alcuni siti di partner sono obsoleti, spenti, non aggiornati, ecco la novità.

“Abbiamo pensato di proporvi un sito semplice che i partner potranno scegliere di implementare attraverso la libera scelta di template, i testi, le immagini e partendo da una base comune si costruirà un sito originale per ogni partner ognuno potrà mettere le icone come preferisce e questi siti saranno aggiornati dal nostro sito istituzionale e tutti avranno sempre le ultime versioni dei depliant, delle brocure. Partirà un corso e supporto per portare i partner a essere autonomi”.

Corrado Rossi
Corrado Rossi

Davvero vogliamo investire nel futuro? E’ un problema culturale: conosciamo abbastanza bene il mercato per capire cosa vogliono domani i clienti? Si domanda Rossi.

“I giovani partner hanno voglia di crescere – dice alla platea – non so a quale categoria vi sentiate, ma non importa, non si tratta di crisi economica, quel che importa è decidere e vedere che le esigenze dei clienti e la velocità del mercato vogliono investimenti immediati”, dice Rossi.

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