Pavone (Iab Italia): pubblicità online ok, ma che fatica parlare col governo

Strategie

Layla Pavone, presidente Iab Italia, conferma una previsione di crescita dell’adv online, per fine anno, del 10,5% ma chiede maggiore attenzione al governo, sia sotto forma di incentivi all’editoria online sia per la diffusione della banda larga

A giugno 2009 la previsione di crescita degli investimenti pubblicitari online si attestava sul 10,5%. Durante l’estate, un crollo degli stessi, aveva rivisto al ribasso l’andamento, mentre sembra che gli ultimi tre mesi dell’anno possano far risalire questa previsione, riportandola ai livelli di giugno.

E’ ottimista, Layla Pavone, presidente Iab Italia e managing director Isobar communications, ma anche un po’ preoccupata e arrabbiata con la miopia governativa.

A fine 2009 prevediamo che la pubblicità online cresca del 10,5%, in linea con quello che avevamo anticipato a giugno scorso”, spiega Pavone durante l’apertura dei lavori dello Iab Forum 2009.

Ma gli investimenti pubblicitari sono ancora troppo sbilanciati verso la Tv e la stampa tradizionale. Secondo i dati CommScore – spiega – la quota di mercato che ha internet sul fronte dell’impatto pubblicitario è solo del 7% contro la tv e la stampa che hanno una percentuale a due cifre. Per fare un esempio, si pensi solo che in Uk, per la prima volta, gli investimenti pubblicitari su Internet hanno superato quelli sulla Tv. E’ un segnale questo, che non va trascurato, ma va anche letto nell’ottica che in Uk, a differenza dell’Italia, la Bbc non fa raccolta pubblicitaria”.

Pavone fa poi un raffronto di tecnologie per capire questa discrepanza tra noi e il resto del mondo. “Tra Uk e Italia non c’è molta discrepanza sul fronte della banda larga, ma in Uk più del 70% della popolazione conosce la rete ed è online, a differenza dell’Italia che fatica ad arrivare al 50%”.

E l’Italia cosa fa per reagire? “Secondo elaborazioni Confindustria – spiega Pavone – poco in Ict. Paolo Romani, viceministro allo sviluppo economico annunciava fondi pubblici e privati per lo sviluppo infrastrutturale sulla banda larga: ma quando arriveranno?”, si chiede.

Invitato a partecipare all’evento, il viceministro, bloccato a Roma per impegni di governo, ha fatto comunque sapere che a breve sarà cancellato il digital divide e che sono previsti 1.471 milioni di euro, entro la fine del 2012, per investimenti legati a internet, inizialmente per permettere la connessione da due a 20 megabit/s.

Gli incentivi del governo vanno sempre a parare sui mezzi di comunicazione tradizionali questo è inaccettabile perché qualcosa deve cambiare dato che in Italia, secondo dati Nielsen, sono oltre 23 milioni i navigatori attivi (43% della popolazione) e di questi, circa 13 milioni, cerca news in rete”, spiega.

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